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Alta Via Antigoriana - sinistra orografica...

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    - Traversata del versante sinistro orografico della Valle Antigorio...

 

 

 Nel corso degli ultimi anni, man mano che proseguivano le escursioni alla "scoperta" del selvatico e affascinante versante sinistro orografico della Valle Antigorio, ecco che si sviluppava anche l'idea di una "alta via", un percorso che, con continuità, traversa alle quote intermedie, questo versante.

 Le quote intermedie sono proprio le zone più adatte per una traversata del genere, considerando le caratteristiche del territorio, perchè più in basso non si riesce a dare continuità a un possibile percorso; naturalmente parlando di una "alta via" c'è anche il percorso lungo la cresta, dove sono disponibili delle varianti interessanti che in qualche caso, permettono di aggirare le cime lungo alcune cenge che sono una caratteristica peculiare di questo versante.

 

 La traversata è descritta nel senso nord > sud, e naturalmente questa "alta via" richiede più giorni (2 o 3 o più...), si tratta di un percorso di interesse prettamente "ambientale", e per riuscire ad apprezzarlo come merita non si deve avere fretta (un'altra ragione per procedere con calma, è il fatto che, se già non si conosce la zona, è possibile che si esca dal giusto percorso incontrando così difficoltà maggiori o passaggi rischiosi).

 Sono possibili alcune (poche) varianti di percorso, e si trovano quasi sempre tracce di sentiero e tagli col falcetto che indicano la via, spesso però sono anche saltuarie e poco visibili; occorre avere una certa esperienza e abitudine a muoversi su questo tipo di terreno, e naturalmente avere sempre ben presente la complessa orografia del territorio.

 Per il pernottamento, si trova solo una baita che si può utilizzare come bivacco, all'Alpe Groppo, tenere presente però che la stessa è stata sistemata a uso dei cacciatori, ed è meglio evitare di fermarsi lì nel periodo di caccia a ridosso dei giorni in cui è consentita; altre baite che hanno ancora il tetto sono presenti lungo il percorso, e permettono un pernottamento molto "spartano"...

 In caso si preveda la presenza di ghiaccio, oppure subito dopo un periodo di pioggia, naturalmente è preferibile evitare di andarci.

 

 La partenza può avvenire salendo da Case Cini (di fronte a Rivasco) verso la zona di Alpaia (Link), ma si può partire anche più a nord salendo nella Valle di Cramec (percorso più comodo, qui siamo in Val Formazza), e iniziando la traversata dall'Alpe Croce (vedi sempre il link di Alpaia).

 Da Pioda di sotto inizia la traversata verso il bel versante del Rio Scheggianotta (Link), superato il quale si raggiunge il Court di Martinitt (Link) da dove si continua verso Il Cugnò; qui si può scendere verso Nessina (Link) dove si trova il sentiero segnalato (uno dei pochi su questo versante), che risale verso l'Alpe Groppo (Link); una variante di percorso più interessante (e più impegnativa) traversa poco prima di scendere al Cugnò senza perdere quota, con un bel percorso che supera il canale del Rivo di Nessina su una cengia (Link).

 Traversato il Rivo di Nessina si giunge (in entrambi i casi, sia che si scenda a Nessina, sia che si traversi più in alto), a Pianezza di Nessina dove il sentiero segnalato porta all'Alpe Groppo 2017 m. il punto più "alto" di tutto il percorso; (per giungere qui, c'è anche un'altra possibile variante : dalla zona di Nessina si può salire verso l'Alpe Leur e poi traversare a Groppo, Link).


 Dall'Alpe Groppo si continua la traversata verso sud scendendo lungo il sentiero che traversa il Rio Usella e poi giunge all'Alpe Busin di sopra dove si lascia il percorso segnalato che scende a San Rocco, per proseguire la traversata lungo il versante del Rio Fruetta arrivando alla bella dorsale della Brusciaa (Link) da dove si scende a superare il Rio d'Autin e giungendo poi a La Colla (dove il sentiero segnalato scende a Cristo e Piedilago).

 Dalla Colla si sale ai ruderi superiori e poi si traversa lungo un bel percorso verso Pianezza (Link), quindi si entra nella Valle del Rio degli Orti salendo ai resti del baitino del Forno, si continua e dopo aver traversato un paio di canali si scende alla dorsale del Culet (Link) (questo è l'unico tratto in cui non si sono trovate tracce di un vecchio sentiero, ma solo segni del passaggio degli animali che naturalmente conviene seguire), qui si trova un sentiero che scende all'Alpe Bee passando dal Moncucco.

 Dal pianoro del Culet si prosegue la traversata entrando in salita nella Valle del Rio d'Alba che si traversa, e poi si scende all'Alpe Pescia (Link), da dove un sentierino scende raggiungendo il percorso segnalato che dall'Alpe Bee traversa verso Aleccio.


 Giunti nella zona di Aleccio dove il territorio è ormai "antropizzato" rispetto al versante traversato, personalmente ritengo conclusa questa "alta via", ma si potrebbe anche continuare ritornando in seguito in un ambiente più "selvatico", prima verso la zona di Pec' Negher (Link) e poi verso la Loccia di Lei (Link).

   Tempi (indicativi...) per alcuni tratti :

 Da Rivasco a Pioda di sotto e al Court di Martinitt traversando il Rio Scheggianotta, poco più di 4 ore.

 Dal Court di Martinitt al Cugnò e a Pianezza di Nessina per la cengia "alta" sul Rivo di Nessina, circa 3 ore e mezza.

 Da Pianezza di Nessina all'Alpe Groppo e discesa all'Alpe Busin di sopra, circa 2 ore.

 Dall'Alpe Busin di sopra alla Colla per la Brusciaa, circa 3 ore e mezza.

 Dalla Colla a Pianezza, circa 3 ore.

 Da Pianezza al Culet per l'Alpe Forno, circa 4 ore.

 Dal Culet all'Alpe Bee per la Pescia, circa 3 ore e mezza.



 


 

    - Lungo la cresta (e nei dintorni...) :

 Un percorso lungo la cresta (o nei dintorni della stessa) di questo versante, risulta più semplice rispetto alla traversata a mezzacosta, in questo caso però bisogna tenere conto che per il pernottamento bisogna portarsi una tendina (oppure si può anche bivaccare "sotto le stelle" se le previsioni meteo sono sicure), e l'acqua non è reperibile lungo la cresta (a parte la zona del laghetto del Groppo).

 Si può iniziare salendo al Corno di Cramec 2729 m. dal versante dell'Alpe Groppo (Link), si continua poi lungo la cresta che porta alla Corona di Groppo 2792 m. successivamente la cresta che continua verso sud appare molto impegnativa, e allora si può scendere sul versante Antigoriano come fatto nel giro su questa cima (Link), qui si trova il laghetto del Groppo dove è possibile reperire acqua (tenere conto che qui la neve rimane a lungo).

 Aggirato il tratto "accidentato" della cresta la si riprende presso il Passo del Groppo 2513 m. seguono quindi le cime dei Croselli 2709/2674 m. la cui cresta presenta qualche difficoltà se la si vuole percorrere integralmente, ma qui si trova una prima interessante "variante" lungo una cengia che traversa sul versante Antigorio (Link).

 Si prosegue scendendo alla Scatta dei Croselli 2463 m. e si sale traversando le due sommità del Pizzo di Pioda 2678/2659 m. (Link), in seguito, dopo la Scatta del Forno 2507 m. si incontrano i salti di roccia della cresta del Pizzo del Forno 2695 m. che si possono aggirare scendendo verso il Passo della Fria 2499 m. ma anche qui è presente una interessante alternativa lungo una cengia che traversa anch'essa sul versante Antigorio (Link).

 Continuando verso sud si può salire al Pizzo di Bronzo 2502 m. (Link) da dove si scende al Passo della Forcoletta 2359 m. poi si incontra il Pizzo Cortefreddo 2499 m. (Link) e il Pizzo dei Quattro Pilastri 2439 m. (Link); da quest'ultima cima la cresta scende verso la Colmine Piana che prosegue verso il Passo di Larone (questo tratto non l'ho ancora percorso, ma da quel che si vedeva non sembra ci siano particolari difficoltà, comunque, poco più in basso, sul versante di Agarina, traversa il sentiero segnalato.

 Il sentiero prosegue traversando un centinaio di metri più in basso rispetto al Passo di Larone, che conviene raggiungere in modo da poter percorrere l'interessante sentiero della "strada dei cavalli" (Link), un'altra cengia che traversa sul versante Antigorio giungendo nei pressi dell'Alpe Larone.

 Dall'Alpe Larone si può seguire il sentiero che traversa sul versante antigoriano della montagna e che giunge ad Altoggio passando da Piazzeno, Giovera e Coipo; oppure si può ritornare in cresta fino alla cima del Monte Larone 2237 m. e proseguire passando dalle ultime due sommità, la Cima degli Uccelli 2146 m. e il Pizzo Osbarino 2012 m. da dove si scende ad Altoggio, e per completare il percorso fino al fondovalle, si continua passando tra alcune frazioni di Montecrestese fino a Pontetto.

   Tempi (indicativi...) per alcuni tratti :

 Da San Rocco al Corno di Cramec per l'Alpe Groppo, circa 5 ore, un'altra ora per la Corona di Groppo.

 Dalla cima della Corona di Groppo al Passo del Groppo e lungo la cengia alla Scatta dei Croselli, circa 3 ore.

 Dalla Scatta dei Croselli alla Scatta del Forno salendo le due cime del Pizzo di Pioda, circa 1 ora e mezza.

 Dalla Scatta del Forno al Passo della Forcoletta passando dalla cengia del Forno e dal Pizzo di Bronzo, circa 1 ora e mezza.

 Dal Passo della Forcoletta al Pizzo Cortefreddo e al Pizzo Quattro Pilastri, circa 2 ore.

 Dal Passo di Larone all'Alpe Larone per la "strada dei cavalli", circa 1 ora.

 Dal Passo di Larone ad Altoggio lungo il sentiero, circa 3 ore.










 


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