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   Valle Strona : La vecchia strada, Campello Monti, le miniere di nichelio, l'Alpe Foscalina...

 Omegna > Valle Strona > Piana di Forno.

 

 

 Un giro in Valle Strona visitando i due versanti della valle tra la Piana di Forno e Campello Monti, camminando per un tratto sulla vecchia strada che da Omegna saliva verso i paesini della valle, poi una visita più approfondita del solito al bel villaggio di Campello Monti, al quale solitamente non si dedica molto tempo al termine delle escursioni verso le cime soprastanti, poi la visita alle miniere di nichelio, attività importante per la zona fino al periodo dell'ultima guerra, e infine il ritorno verso valle visitando i pascoli abbandonati dell'Alpe Foscalina.

 Un giro piacevole e interessante, da percorrere con il giusto ritmo, e cioè con calma... escursione resa ancora più piacevole dalla splendida giornata, successiva al passaggio di una veloce perturbazione che aveva riportato la neve anche a quote relativamente basse.

 

 Con Fiorenzo saliamo in Valle Strona fino alla Piana di Forno (piccolo parcheggio), si percorre per un breve tratto la stradina asfaltata fino a Tapone 1087 m. dove si trova il cartello indicatore del percorso della vecchia strada; traversato il piccolo e ben tenuto gruppetto di baite, si risale la valle giungendo alle case abbandonate di Pian Pennino, si prosegue traversando su un ponticello lo Strona risalendo a Valdo dove spicca una grossa casa, continuando sul versante destro idrografico della valle si passa dalle baite ristrutturate di Ronco e infine si giunge a Campello Monti 1305 m.

 Vale la pena dedicare del tempo per visitare Campello, girando la le strette viuzze si possono scoprire particolari interessanti e curiosi; spicca tra le costruzioni, la Villa Bordo, chiamata abitualmente "il castello"... Campello Monti era una colonia Walser di Rimella, e fino al 1929 apparteneva giuridicamente alla Valsesia...

 Dopo la visita al paese, per salire alla zona mineraria ci si porta all'ingresso di Campello nei pressi della cabina elettrica, e si sale verso la Villa Bordo, giunti davanti al cancello si continua nel prato sulla destra verso una breccia del muro, poi si traversa a monte del "castello" e si sale nel bosco di faggi verso gli imponenti muri del paravalaghe (questo tratto iniziale del percorso, non segnalato, è poco evidente), in seguito la traccia diventa più visibile e risale a tornanti il ripido versante tenendosi sempre sul versante destro idrografico di un canalino.

 Più in alto una traccia traversa il canalino (proseguendo invece la salita, si giunge in breve sulla stradina dei carrelli, ormai in parte imboscata), la traccia porta su terreno aperto alla zona di estrazione del nichelio, si vedono alcuni ruderi, i muretti di contenimento e alcune gallerie (in qualche tratto bisogna fare attenzione al terreno franoso).

 Ritornati poi alla stradina, la si segue in direzione della valle del Rio Chigno, dove termina poco dopo un'altra galleria, qui si trovano un paio di piazzole dove il materiale estratto e portato qui su carrelli, veniva inviato a valle usando presumibilmente una teleferica.

 Le miniere di nichelio furono un'attività significativa per l'economia della zona, si iniziò nel 1800 per qualche decina di anni, poi sospese e riattivate fino al periodo della seconda guerra mondiale.

 Questa importante (all'epoca) attività, permise anche ad una cinquantina di uomini di evitare di andare in guerra... il minerale estratto veniva portato a spalla fino a Forno (come al solito dalle donne...), poi nel 1937 per agevolare il trasporto, fu resa carrozzabile la strada fino a Campello.

 Ritornati a Campello Monti lungo il percorso di salita, si segue per un tratto la strada asfaltata verso Forno, al termine del muraglione in cemento sulla sinistra, si vede un segno di vernice gialla e una lieve traccia quasi invisibile tra l'erba, qui inizia il percorso (attualmente non segnalato), per Foscalina (la "posa del Prete" si trova un poco più a valle lungo la strada).

 Dopo alcuni metri il sentierino diventa più evidente e si traversa con qualche tratto in salita questo ripido versante con diverse aperture panoramiche sul versante opposto della Valle Strona verso la cresta tra il Monte Capio e il Forcolaccia; si arriva a una baita attualmente in fase di sistemazione (questo contribuirà al mantenimento del sentiero anche a uso degli escursionisti...), qui si scende verso destra sul prato verso dei ruderi, poi si traversa in discesa costeggiando il bosco (in questo tratto, la traccia è poco visibile), poi nei pressi di alcuni ruderi sulla sinistra, si torna nel bosco dove il sentiero porta nei pressi di un'altra baita ristrutturata, e ci si affaccia su un dirupato canale che sale verso la Cima di Ravinella.

 Sul costone in basso a destra la traccia scende a fianco di un rudere e con vista sulla sottostante Piana di Forno, il sentiero diventa molto evidente e scende velocemente a tornanti, giunti nei pressi della provinciale, la traccia tra l'erba e la bassa vegetazione (come per il tratto iniziale), tende a scomparire, ma qui c'è il chiaro riferimento del canale e del ponticello proprio a fianco del sentiero (comunque questo percorso è preferibile nel senso qui descritto).


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 Difficoltà E/EE - Tempo per questo giro, circa 5 ore incluse soste e divagazioni.

  Immagini del 24 maggio 2016


 


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