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    Visita all'Alpe Drocaccia

(e dintorni...).

 Valle Anzasca > Pontegrande > Bannio > Soi dentro..
 

 

 Ancora un giro nel territorio del Comune di Bannio-Anzino, questa volta una breve e tranquilla escursione per visitare l'Alpe Drocaccia (e le zone circostanti); in una giornata "nebbiosa"... ma in montagna oltre alle cime e i panorami, ci sono sempre molte altre cose da osservare, se si ha un minimo di interesse per la natura che ci circonda, e i manufatti dell'uomo che si incontrano lungo i percorsi...
 

 Con Fiorenzo partiamo da Soi dentro 999 m. (piccolo parcheggio di fianco alla strada vicino all'Oratorio) e, vista la brevità del percorso per arrivare a Drocaccia, la prendiamo un poco "alla larga" e davanti all'Oratorio dedicato a San Bernardo da Mentone, saliamo direttamente i prati soprastanti lungo il percorso segnalato (vernice bianco-rossa) che passa dalla case di Cà di Guoi e Cà di Bartoi e giunge a Pianezzo 1201 m.

 Da Pianezzo si continua lungo il sentiero (cartelli) per Cangelli, sentiero che per una buona parte è in realtà una bella mulattiera che traversa il versante boscoso a sud del Pizzetto; si passa da Cà at Bargiga 1342 m. e si sale ancora fin poco oltre i 1400 m.

 Si traversa nel bel bosco dove si notano i primi colori dell'autunno, poche le aperture panoramiche sul versante opposto (in ogni caso, in questa occasione la nebbia impediva la visuale della zona verso la quale siamo diretti), ma il bosco offre a chi sa osservare, sempre particolari interessanti, ad esempio le numerose ragnatele incontrato durante il cammino...

 Più avanti la mulattiera diventa un sentiero a tratti stretto (è possibile che la mulattiera originale salisse invece verso il Pizzetto), e giunti nella valle dove scorre il Torrente Olocchia, si scende all'Alpe Cangelli 1384 m. dove eravamo transitati in un giro precedente, diretti al Pizzo Tignaga, vedi questa pagina.


Link alla cartina ↓


   Scendiamo passando da Solivo fino al termine della stradina asfaltata che arriva da Soi, a Piè di Baranca 1250 m. subito dopo il ponte sull'Olocchia il cartello indica il sentiero da seguire per Drocaccia; si sale alle baite di Opaco 1250 m. e si entra nel bosco lungo un buon sentiero che traversando il versante, risale gradualmente superando i due canali degli affluenti del Rio Chiursina.

 Con un ultimo tratto tra i larici si giunge all'Alpe Drocaccia 1442 m. in alto, si intravede tra le nebbie la cresta tra il Pizzo Nona e I Tre Pizzi.

 Dopo una pausa al sole (uscito per un breve periodo), torniamo seguendo l'altro percorso segnalato che scende lungo il versante sinistro idrografico della valle del Fosso della Drocaccia; tornati a valle si traversa verso est guadando il rio (può essere problematico in caso di molta acqua, il vecchio ponte in legno ormai non è più utilizzabile, vedi foto 57); traversando si arriva al ponte sull'Olocchia che permette di raggiungere la stradina asfaltata, ma prima decidiamo per una "deviazione" fino a Mundà.

 Il sentiero traversa sul versante destro idrografico del torrente, si passa vicino all'Alpe Gabi, e più avanti, una breve deviazione (cartello indicatore), permette di visitare Scalvata 1028 m. tornati al sentiero principale continuiamo fino al bel prato dell'Alpe Mundà (da qui si può anche proseguire verso Giavine e Case Rovazzi, ma poi per tornare all'auto bisognerebbe passare da Valpiana allungando troppo il giro).


 Torniamo quindi al ponte sull'Olocchia e scendiamo a Soi dentro per la stradina asfaltata, e prima di concludere il giro, naturalmente vale la pena fare una visita tra le belle baite ristrutturate di Soi, dove incontriamo la gentile Signora Rosanna, unica abitante stabile di Soi (per molti anni ha gestito il Ristoro del posto), e vera e propria "memoria storica" della zona... che ricorda ancora ad esempio la vicenda del Jacam, caduto dalla cresta dopo il Piz di Galin (percorsa solo due giorni prima, link), oppure quando saliva nella zona dell'Alpe di Meri a falciare l'erba...

 È sempre molto interessante incontrare qualcuno che ha vissuto e faticato in quelle zone ora quasi dimenticate, fuori dai percorsi usuali, dove la natura ha ripreso il sopravvento; e questo serve anche da stimolo per continuare nella ricerca e nella visita di questi luoghi, prima che la loro memoria cada nell'oblio...


 Tempo per questo giro, circa 6 ore incluse soste e divagazioni.

   Difficoltà E - Settembre 2017

 

 

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