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Monte Gorio

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      Monte Gorio 2593 m.

 Crodo > Baceno > strada per il Devero > Cròveo.

 

 

 Visita a una delle cime ossolane più panoramiche, il Monte Gorio (chiamato anche Monte Forno), posto in posizione "strategica" tra la Valle Antigorio e la zona del Lago di Agaro; permette di ammirare (se si trova una giornata limpida, come in questa occasione), un notevole panorama circolare sulle montagne circostanti.


 La via normale sale dal versante di Agaro, in questa occasione con Andrea, abbiamo seguito una via alternativa più lunga, ma anche più interessante; durante una precedente visita alla Pizzetta sopra Baceno (vedi questa pagina), osservando i dintorni (e anche la cartina...), abbiamo visto la possibilità di raggiungere la cresta tra la Loccia del Robbi e il Monte Forno, dal versante antigoriano.

 Abbiamo visto anche che la cartina segnava un sentiero che dal percorso lungo la via normale traversava verso l'Alpe Puntolo, il poggio della Croce della Varda, e poi prosegue verso la cresta che dalla Pizzetta sale verso la Loccia del Robbi, ed ecco che c'era la possibilità di fare una escursione ad anello che alla fine è risultata lunga, ma anche molto varia ed interessante...

 


 Si parte da Cròveo 818 m. (possibilità di parcheggio vicino ai bar, i cartelli indicatori del percorso si trovano un poco più a valle rispetto alla Cappella di foto 1), si segue il sentiero segnalato lungo la mulattiera che traversa verso Cima Chioso dove ci si collega a un'altra mulattiera che sale da Bèvola.

 Il sentiero traversa nella vegetazione (in questa occasione, alcuni tratti con felci molto fitte e anche molto alte che nascondono il percorso...), per salire a Mollio alto 1318 m. qui un sentiero prosegue verso Agaro, si segue invece la traccia che sale verso l'Alpe Suzzo, composta da alcuni nuclei di baite poste in bella posizione panoramica su una dorsale prativa.

 Giunti a Suzzo alto 1667 m. si lascia il sentiero segnalato che prosegue verso Agaro, per salire una traccia sulla destra che poi entra nel bosco, si giunge a un altro bivio, di fronte si vede il pendio che sale a Vargnana (che si percorrerà al ritorno), in alto si intravede una baita [foto 22], sulla destra (vecchio cartello in legno su albero), traversa un sentierino che porta a una prima baita, poi continua e giunge alla bella baita dell'Alpe Puntolo 1889 m.

 Il sentierino (ancora evidente), traversa il versante della montagna per arrivare al bel poggio panoramico della Varda a 1881 m. (toponimo ricorrente in diversi luoghi panoramici, Varda = guarda), dove si trova una vecchia Croce, un luogo panoramico e suggestivo...

 Qui il sentiero segnato sulla cartina scompare (in verità era segnato sulla mappa in modo intermittente, per cui forse non era molto evidente già in passato...), si prosegue in piano incontrando uno scomodo tratto con rocce e rododendri, qui conviene salire per alcune decine di metri per cercare eventualmente un terreno più agevole.

 Si continua la traversata nel bosco e poco prima di un canalino, inaspettatamente si vedono dei segni scoloriti di vernice bianco-rossa... probabilmente in passato era stato segnalato questo percorso (che più avanti si biforca, una traccia raggiungeva La Pizzetta), poi per la scarsa frequentazione, il sentiero si è quasi cancellato...

 Una lieve traccia è visibile per un tratto e poi scompare, si continua la traversata in salita, per portarsi nell'impluvio a fianco della cresta che sale dalla Pizzetta, superata alla base un parete rocciosa [foto 36], inizia la salita del ripido prato, con percorso panoramico si arriva a circa 2150 m. dove si traversa sulla destra alla cresta, affacciandosi sul versante antigoriano, e dove si vede in alto il Monte Gorio.

 Si prosegue sulla cresta superando anche alcuni tratti rocciosi fino al punto in cui si trova una traccia di animali che traversa sulla destra tra i rododendri per portarsi nella parte alta del fornale (in basso sulla destra, un piccolo laghetto che probabilmente in estate si asciuga), mantenendosi alti e traversando vicino alla parete rocciosa della Loccia del Robbi, si inizia a salire sui ripidi prati che portano a una selletta sulla cresta che poi prosegue verso il Monte Gorio.

 Si potrebbe anche continuare a traversare sul versante Antigorio portandosi sotto la verticale del Gorio, dove un pendio erboso sale alla cima, ma è più interessante salire alla cresta dove si ha una bella visione della Loccia del Robbi, montagna interessante, nonostante la Guida dei Monti d'Italia la definisca "insignificante"...

 Si prosegue per un tratto sulla cresta verso il Gorio, poi si traversa a sinistra al primo sperone che scende verso il versante di Agaro, lo si segue in discesa fino a trovare il passaggio che permette di traversarlo, seguendo tracce di animali (con un paio di passaggi che richiedono attenzione, per il terreno friabile e coperto di detriti), si prosegue raccordandosi poi con il percorso della via normale.

 Mentre sul versante Antigorio, terreno più "tranquillo", il pascolo era a uso delle capre, su questo versante invece pascolavano le pecore, che però non sono forse molto adatte a questo tipo di terreno scosceso e un po' instabile... infatti abbiamo trovato due esemplari morti, probabilmente a causa di cadute...

 Su terreno ripido ma più facile si continua portandosi verso la cresta nord che si segue facilmente fino alla cima del Monte Gorio 1593 m.


Link alla cartina ↓

 Dopo un sosta panoramica (visitati anche da un aliante che svolazzava intorno alla cima), siamo scesi lungo il percorso usuale dove si trovano anche segni di vernice rossa, prima di scendere decisamente, si traversa verso il valloncello posto prima dello sperone che scende dalla cresta poco dopo la sella raggiunta in salita dal versante opposto, bisogna comunque puntare al piccolo poggio prativo della quota 2043 m. [foto 75, 84 e 85], passaggio che permette di superare lo sperone, in ogni caso il passaggio si trova proprio all'inizio della parte rocciosa dello sperone, al termine del bosco.

 Per raggiungere il poggio dell'Alpe Vargnana (che si vede di fronte, foto 86], si scende a superare un piccolo rio (bella e provvidenziale cascatella rinfrescante, vista la giornata relativamente calda...), in questo tratto il percorso non è sempre evidente, si traversa vicino alla base delle giavine che vedono sul pendio posto di fronte.

 Giunti al poggio dell'Alpe Vargnana 1891 m. anche qui la traccia sembra perdersi... (sulla sinistra, superato un rio, si trova un sentierino che però traversa in direzione di Puntolo, in caso di incertezze, lo si potrebbe anche seguire allungando un poco il percorso, ma non so se la traccia rimane evidente fino a Puntolo...); in questa occasione siamo scesi per un tratto sotto le baite sulla destra idrografica del piccolo rio, ritrovando una lieve traccia che lo supera, per poi traversare in discesa il versante opposto giungendo al bivio col cartello in legno incontrato in salita.

 Seguendo il sentiero percorso all'andata, si ritorna così a Cròveo concludendo questo lungo ma piacevole giro.

 Tempo per la salita, circa 6 ore; per il giro descritto, circa 10 ore. Difficoltà EE

   Immagini del 28 giugno 2015.







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