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Dalla Pioda al Court di Martinitt per il canale del Rio Scheggianotta...

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      - Traversata del canale del Rio Scheggianotta, dalla Pioda al Court di Martinitt;
     discesa per il (probabile) sentiero di carico del Court di Martinitt...


 Valle Antigorio > Premia > Rivasco.

 

 

 Il versante del canale del Rio Scheggianotta (Rivo Songiamotta sulla Rabbini), osservato su alcune foto aeree, appare esteticamente molto piacevole, di aspetto singolare e differente dalle zone limitrofe, con una sorta di raggiera in alto costituita dai numerosi canalini secondari, la maggior parte dei quali intorno ai 1600 m. (dove si può traversare), confluiscono nel canale principale.

 Nel progetto del percorso di una "alta via" che traversa a mezzacosta questo versante della Valle Antigorio, mancava ancora il tratto più a nord (appunto questo); un tratto che, dalle precedenti visite in zona, appariva non banale...

 Le vecchie mappe riportano un sentiero (che peraltro non corrisponde al percorso seguito "sul campo", il sentiero segnato sulle mappe traversa il canale a una quota più bassa dove, per quello che ho visto, in realtà non è possibile farlo...), che traversa il canale del Rio Scheggianotta; era certamente uno di quei sentierini "secondari" seguiti da qualche alpigiano e dai cacciatori, gli animali (capre) che salivano all'alpe non credo che seguissero questo percorso...

 Questo percorso è preferibile nel senso descritto, in senso contrario ci possono essere maggiori incertezze per l'orientamento... questo per quanto riguarda il versante destro orografico del canale dello Scheggianotta, per il versante sinistro le difficoltà sono inferiori.

 

 

 Per il ritorno a valle, avevo previsto la possibilità di farlo lungo il versante ovest della dorsale del Court di Martinitt, che nella parte medio-alta si presenta in gran parte boscosa e senza particolari difficoltà di percorso; le incertezze erano invece relative alla parte bassa, dove la roccia è preponderante, anche per la presenza della cava con le inconfondibili gru derrick (Link) di colore bianco, ben visibili transitando sulla strada di fondovalle.

 Questo versante era il più adatto per il percorso del sentiero di carico del Court di Martinitt, a causa del tipo di terreno e anche per il fatto che solitamente, il percorso più ovvio per il transito degli animali verso l'alpeggio, avviene dal basso (fermo restando la regola che gli alpeggi erano tutti collegati... per cui ci si poteva arrivare anche traversando da Il Cugnò).

 

 (Per il tratto iniziale, da Rivasco fino al rudere di Pioda di sotto, vedi questa pagina, naturalmente oltre alla salita dal basso sopra la parete della Pioda, si può anche partire dall'Alpe Croce nella Valle del Rio di Cramec...).

 Da Pioda di sotto a ca. 1500 m. si sale ancora per un breve tratto, poi si segue la poco evidente traccia che traversa sulla destra (sud); oltre alla traccia, che a volte è evidente ma che in alcuni tratti sembra scomparire, è fondamentale cercare i tagli che sono poco frequenti.

 Il percorso per la prima parte è abbastanza "lineare" con comunque sempre dei saliscendi, dopo un primo colletto si scende per traversare verso un tratto franato (foto 6) che si supera direttamente oppure sul suo fianco destro, poi dopo un traverso in parte su erba si raggiunge un canalino il cui passaggio è più insidioso di quello che può apparire, in particolare se il terreno è bagnato (come in questa occasione in cui ho preferito traversarlo più in basso, dove erano presenti maggiori appoggi, rispetto al percorso del "sentiero").

 Proseguendo la traversata ci si porta verso la zona orograficamente più "complessa" di questo versante, dove la presenza della roccia è più evidente e il percorso di conseguenza diventa meno lineare; si continua traversando alla base di un versante roccioso salendo a un colletto dal quale poi si deve scendere (foto 12), il passaggio non ispirava molta fiducia (anche perchè non si vedeva bene quanto fosse alto il successivo salto), e allora ho preferito aggirarlo scendendo sulla destra prima di arrivare al colletto, qui si trova una cengia che permette di accedere a un canale erboso che si risale (molto ripido), ritornato alla quota del passaggio "ufficiale" si vede che è più "tranquillo" di quello che avevo pensato (anche se non so se la pianta alla quale ci si deve aggrappare, sia ancora sana oppure no...).

 Si continua la salita su terreno ripido per poi traversare a una successiva dorsalina che si segue sempre in salita, in alcuni tratti i tagli scompaiono, ma basta seguire il percorso logico; si passa presso un larice con infisso un bullone (foto 18), in seguito si supera un canalino poco sopra un salto (foto 20), arrivando a un'ultima dorsale da risalire tra i radi larici e poi si raggiunge una piazzola (foto 23) da dove, con percorso più tranquillo, si traversa verso i canali principali di questo versante dove scende il Rio Scheggianotta (la piazzola è il riferimento da trovare nel caso si volesse fare questo percorso in senso contrario a quello descritto).

 Gli alberi si fanno più radi e si esce sui prati ancora presenti su questo versante (lo stato della crescita della bassa vegetazione fa capire che qui la neve rimane fino a tarda stagione...), e si arriva al canale principale dello Scheggianotta a ca. 1610 m. dove terminano i superiori salti rocciosi, un ambiente piacevole e sereno che contrasta con quello appena percorso (e anche con quello successivo..).

 Dopo una sosta, riprendo la traversata e subito il canale successivo presenta qualche difficoltà per trovare il passaggio... bisogna rimanere alti anche per traversare i successivi canalini prima di poter scendere seguendo vaghe tracce di passaggio di animali (se si trovano, è sempre meglio seguirle); raggiunta in seguito una dorsale con i larici, si ritrova una traccia, i tagli e anche radi segni di vernice blu che in breve portano al pianoro del Court di Martinitt 1550 m. (questo tratto era stato percorso parzialmente durante la precedente visita, link).

   - Discesa per il probabile sentiero di carico dell'Alpe :

 Dal Court di Martinitt si può proseguire la traversata verso Il Cugnò (vedi questa pagina), in questa occasione invece sono sceso lungo il versante ovest per vedere il rudere che doveva essere situato circa 200 metri più in basso; inizialmente sono sceso con percorso libero e poi, poggiando a destra (nord) si ritrovano i segni di vernice blu e i tagli che indicano il percorso che comunque, per questo primo tratto, non presenta particolari problemi.

 A circa 1320 m. si arriva presso il rudere (a poca distanza dai precipizi sopra il canale del Rio Castone, a sud), a monte si trova una grossa balma che offre un buon riparo; si continua la discesa cercando sempre i tagli (i segni di vernice, a un certo punto paiono scomparire), bisogna giungere al punto visibile nella foto 57, dove si traversa verso nord (se si continuasse a scendere senza traversare, non credo sia possibile giungere a fondovalle, considerando il tipo di ambiente in prevalenza roccioso, presente su questo versante...).

Link alla cartina ↓

 Più in basso si inizia a trovare qualche segno (gradini, tacche nella roccia,...) del vecchio sentiero, in un paio di punti sono presenti delle cordine metalliche e sopra la cava con le caratteristiche gru bianche, si trovano le classiche scalinate (foto 70 e 71), che si posavano per superare le piodate; si passa da un ultimo rudere a ca. 1040 m. e dopo un traverso esposto sul ciglio di cava (non ci sono protezioni), si scende per raggiungere una scaletta metallica (foto 75) che risale a bordo cava, al suo termine non si scende, ma si traversa nel bosco dove si ritrovano alcuni segni di vernice blu.

 Si prosegue la discesa seguendo le varie scalette metalliche che portano al pianoro sottostante la parete della cava, poi seguendo la stradina di servizio, in breve si raggiunge il percorso di fondovalle che traversa sul versante sinistro idrografico del Toce.

   - Cave e sentieri...

 La cava interessata da questo percorso è tuttora in esercizio, e non saprei dire se le scalette, che naturalmente sono state realizzate per chi lavora o ha lavorato alla cava, siano "ufficialmente" percorribili anche dai (rari) escursionisti e cacciatori che salgono questo versante.

 Il discorso è diverso a esempio per il percorso che da Passo sale all'Alpe Groppo, dove nel tratto sul ciglio di cava sono installate delle protezioni, lì si tratta di un sentiero "ufficiale" con segnavia bianco-rossi, in questo caso invece il sentiero non è mai stato riportato sulle mappe, e lungo il breve ma esposto tratto sul ciglio di cava, non ci sono protezioni...

 Alla fine, l'unica cosa certa è che chi decidesse di transitare su questo percorso nella zona della cava, è chiaro che lo farebbe a proprio rischio e pericolo...
 

 Tempo per questo giro (partendo da Rivasco), circa 6 ore incluse soste e divagazioni.

 Per il tratto dalla Pioda di sotto al Court di Martinitt, poco più di 2 ore.

   Agosto 2018 - Difficoltà EE

 
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