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Val Bianca, Casetto Era

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      Traversata dall'Alpe La Piana al Casetto Era e a Vallar...

 Valle Anzasca > Calasca dentro > Barzona.

 

 

 Ritorno in Val Bianca alla ricerca del sentiero che traversa a mezzacosta il variegato versante che scende dalla cresta tra il Mottone e la Cinquegna, che dall'Alpe La Piana collega il solitario e dimenticato Casetto Era 1949 m. e L'Alpe Vallar 1971 m.

 Un giro che avevo da lungo tempo in programma, e finalmente realizzato in questa occasione in compagnia di Andrea; in realtà questo sentiero era stato costruito, più che per il Casetto Era, principalmente per accedere ai siti minerari di cui abbiamo visto i resti lungo il percorso.

 Un percorso piacevole e interessante (oltre le aspettative...), un sentiero ancora in parte presente che traversa su cenge a volte aeree i numerosi canali e canalini che caratterizzano questo versante, unico neo di questa giornata il meteo peggiore del previsto con a tratti anche del nevischio (la caratteristica neve "a pallini", la gragnola), e visibilità ridotta verso le quote più alte, se sarà possibile, tra qualche tempo varrà senz'altro la pena ritornare in una giornata limpida...


 In verità avevamo già tentato la traversata una settimana prima in senso contrario (vedi questa pagina), ma giunti all'Alpe Vallar 1971 m. abbiamo desistito principalmente a causa del terreno gelato, e col senno di poi, è stata la scelta giusta perchè questa traversata è consigliabile percorrerla nel senso qui descritto, in senso contrario diventa più difficile trovare il sentiero che, nei tratti lungo i pendii erbosi, è praticamente scomparso.

 Giro da percorrere solo in condizioni di buona visibilità.


 


 Da Barzona (poche possibilità di parcheggio vicino alla Chiesa, un'altra possibilità, si trova subito dopo il ponte prima della Cappella di foto 1, si percorre a ritroso la strada asfaltata verso Calasca dentro, e si trova sulla sinistra [foto 2] la stradina asfaltata che si percorre integralmente giungendo dopo circa tre quarti d'ora ad Incino 1131 m.

 Dai prati superiori dell'alpe si segue il sentiero (cartello), che sulla destra sale nel bosco uscendo in seguito sui prati dell'Alpe Prabiso 1175 m. qui si continua nel bosco salendo verso destra sbucando sui prati dell'Alpe Bobbio 1376 m. con la sua bella e imponente Cappella (qui arriva anche il sentiero segnalato da Antrogna).

 Dall'Alpe Bobbio il sentiero sale nella faggeta uscendo sulla dorsale dell'Alpe La Piana 1486 m. in alto si vede la Punta della Cinquegna (salita in un giro precedente, vedi questa pagina), ci si porta presso il secondo nucleo di baite dove si trova la Cappella, dall'ultima costruzione si sale poggiando sulla sinistra (a inizio stagione, si intravede una lieve traccia), si entra poi nel bosco e si cercano i primi segni del sentiero, si trovano anche alcuni vecchi segni di taglio col falcetto che aiutano per l'orientamento, in seguito la traccia diventa un poco più evidente e sarà sempre presente per buona parte del percorso.


 Fa da riferimento la cartina Svizzera, che per questo tratto, riporta con buona precisione il sentiero, all'inizio si traversa intorno ai 1550 m. per poi salire e rimanere per buona parte del percorso intorno ai 1630-1660 m.

 In ambiente selvaggio e interessante si inizia la traversata, giunti a un primo colletto [foto 25], si vede sullo sfondo la dorsale che sale al Casetto Era, che è più lontana di quello che sembra... perchè ci sono numerosi canalini da traversare, in basso si vede un terrazzo artificiale costruito tra le rocce [foto 26], dove si distinguono due vasche usate per il lavaggio del minerale estratto in zona.

Link alla cartina ↓

 Proseguendo, si arriva al canalino che scende verso il terrazzino e si vedono i resti di un baitello e dei muretti, costruzioni sempre collegate all'attività estrattiva, nel canalino si vede l'apertura di una galleria che però è quasi completamente ostruita dai crolli, si vede comunque ancora un trave di sostegno [foto 31].

 Giunti a un successivo colletto panoramico si continua traversando sui ripido pratoni dove la traccia è praticamente scomparsa; superato un primo canalino, si continua verso un canale più importante, in basso si vedono altri ruderi sempre riferiti alle miniere, e di fronte si notano dei muretti che indicano il percorso del sentiero che sale direttamente il versante opposto [foto 35 36].

 Superato il canale inizia il tratto più esposto del percorso, il sentiero è comunque complessivamente in discrete condizioni [foto da 36 a 43], superata una panoramica cengia, si vede sempre di fronte la crestina del Casetto Era, che è comunque sempre lontana...


 Con percorso più facile sui ripidi prati, dove la traccia di sentiero è quasi scomparsa, si scende al canale principale che si traversa intorno ai 1650 m. sul versante opposto si nota ancora il sentiero che traversa prima sulla sinistra e sale alla crestina con un largo giro, in questa occasione, visto anche il meteo poco rassicurante, decidiamo di risalire direttamente il pendio erboso che conduce sulla cresta, la si segue e finalmente si giunge in vista del piccolo e solitario baitello del Casetto Era 1949 m.

 Il piccolo e spartano baitello del Casetto Era è posto al riparo di uno sperone roccioso in un luogo isolata, un ambiente adatto alle capre, fu il primo ricovero di Angelo, capostipite della famiglia Chiarinotti di Barzona, nel 1978 fu ripristinato dai nipoti Claudio e Flavio, rendendolo così agibile come spartano bivacco.

 Attualmente la costruzione è ancora in discrete condizioni, ma non essendoci più la porta e vista la frequentazione degli animali, capre e pecore oltre ai camosci (che sembrano gradire particolarmente questo luogo...), non è certo più utilizzabile da qualche eventuale escursionista in cerca di luoghi solitari...

Fonte : Il Rosa - Giornale di Macugnaga e della Valle Anzasca

 - Toponomastica : non vi è la certezza che i toponimi usati attualmente siano quelli originali... su una mappa (dove sono riportati anche alcuni nomi relativi ai torrenti secondari, l'Alpe Vallar è chiamata Alpe Vallar Paità, mentre il Casetto Era diventa Casetto d'Avec...

 Dal Casetto si vede in alto sulla sinistra una striscia erbosa [foto 57], che si deve raggiungere per poter traversare intorno ai 2000 m. di quota (dal Casetto Era in avanti, il sentiero non è più presente), si traversa ancora sui ripidi prati e di fronte si vede il passaggio obbligato che permette di raggiungere l'Alpe Vallar [foto 65], prima di iniziare a scendere, si può anche scorgere il tetto della baita di Vallar...

 Si traversa in discesa arrivando nel canale del Rio della Gronda, lo si discende per un tratto per poi risalire sulla destra su terreno ripido, in alto si ritrova una traccia usata dagli animali, un tratto è leggermente franato e ci si tiene vicino alla parete [foto 75], si trova anche una roccia con un tacca che conferma che è proprio qui che passava il vecchio sentiero [foto 74], infine si sbuca su un colletto dove si trova la baita dell'Alpe Vallar 1971 m.



 Una breve sosta e scendiamo direttamente il versante sottostante l'alpe (la via più facile per tornare a valle è quella seguita durante la precedente visita, e cioè risalire il pendio verso i 2200 m. e poi scendere a Lavazzero), per un buon tratto si scende senza problemi, poi il terreno si fa più ripido e bisogna avvicinarsi un po' al canale del Rio Cronero per trovare una sorta di cengia che traversa a sinistra, poi si scende al canale sotto a una cascata [foto 83], si risale il versante opposto [foto 84] su terreno molto ripido, ma ci sono gli ontanelli a cui aggrapparsi... in breve si sale alla dorsale che poi scende all'Alpe Cortelancio 1556 m. dove si trova il sentiero segnalato che riporta a Barzona.


 Tempo per questo giro, circa 9 ore.

 La traversata da La Piana a Vallar richiede circa 4 ore (se non si sbaglia nulla...).

 Immagini del 5 maggio 2016

    Difficoltà EE




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