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   Sul versante dell'Alpe Camona, e dintorni...



    Difficoltà EE

 Domodossola > Varzo > Iselle.
 

 

 Visita al variegato e interessante versante destro orografico della Val Divedro soprastante il villaggio di Iselle; qui, oltre alla classica e tranquilla escursione verso l'Alpe Loi, sono possibili altri percorsi più impegnativi, percorrendo le tracce dei vecchi sentieri che salivano superando i caratteristici salti rocciosi di questa zona.

 

 Link interni alla pagina : da Cantoi   -   da Croppo della Valle    -   Alpe Loi

 

   - Iselle - Cantoi - Loccia - Camona - Sentiero delle Terrazze - Loi - Iselle :

Link alla cartina ↓

 Da Iselle superato il Diveria sul ponte che porta alle case di Russia, con Andrea seguiamo la mulattiera che esce dalle case verso ovest solo per un breve tratto, sulla destra si vede una traccia che scende verso il torrente, si cammina a fianco del Diveria verso ovest cercando il percorso migliore, una lieve traccia è a tratti presente tra l'erba e la bassa vegetazione, molto rigogliosa in estate (come in questa occasione).

 Si giunge sulla pietraia allo sbocco del Rio di Loio [foto 6], si prosegue la traversata senza avvicinarsi subito al bosco, ma lo si fa dopo alcune decine di metri, e finalmente si trova la traccia (ci sono anche un paio ometti), del sentiero per Cantoi.

 In questa occasione, questo primo tratto è stato alquanto disagevole... la bassa vegetazione era ancora bagnata dalla pioggia caduta il giorno precedente, pochi minuti in questo ambiente ed eravamo già fradici...

 La traccia è in gran parte sempre evidente, e si trovano muretti e scalini costruiti per superare questo ripido e complesso versante, e si arriva, a circa 770 m. a un bivio poco evidente (a destra si va per Croppo della Valle), si segue invece sempre la traccia principale che traversa per un tratto sulla sinistra, si continua nella faggeta avvicinandosi a una parete rocciosa che sbarra la strada, la si supera sulla sinistra, non molto lontano dal canale del Rio di Loio.

 Più in alto a circa 1350 m. si trovano i miseri ruderi di Cantoi (alpetto chiamato Fienili sulla Mappa Siegfried), dove si vede anche una piccola balma; lungo il percorso si trovano anche alcuni vecchi segni di vernice rossa, che aiutano per l'orientamento, specialmente nel tratto dopo Cantoi.

 Si continua la salita e l'ambiente inizia a cambiare con la presenza dei larici, si prosegue con un lungo traverso sulla destra che porta a un canalino dove ci sono alcune grosse piante cadute, e si raggiunge una caratteristica roccia [foto 17] dove sono scritte alcune indicazioni (questo pare essere un passaggio obbligato), superata la roccia ci si trova su un piccolo pianoro con grossi massi, di fronte il pendio ripido con i larici che si risale cercando il percorso migliore per aggirare i brevi salti di roccia.

 In breve si giunge al pianoro dell'Alpe Loccia 1639 m. portandosi presso il cartello indicatore, si vede sulla sinistra la traccia che traversa verso Loi, si segue invece quella che sale direttamente tra gli ontanelli; il sentiero (qui sono presente anche i classici segni di vernice bianco-rossa), anche se la vegetazione cerca di nasconderlo, è comunque sempre evidente, si sale lungo una dorsalina e poi si raggiunge un canale [foto 28] che si deve superare, sul versante opposto si vede un muretto di sostegno del sentiero che traversa e risale, e si inizia ad avere qualche apertura panoramica verso l'interessante zona dell'Alpe di Camona.

 Il percorso risale ancora perchè si deve traversare a monte della bella cascata che si vede di fronte [foto 29], su terreno più aperto si traversa verso ovest sul prato dove scende il Rio di Camona, poi il sentiero rientra nella vegetazione per scendere verso i prati (ormai invasi dai lavazz), dell'Alpe di Camona 1736 m.

 Qui una baita è stata sistemata per uso come bivacco (che pare essere aperto solo in estate...), il luogo non è molto frequentato (non molti gradiscono questo tipo di percorsi...), lo si vede dal libro del bivacco che riporta ben cinque visite (inclusa la nostra), nei primi sei mesi del 2016...

 Per il ritorno decidiamo di seguire il percorso del "Sentiero delle Terrazze" che traversa rimanendo a quote più elevate rispetto agli alpeggi; ritorniamo lungo il percorso di andata fino al prato in cui il sentiero "ufficiale" inizia a scendere, qui una lieve traccia sale verso i larici [foto 41 e 43], al termine del prato bisogna cercare i tagli che indicano il percorso, non bisogna mai perdere i tagli, altrimenti diventa improbabile riuscire a superare questa larga e complessa dorsale... (e sotto si trova un bel salto di roccia, vedi foto 55...).

 Il percorso è comunque quasi sempre evidente, solo in un paio di tratti tra l'erba, il ritrovamento dei tagli non è immediato; proseguendo si inizia a vedere il dosso dell'Alpe Loi [foto 44] che bisogna raggiungere, e si arriva all'unico punto "delicato" di questo traverso, un passaggio esposto dove si trova un filo di ferro messo come "sicurezza"... in verità, gli animali passano un poco più in alto, cosa che forse è preferibile anche per gli escursionisti.

 Il sentiero poi scende lungo una cengia per andare a traversare verso la terrazza con il piccolo prato [foto 48], in un paio di tratti il percorso può essere incerto, bisogna sempre cercare i tagli, si giunge così a un piccolo rialetto (asciutto in questa occasione), dove arriva il tubo che porta l'acqua a Loi.

 Un ultimo tratto tra i soliti ontanelli e si esce sul prato che si vedeva in precedenza, qui la traccia diventa più visibile, si traversa arrivando all'incrocio col sentiero dell'Alta via della Val Divedro che scende verso Loccia, si continua invece la traversata, e poi si scende lungo una dorsalina che porta al bel pianoro dell'Alpe Loi (Loio) 1705 m.

 Da Loi si segue il percorso segnalato che scende a Osone e Iselle (vedi più in basso nella pagina).

   Giro del 24 luglio 2016.

 

    - Iselle - Croppo della Valle - Camona - Biel - Gondo :

Link alla cartina ↓

 Dopo la salita passando da Cantoi, ritorno sul versante di Camona per visitare l'ultimo alpetto che ancora mancava su questo versante, il dimenticato Croppo della Valle (dimenticato anche dalle mappe, è nominato solo sulla carta IGM del 1914, mentre è quotato, ma senza nome, sulla vecchia mappa Siegfried; vedi il link a fianco; da segnalare che il percorso del sentiero lì riportato, ha poca corrispondenza rispetto a quello trovato sul "campo"...).

 Lasciata un'auto a Gondo dove è previsto il ritorno a valle, partiamo da Iselle, in questa occasione in numerosa compagnia, cosa inusuale per questo tipo di percorsi...
 Con Andrea, Corrado, Francesco e Jacopo seguiamo all'inizio il percorso per Cantoi descritto sopra, fino al bivio a quota 770 m.

 All'inizio si sale traversando nel contempo verso destra (ovest) su terreno umido raggiungendo una rampa [foto 5 e 6], una vera e propria traccia di sentiero è presente solo in alcuni brevi tratti, occorre intuito e pratica di questi ambienti per trovare il percorso giusto, e bisogna sempre mettere in conto la possibilità di perdere tempo per trovarlo... Sono presenti rari segni di vernice (poco utili), e qualche taglio.

 Si giunge sotto a una fascia rocciosa (foto 7], e dopo una infruttuosa esplorazione sulla destra cercando un passaggio più facile, ritorniamo sulla sinistra al passaggio chiave per superare questo tratto [foto 8 e 9], una placca inclinata con qualche appoggio per i piedi ma senza appigli per le mani (con terreno asciutto, alla fine non ci sono grossi problemi, ma comunque c'è la possibilità di usare la corda, "lanciandola" per agganciare un alberello soprastante..).

 Superato questo tratto si entra in una fascia boscosa facile, ma dove si può facilmente perdere il giusto percorso, bisogna comunque salire e nel contempo traversare lungamente verso destra (ovest), per raggiungere il canale del Rio di Loccia, una traccia di passaggio di animali conduce all'unico punto favorevole a circa 1050 m. dove alcune cengette permettono l'accesso al canale (anche qui è comunque possibile utilizzare la corda per la presenza di alcune piantine).

 Superato il canale si risale il versante opposto, questa è la dorsale che sale verso Croppo della Valle; si sale per poi traversare ancora sulla destra raggiungendo una cengia erbosa dove si trova un muretto [foto 18], una delle poche tracce rimaste del vecchio sentiero; si risale e poi un altro traverso sempre verso ovest [foto 20], permette di accedere a un primo dosso (diverse piante di betulle), in fondo al quale si nota l'evidente muretto [foto 21], che indica il percorso; si sale verso una fascia rocciosa, e si seguono le tracce che questa volta traversano sulla sinistra (est), per poi risalire e giungere finalmente al dosso dell'Alpe Croppo della Valle 1428 m.

 Numerosi ruderi sono presenti su questa dorsalina, il pascolo presente qui un tempo era più esteso rispetto all'Alpe Loccia, gli animali giungevano qui dall'alto con percorso più facile rispetto a quello seguito in questa occasione in salita.

 Di fronte si vede il largo canale del Rio di Camona e il pendio che sorregge il prato di Camona; c'è anche la possibilità di provare a traversare il canale e salire direttamente a Camona con un percorso più diretto, ma certamente più "scomodo", per cui, come da programma, continuiamo lungo la dorsale salendo con percorso non obbligato (si può trovare comunque qualche breve passaggio dove bisogna usare anche le mani), raggiungendo a circa 1750 m. il sentiero segnalato che traversa verso Camona, che si segue calpestando la prima neve (su questo versante, ormai il sole non arriva più durante l'inverno), e si raggiunge l'Alpe di Camona 1736 m.

 Nota : Il Bivacco Cerutti all'Alpe Camona, in questa occasione era chiuso... probabilmente viene normalmente tenuto aperto solo in estate.

 Per il ritorno a valle si segue l'interessante sentiero (vari segni di vernice e tagli), che prima traversa lungamente il dirupato versante della montagna sopra il versante del Rio Omo, con alcuni tratti su una esposta cengia (esposizione in parte "nascosta" dalla vegetazione, ricorda in parte l'interessante sentiero che traversa il versante nord del Monte Larone, link), per poi affacciarsi sul versante della Zwischbergental e scendere lungo la panoramica dorsale che porta al Passo di Cravariolo 1489 m. (roccia con incisioni), confine tra Italia e Svizzera.

 Con percorso sempre molto panoramico in particolare verso il dirimpettaio Seehorn si scende lungo la dorsale di Tannegga ai prati di Biel, poi lungo la strada asfaltata (diverse scorciatoie segnalate), arrivando infine a Gondo.

   Percorso impegnativo. Tempo per questo giro, 6/7 ore.

    Giro del 22 ottobre 2016.    LINK alla relazione di Corrado  -  LINK alla relazione di Andrea.

 

    - Iselle - Osone - Alpe Tenda - Alpe Loi :

 Questo è il percorso più "tranquillo" per una visita a questo versante; con Fiorenzo partiamo da Iselle 673 m. e dopo il ponte sul Diveria si traversano le case di Russia per imboccare la bella mulattiera sulla destra che sale a tornanti verso il largo pianoro di Osone 1005 m. con la sua Chiesetta.

 Il sentiero segnalato sale lungamente nella bella faggeta verso sud con qualche apertura panoramica verso il versante opposto, dopo un traverso sulla sinistra, si esce dalla faggeta e si risale verso le baite dell'Alpe Tenda ca. 1480 m. (che si vedono sulla sinistra), si continua risalendo una dorsale ripida tra l'erba e la bassa vegetazione e tra alcuni imponenti larici, giungendo al cartello di pericolo [foto 27], qui l'Alta Via della Val Divedro traversa la vicina frana (in verità, al ritorno abbiamo provato a cercare una traccia di sentiero tra gli ontanelli oltre la frana, ma non l'abbiamo trovata...).

 Il sentiero traversa in salita verso ovest con altre aperture panoramiche, in questa occasione si poteva ammirare anche una bella fioritura, in particolare di Aquilegia alpina... e in breve si giunge al pianoro panoramico dell'Alpe Loi 1705 m.

 Ritorno per la stessa via. Tempo per la salita, circa 3 ore. Difficoltà E/ EE

   Giro del 7 luglio 2016.

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