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Alpe Ciò e dintorni - Valle Antrona.

Alpi di Campo - Alpe Ciò - Alpe Ro inferiore - Alpe Cumper - Alpe Ro superiore - Alpe Ro inferiore - Alpe Rodina - Cheggio - Alpi di Campo.

   Difficoltà EE

 Ossola > Valle Antrona > Antronapiana > strada per Cheggio > Alpi di Campo.

 

 

 Durante la discesa verso Cheggio, dopo la salita al Pizzo Ciapè (link), ecco che, guardando in basso in direzione di Antronapiana, il rudere di un alpetto posto su un bel dosso erboso attira l'attenzione...

 L'Alpe Ciò situato su una gobba erbosa i cui fianchi est precipitano verticali verso il canale del Rio del Cantonaccio; le mappe indicano ancora un sentiero che sale direttamente dalla zona delle Alpi di Campo, e allora, dopo meno di una settimana dall'escursione al Ciapè, vista l'intenzione di fare un giro di breve durata (anche a causa del peggioramento meteorologico previsto), ritorniamo (con Fiorenzo), in zona.

 

 Si parte dal piccolo parcheggio delle Alpi di Campo a circa 1250 m. posto a lato della strada che da Antrona Piana sale a Cheggio; all'inizio si percorre per un tratto la stradina che conduce al sentiero per le Alpi di Cama, giunti all'ultima baita (quella isolata sulla sinistra), si sale in direzione del ripido versante verso est [foto 1], si può anche traversare prima direttamente nei prati (naturalmente solo quando questi sono già stati "utilizzati" dalle mucche), come ci ha suggerito una gentile signora del luogo, che ci ha anche confermato il toponimo dell'Alpe Ciò (su altre mappe, come quelle poste sui pannelli installati in zona, è riportato erroneamente il nome Alpe Sasso...); il nome ricorda un altro alpeggio della Valle Antrona visitato in precedenza, l'Alpe Ciotter (link).

Link alla cartina ↓




 Si sale all'inizio con percorso libero e poi si ritrova la traccia del vecchio sentiero, e si vedono anche segni di vernice arancione in parte scoloriti, il pendio è ripido ma senza problemi si giunge su un primo dosso erboso panoramico, poi la traccia sale traversando i ripidi versanti; questo tratto richiede attenzione in caso di terreno bagnato, ma se l'erba è asciutta (come in questa occasione), il percorso è tranquillo e piacevole.

 Si giunge così sul dosso dell'Alpe Ciò 1551 m. verso sud si vedono i prati di Cama inferiore, e prima di questi si nota il versante dove, diverso tempo fa, è avvenuta una grande frana.

 Risaliamo il pendio sopra l'alpe, dove si trovano alcuni tratti con una "scalinata" costruita con tronchi di legno, poi il sentierino, sempre visibile, continua traversando verso destra (est), per raggiungere l'ultima dorsalina posta prima del canale del Rio del Cantonaccio, poco prima si trova un traverso dove sono state installate delle catene; qui i segni di vernice terminano, e, anche per il fatto che in basso nel canale si vede la presa per l'acqua, fa pensare che questo tratto di sentiero sia utilizzato appunto per la manutenzione della condotta per l'acqua.

 Si sale direttamente la bella dorsalina panoramica, su quella a sinistra si vedono altri due ruderi facenti parte dell'Alpe Ro inferiore, dopo aver visitato quello più in alto, traversiamo verso est in direzione del Rio del Cantonaccio (sul versante opposto del canale si vede la traccia del vecchio sentiero riportato sulla carta IGM, foto 32), si passa presso altri ruderi, e senza difficoltà si traversa il Rio del Cantonaccio; qui la traccia è ben visibile perchè utilizzata dagli animali.

 Proseguendo si supera un altro piccolo canalino, poi la traccia degli animali continua a traversare, saliamo invece direttamente il pendio che porta alla zona dell'Alpe Cumper 1795 m. situata sotto un dosso che la riparava dalle slavine, qui fa bella mostra una balma con una sorta di "veranda" in parte crollata...

 La carta IGM riporta un sentiero che sale sulla sinistra (nord), infatti all'inizio troviamo tracce del sentiero che sale a tornanti, poi però si perde nel fitto boschetto di ontanelli che cerchiamo di superare direttamente con percorso molto "scomodo" (col senno di poi, è preferibile traversare subito a sinistra (nord), passare un canalino e salire il pendio che appare più "tranquillo".

 Si arrivo comunque sul pianoro superiore dove traversa il largo sentiero che prosegue verso il Cavallo di Ro, qui si trova il cartello dell'Alpe Cumper (alpe che però, normalmente non è visitata...); si prosegue verso l'Alpe Ro superiore 1821 m. qui scendiamo il largo vallone del Riale del Sajont verso i numerosi ruderi di Ro inferiore.

 Ci portiamo su un primo dosso sopra i ruderi di foto 60, ma visto che da qui, scendere appare impegnativo, saliamo alla dorsale superiore [foto 62] da dove si vede, in basso, l'Alpe Rodina; si scende con percorso libero verso la panoramica Alpe Rodina 1674 m. (il percorso "giusto" dove passava il vecchio sentiero, dovrebbe arrivare qui scendendo ancora sotto l'Alpe Ro inferiore per poi traversare... non verificato).

 Da Rodina, le mappe riportano un sentiero che traversa in discesa per raggiungere la condotta dell'acqua che traversa verso Cheggio, in questa occasione abbiamo invece traversato lungo tracce di passaggio di animali rimanendo più alti sotto le rocce; più avanti abbiamo raggiunto la traccia di un vecchio sentiero che traversava verso i pascoli di Cheggio; un ultimo tratto ripido in discesa e raggiungiamo il sentiero che segue la condotta, traversando verso lo skilift raggiungiamo Cheggio, da dove, seguendo a tratti la vecchia mulattiera che interseca la strada, torniamo alle Alpi di Campo.

 (Allo skilift non ci sono indicazioni riguardo questo sentiero che passa da Rodina... in verità il percorso appare "chiuso" da corde che sbarrano la strada, invece sul Cavallo di Ro è presente un cartello con l'indicazione di questo percorso che è inserito nel catasto dei sentieri, non abbiamo visto nessun'altra indicazione tra Ro superiore e Rodina...).

Tempo per questo giro, circa 5 ore e mezza incluse soste e divagazioni.

 8 luglio 2017

 


 

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