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Alpe Lamponiggia e dintorni...

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 1 - Crodo - Quategno di fuori - (Cascinette) - Alpe Lamponiggia - (quota 1750 m.) - Alpe Moncrovino - Alpe Balmella - Quategno di fuori - Crodo.

 2 - Crodo - Quategno di fuori - Cascinette - dorsale di Cascinette - miniera d'oro di Faella - sentiero Lamponiggia-Moncrovino - Alpe Lamponiggia - Quategno di fuori - Crodo.

   Difficoltà : EE

 Domodossola > Valle Antigorio > Crodo.

 

 

 Sempre alla ricerca degli alpetti "dimenticati" o poco conosciuti, questa volta è in programma una visita al dirupato versante ovest del Monte Larone.

 La cartina Svizzera riporta appunto un alpetto senza nome sul costone che sale da Quategno di fuori tra i canali del Rio Golernia a nord e del Rivo Cascinette a sud; sulle mappe IGM non è riportato, e nemmeno sono segnati sentieri su questo costone; bisogna tornare più indietro nel tempo per trovare sulla ormai nota (e ispiratrice...) Mappa Rabbini, il toponimo che lo individua, l'Alpe Lamponiggia...

 Lamponiggia la si vede bene dall'alto, dai versanti ovest del Larone, in particolare [foto 1] all'inizio della traversata sulle cenge che portano verso il Passo del Larone (link), dall'alto sembra quasi essere situata su una cima tondeggiante...

 Probabilmente sconosciuta a molti escursionisti, è naturalmente nota alla gente del posto, lo si capisce anche dalle numerose scritte riportate sulle travi della baita...

 Guardando da Crodo, questo costone appare impegnativo, e il punto più favorevole per la salita sembra essere la dorsalina sulla sinistra, in realtà il percorso del sentiero risulta spostato verso il centro del versante...

 

 1 - Crodo - Quategno di fuori - (Cascinette) - Alpe Lamponiggia - (quota 1750 m.) - Alpe Moncrovino - Alpe Balmella - Quategno di fuori - Crodo.

 Da Crodo si segue la strada asfaltata verso Maglioggio, subito dopo il ponte sul Toce si va a destra sulla stradina in leggera salita che conduce verso alcune abitazioni di Quategno di fuori, alla curva poco prima di raggiungerle, sulla destra tra l'erba entra nel bosco un sentierino che traversa verso sud; si notano sulla sinistra, nel bosco, dei terrazzamenti, in questa occasione ho proseguito (a scopo "esplorativo") fino ai ruderi di Cascinette posti su un piccolo costone dopo il rio omonimo, qui scende anche un tubo che porta l'acqua del rio, la cui vista è stata poi utile al ritorno...

 Ritornato indietro e superato il piccolo Rivo Cascinette, sono salito con percorso libero nel bosco verso nord arrivando alla zona dei terrazzamenti dove, su un pianoro si trovano i ruderi di Maggino, guardando le foto aeree più "datate" questi massicci terrazzamenti si notano molto bene.

 Si prosegue la salita seguendo alcuni varchi tra i muri, poi al termine dei terrazzamenti, sempre rimanendo sul poco accentuato costone, si trova una lieve traccia di sentiero che sale a tornanti, ci sono anche alcuni tagli che aiutano per l'orientamento, il primo tratto nel fitto bosco è ripido e senza aperture panoramiche, più in alto si iniziano a trovare resti di gradini e muretti che confermano la presenza di un sentiero che saliva a Lamponiggia.

 Proseguendo si iniziano a trovare alcuni tratti con rocce e il percorso diventa più interessante, con diversi passaggi in buona parte obbligati, la traccia e i resti dei manufatti del sentiero sono quasi sempre visibili; si supera un canalino ripido [foto 14] in questa occasione colmo di foglie, poi sulla destra si segue una piccola cengia dove, in caso di difficoltà, si trovano alcune "maniglie" naturali...
 
 Ogni tanto qualche bella veduta panoramica verso le frazioni di Crodo e le montagne vicine, poi si giunge su un pianoro a una carbonera [foto 23] dove si trovano anche i muri perimetrali ormai azzerati, di quello che poteva essere un baitello [foto 24].

Link alla cartina ↓




 Si prosegue nella faggeta su terreno meno ripido verso un'altra fascia rocciosa che si supera seguendo delle cenge, poi si trovano dei ruderi che preannunciano la vicinanza dell'alpeggio, tenendosi principalmente sulla destra (sud) del costone, si sale traversando verso il prato dell'Alpe Lamponiggia ca. 1490 m.

 Si nota che diversi alberi sono stati tagliati qualche anno prima, forse anche per cercare di limitare l'avanzata del bosco, numerose le scritte sulle travi della baita che si presenta ancora in discreto stato di conservazione.

 Da Crodo fino a qui, circa 2 ore e mezza.

 In questa occasione sono salito ancora sul costone fin verso i 1750 m. osservando il versante verso la cresta sopra l'Alpe Moncrovino, posta a sud, che appare ostica da raggiungere, ma guardando la parte alta, sembra meno "cattiva"... però avendo poco tempo a disposizione sono ridisceso a Lamponiggia e ho proseguito lungo il bel sentiero posto a sud della baita che porta verso il Rivo Cascinette, poco prima di raggiungere il canale si trova una ottima e fresca sorgente. Naturalmente anche per questo sentiero c'era la quasi certezza che ci fosse, gli alpeggi erano solitamente sempre collegati tra loro...

 Il sentiero che traversa questo ripido versante (in qualche tratto su cenge), porta in poco più di dieci minuti al prato dell'Alpe Moncrovino 1439 m. (Alpe Monte Corvino su alcune mappe, mentre su quelle più antiche era nominata Alpe Larone di sotto...).

 Tra dei muri perimetrali si nota [foto 52], quella che poteva essere la sorgente dell'alpe, in alto bella vista verso il versante che sale verso il Monte Larone.

 Il percorso di discesa inizia sulla destra del pianoro entrando nel bosco, il sentiero è in buona parte evidente, con tagli e tratti con gradini, ma presenta diversi cambi di direzione e occorre comunque attenzione nel procedere, in basso la vegetazione si fa più fitta avvicinandosi alla zona di Balmella, preannunciata appunta da una balma [foto 65], la quale si trova un poco discosta dal sentiero, ed è possibile che non la si veda...

 Si scende così a Balmella ca. 935 m. oltre alla baita vicino alla bandiera (bandiera che è visibile guardando dal versante opposto, sopra Crodo), ce ne sono altre nel vicino bosco; si continua la discesa tra la fitta vegetazione e si trovano anche dei segni di vernice bianco-rossa, che in verità appaiono forse un po' fuori luogo per un percorso del genere... ma può essere che un tempo il sentiero fosse meglio tenuto (oppure c'era l'intenzione di sistemarlo...), il percorso verso il Monte Larone infatti risulta inserito nel catasto dei sentieri del VCO...

 Più in basso si scende passando vicino al canale del Rio Grande che presenta una bella e lunga cascata, in parte nascosta, poi si trova un bivio, a sinistra si scende verso Alpiano superiore, in questa occasione ho continuato invece sulla destra giungendo in un prato [foto 83] con una baita solitaria.

 La scelta forse non è stata felice (può essere che ci sia un altro percorso che torna a Quategno fuori più in basso...), il sentiero diventa incerto e poco evidente, poi si trovano solo tracce di passaggio di animali, e per superare questo versante bisogna risalire con percorso faticoso e dispersivo; più avanti si ritrovano dei tagli e si giunge infine al Rivo Cascinette al punto dove c'è la presa d'acqua per il tubo visto all'inizio, seguendolo così in discesa si giunge ai ruderi di Cascinette, poi sul sentiero si ritorna a Quategno fuori.

 Tempo per questo giro, circa 7 ore (incluse le "divagazioni"). Giugno 2016

 

 2 - Crodo - Quategno di fuori - Cascinette - dorsale di Cascinette - miniera d'oro di Faella - sentiero Lamponiggia-Moncrovino - Alpe Lamponiggia - Quategno di fuori - Crodo.

 Ritorno dopo due anni (in questa occasione con Andrea), a Lamponiggia lungo un percorso diverso; l'obiettivo in realtà non è esattamente l'alpe, ma la salita della dorsale tra il Rio Cascinette e il canale del Rio Faella, sopra i ruderi di Cascinette, dorsale dove in tempi remoti era stato "coltivato" un filone aurifero.

 Partiamo da Crodo (dove conviene lasciare l'auto, bastano pochi minuti per scendere a piedi a Quategno...), arrivati a Cascinette inizia la salita della dorsale, guardandola da lontano appare boscosa (e comunque molto ripida...), in realtà la roccia è ben presente e obbliga a diversi aggiramenti per trovare i passaggi; osservandola, sembrava che la zona migliore fosse quella vicino al Rio Cascinette, invece si sale proprio nel tratto più impervio vicino al canale del Rio Faella...

 Siamo arrivati "naturalmente" al canale di Faella, seguendo il percorso migliore e le tracce di passaggio degli animali, (non è agevole descrivere un percorso come questo, complesso e senza un evidente sentiero, per cui basta dire che è fondamentale seguire le tracce degli animali, visto che siamo a casa loro, e loro sanno dove andare...); presso il canale si trova un sistema di cenge che permette di superare il versante roccioso e si trovano tracce di un antico sentiero probabilmente utilizzato anche dai minatori.

 Sempre seguendo le tracce degli animali si arriva alla base di una lunga parete rocciosa che presenta alcuni "punti deboli" lungo i quali si può salire, ma il terreno bagnato per la pioggia della notte precedente, lo sconsiglia, e in ogni caso il percorso più sicuro è un canalino trasversale che si incontra all'inizio della parete (provenendo da sud), foto 16 e 17.

 Continuando la salita nel classico ambiente di rocce e faggi, si arriva a un falsopiano a ca. 1190 m. dove si vedono muretti e manufatti che dovrebbero risalire ai tempi della miniera d'oro (naturalmente è probabile che la zona sia stata frequentata anche dai boscaioli); si vede una bella mulattiera che traversa verso la piazzola di una teleferica, probabilmente usata per inviare a valle il materiale estratto.

 Verso sud una piazzola dove probabilmente c'era il ricovero dei minatori; qui il sentiero prosegue verso l'incassato canale del Rio Faella; in zona era presente una galleria di 50 metri (che non abbiamo visto, ma se era nel canale, visto il tempo trascorso, è molto probabile che l'ingresso sia stato chiuso dalle frane...).

 Per informazioni più "tecniche", Link : Le Miniere d'oro dell'Ossola Superiore

 Proseguiamo la salita della sempre ripida dorsale uscendo sul sentiero trasversale tra Lamponiggia e Moncrovino, qui si continua verso nord traversando il canale del Rio Cascinette e salendo all'Alpe Lamponiggia ca. 1500 m. sempre bello questo luogo, dominato dai contrafforti del Monte Larone, e dopo una pausa (durante la quale i camosci hanno fatto una visita), scendiamo per il sentiero che arriva da Quategno.

 Percorrendolo in discesa, il sentiero si presenta con diversi passaggi obbligati... e non bisogna perdere la labile traccia (i tagli e una traccia evidente con anche scalini, sono presenti solo nella parte alta), altrimenti diventa improbabile poter scendere; si passa dal caratteristico passaggio dove le "maniglie" (le radici affioranti), aiutano per la discesa; in basso il percorso diventa più incerto nella zona dove si trova una giavina, e passando dal masso con una targa commemorativa si giunge ai ruderi di Maggino, dove un sentiero verso nord permette di raggiungere la strada che sale a Maglioggio.

 Tempo per questo giro, circa 6 ore e mezza (incluse le "divagazioni"). Maggio 2018



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