in Montagna...

Visita ad Ameno, Vacciago, Lortallo, Mesma e le Cascine...

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- Tra due laghi - Vergante, Valle dell'Agogna, Mottarone, e dintorni...


 

 Visita ad Ameno, comune in Provincia di Novara posto sul versante orientale del Lago d'Orta e ai suoi dintorni, le frazioni di Lortallo e Vacciago, e il Monte Mesma.


 Capita spesso di trascurare i luoghi vicino a casa propria per andare più lontano alla ricerca di cose interessanti da vedere, mentre i motivi di interesse sono presenti anche nelle vicinanze... è questo il caso di Ameno, paese dove naturalmente ero già passato altre volte ma senza mai soffermarmi, paese che si è rivelato uno dei più interessanti della zona circostante il Lago d'Orta.

 Cartografia :   Mottarone 1:25 000 - Carta Escursionistica Geo4Map (Link)

 

 Ad Ameno si può arrivare da sud per Borgomanero e Gozzano, oppure da nord per Omegna o lungo la Valle dell'Agogna, per Gignese e Armeno.

 Arrivando da sud (come in questa occasione), si può parcheggiare lungo il viale alberato che porta verso la Chiesa Parrocchiale di S. Maria Assunta; questo è stato anche il luogo di partenza/arrivo del giro alle frazioni di Lortallo e Vacciago.

 

 Ameno era abitato già in tempi remoti (sono stati trovati reperti risalenti all'età del bronzo e all'età del ferro), e la zona era già una meta turistica fin da prima del 1800; in paese e nei dintorni, oltre alle Chiese, Cappelle e affreschi di soggetto religioso, si possono ammirare diverse ville gentilizie costruite tra il XVIII e XIX secolo, segno dell'importanza di questi luoghi nel passato.

 La visita tra le vie di Ameno alla ricerca di particolari interessanti o curiosi, è veramente interessante, e merita di dedicarci tutto il tempo necessario in modo da cercare di percepire l'atmosfera di questo paese carico di storia e di cultura (come giustamente scritto all'inizio di questo : Opuscolo link al file PDF). Un documento del 1932 (con interessanti notizie storiche sulla zona in oggetto), a questo : Link link al file PDF.

 Transitando in Piazza Beltrami si può ammirare Casa Cotta (che per un periodo fu anche sede comunale), con il suo caratteristico porticato a colonne binarie, un articolo su Lazaro Cotta (1645/1719) insigne storico di Ameno, a questo Link.

 


 Personalmente, la cosa più significativa vista in paese è stata il Parco Neogotico (un tempo di pertinenza del Palazzo Tornielli che ora è sede museale), che è diventato parco pubblico nel 1920 (purtroppo chiuso nell'occasione di queste visite, ma lo si può apprezzare anche solo guardando dall'esterno...).
 Link : Museo Tornielli.



 Il simbolo del Comune di Ameno è sempre stato un cane coronato, sia sul vecchio stemma che sul nuovo, a significare la fedeltà del Comune di Ameno al Vescovo di Novara... Link


 (Una caratteristica dei paesi di questa zona è la presenza di numerosi portoni di ingresso alle abitazioni, di varie forme e dimensioni, più o meno decorati, che certamente erano anche rappresentativi dello "status" sociale di chi viveva oltre l'ingresso...).

 Link : Comune di Ameno  -  Ameno Turismo

   Tempo dedicato a questa visita, circa due ore.

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    Visita a Lortallo, Vacciago e dintorni :


 Una visita alle frazioni più "popolose" del Comune di Ameno, la si può iniziare dal "capoluogo" combinando così un piccolo giro ad anello; si parte dal viale alberato (parcheggio) che a sud di Ameno porta alla Chiesa Parrocchiale, a fianco della quale scende una stradina sterrata verso la zona del Rio Membra, rio che in seguito entra nel vicino Torrente Agogna.

 Si supera il piccolo Rio Membra sul ponte e poi si risale fino all'inizio della Via Crucis nord che prosegue verso il Monte Mesma (percorsa durante una successiva visita in zona); si scende a destra verso una Cappella (foto 8) e si percorre per un tratto la strada asfaltata in direzione di Lortallo, strada che si lascia giunti alla Cappella di foto 11.

 Si prosegue traversando la parte più "antica" di Lortallo posta su una piccola altura, passando presso la Chiesa di San Grato e la casaforte risalente al XII secolo (Link : Casaforte di Lortallo); in questa zona sono state ritrovate, a partire dal 1915, alcune zone di sepoltura risalenti ad epoche diverse (Link : I "sepolcreti" di Lortallo).

 Oltre Lortallo si prosegue e dopo un breve tratto su strada asfaltata si sale alla panoramica Chiesa di S. Antonio a Vacciago (Link) di cui si hanno notizie su documenti del 1217, ma la Chiesa è senz'altro più antica; poi si entra nel paese di Vacciago a cui, come per Ameno, vale la pena di dedicare tutto il tempo necessario per una visita approfondita... tra le sue case signorili naturalmente bisogna segnalare Casa Calderara che fu residenza/studio dell'omonimo pittore (Link : Fondazione Calderara).

 Da Vacciago si prosegue in direzione della piccola frazione di Vacciaghetto e poi, traversando la strada asfaltata, una stradina (foto 84) che continua a fianco di uno dei parchi che circondano le ville antiche della zona, riporta ad Ameno, prima però vale la pena di fare una breve deviazione sulla sinistra (strada per Miasino), per vedere la Chiesa del Santo Crocefisso di Borzaga.

 Verso est si estende il parco di Villa Monte Oro, una delle dimore signorili della zona, a riguardo si può leggere un interessante articolo (dove si vedono anche immagini d'epoca di Ameno), sul sito Archivio Iconografico del Verbano Cusio Ossola, Link : Ameno, ritratto in cartolina; la modalità costruttiva della villa è descritta dettagliatamente a questo : Link.

 Si risale infine ad Ameno e, traversando l'abitato, si ritorna al viale alberato che porta alla Chiesa Parrocchiale.

   Tempo per il giro descritto, almeno due ore.

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    Lungo le Vie Crucis al Monte Mesma :

 Una breve visita alla collinetta (e in parte, anche il periplo della stessa...), dove sorge il Convento Francescano del Monte Mesma (Link : Monte Mesma); sono presenti due Vie Crucis che portano al Convento che naturalmente si possono combinare in questa camminata che permette anche di percorrere un tratto nell'ambiente della Riserva Naturale Speciale del Monte Mesma (istituita nel 1993), che permette di vedere alcune cose interessanti (non ci sono solo i manufatti religiosi in zona...).

 In questa occasione (provenendo da Bolzano Novarese), si giunge presso l'inizio della Via Crucis sud (parcheggio a lato della strada); non si sale lungo le Cappelle (questa Via Crucis si percorrerà al ritorno), ma si continua in piano lungo la stradina che traversa lungo il confine della Riserva Naturale (foto 2, dove si vede che la natura cerca di riprendersi il suo spazio...).

 Lungo il percorso (che fa il periplo della collinetta), si trovano i resti dell'officina del fabbro (vedi cartello di foto 4), in particolare (ed è molto interessante), si è ben conservato il tratto di canale per l'acqua che traversa su un "ponte" il Rio Membra...

 Si giunge al ponte pedonale sul torrente e si segue il percorso già fatto in precedenza per il giro da Ameno a Lortallo e Vacciago, arrivando all'inizio della Via Crucis nord (realizzata intorno al 1700); si sale sulla mulattiera a fianco delle Cappelle raggiungendo l'incrocio con l'altra Via Crucis che si percorrerà poi in discesa, si continua la salita che porta al panoramico Convento dei Francescani sul Monte Mesma 573 m.

 In tempi precedenti qui era presente una costruzione fortificata (che dovrebbe essere contemporanea alla Torre di Buccione), vedi questo Link : Il Castrum di Mesma.

 Il Convento è visitabile solo su prenotazione (vedi link a inizio descrizione); alcune immagini dell'interno e altre informazioni interessanti sono visibili a questo Link : Monte Mesma (Liceo Galilei).

   Tempo per questa passeggiata, circa un ora.

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    Alle Cascine di Ameno :

 Ad est di Ameno oltre il Torrente Agogna, sul boscoso versante che sale verso il Monte Tessera e il Monte della Guardia (che separa i comuni di Ameno e Colazza), sono poste le piccole frazioni di Ameno comunemente conosciute come "le Cascine" : Barozzera, Cassano, Pecorino, Tabarino, Lancino, Milanetto...

 Una zona tranquilla e appartata anche se comunque ben frequentata dagli escursionisti e dai ciclisti, dove si possono compiere escursioni più o meno lunghe nei boschi circostanti.

 Alle Cascine si può arrivare da Ameno lungo la strada asfaltata che scende all'Agogna e poi risale, ma naturalmente è preferibile andarci a piedi... una stradina traversa dal Monte Barro di Invorio raggiungendo Pecorino, oppure ci si può arrivare, come in questa occasione, da Colazza passando dalla zona della Cappella del Vago.

 Da Colazza si sale alla Chiesa Parrocchiale e poi dietro al cimitero si trova la Cappella con la caratteristica indicazione "a mano" per Ameno, lungo il percorso di quella che era la vecchia Strada Comunale da Colazza ad Ameno (così riportata sulla Mappa Rabbini); giunti alla località Tre Fontane invece di proseguire per la poco lontana Cappella del Vago si può anche seguire (come in questo giro), il sentiero segnalato VE7 che traversa sul fianco della dorsale raggiungendo la Cappella (foto 7) dove arriva anche il sentiero VE6 da Invorio (un'altra possibilità per arrivare alle Cascine...).

 Si scende sulla destra alla strada che arriva dalla Cappella del Vago e si prosegue per Lancino e Pecorino; dalla parte opposta si trova Barozzera con la sua Chiesa del SS. Nome di Maria, accanto alla quale si trova la casa in cui venivano "in vacanza" i Rosminiani di Stresa (qui soggiornarono anche Antonio Rosmini e il Manzoni nel 1850); a Pecorino si trova invece la Chiesa (ora sconsacrata, di proprietà privata), della Madonna di Caravaggio.

 Proseguendo verso sud oltre le case lungo la stradina per il Monte Barro, si raggiunge il bivio (attualmente non segnalato) col sentiero VU3 che scende verso l'Agogna, prima però proseguo brevemente fino alla Cappella vicina e alla cascina posta alle sue spalle; tornati al bivio si scende nel bosco lungo quella che un tempo era una delle vie principali che salivano alle Cascine, lo si capisce anche dalla presenza di un'altra Cappella e dal ciottolato che a tratti riaffiora.

 In basso si prosegue verso nord giungendo al ponte sull'Agogna e alla strada asfaltata che scende da Ameno, si risale sulla destra verso le Cascine (si trova una sola scorciatoia), lasciata a sinistra su una curva la deviazione per Sculera, si giunge a Milanetto e a Tabarino, dove fa piacere ritrovare le due oche (ma anche i cani...) incontrate durante la precedente visita sette anni prima... vedi : questo giro.

 Dopo una visita a Tabarino si ritorna a inizio paese per salire a Mirabello, dove naturalmente bisogna passare per ammirare la bella casa "d'epoca" costruita agli inizi del 1900, e ora "riciclata" per altri usi, vedi questo : Link.

 Continuando la risalita si giunge a Cassano con la sua bella Chiesa di S. Giovanni Battista (ormai in stato di degrado...), poi raggiunta la stradina sterrata la si segue in salita verso la Cappella del Vago da dove si ritorna a Colazza.

    Da Colazza a Cassano per la Cappella del Vago, poco più di 1 ora.

 Una possibile e consigliabile variante per il ritorno, è quella di andare a Tacchino e Sculera e poi passando dal Cascinone e all'Alpe Verdina (Alpe Gallona) prima di scendere a Colazza (altra variante più lunga, da Sculera traversare prima all'Alpe Marandino...).

   Gennaio 2019 - Difficoltà T/E

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