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La dorsale dei Casaletti...

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      Visita alla dorsale dei Casaletti, dalle cenge al pianoro della quota 1797 m.

 Crodo > Baceno > Premia > Cadarese.

 

 

 Nel corso delle ormai numerose visite nella bella Valle Antigorio, passando da Cadarese e Longia, si poteva ammirare il complicato e affascinate versante [foto 1], sulla sinistra orografica della valle; pareti rocciose, cenge e boschi sospesi dove probabilmente poteva esserci qualche percorso o qualche piccolo alpetto, ma non si erano trovate informazioni a riguardo (naturalmente sulle mappe nulla era riportato su quella zona).

 Ma ecco che, in modo assolutamente casuale, di ritorno dalla traversata da La Colla al Busin (link), parlando con la gente del posto impegnata nella raccolta del fieno, scopriamo alcune cose interessanti sul versante in questione...

 Tra le altre cose, tra le cenge della parte iniziale, è presente una falesia che pare sia anche ben conosciuta, link : falesia di Cadarese, ma non essendo interessato a questo sport, non era mai capitata l'occasione di leggere qualcosa a riguardo... invece una cosa interessante è la presenza di una miniera di quarzo (visitata in occasione del primo giro in questa zona, vedi questa pagina), e infine si viene a sapere che c'è un percorso impegnativo che sale la dorsale passando dai ruderi dei Casaletti... alpetti fino ad ora sconosciuti (come già capitato altre volte, quando si pensa di avere visto tutto o quasi, salta sempre fuori qualcosa di nuovo da cercare...).

 Casaletti è un toponimo generico, usato anche in altri luoghi; naturalmente il nome originale di questi alpetti era un altro, ma ormai è trascorso troppo tempo, e questo, unito al fatto che non erano certo "importanti", fa sì che si sia persa la memoria riguardo al nome di questi alpetti (lo stesso discorso vale per la vicina zona della Brusciaa...).

 Le informazioni raccolte erano comunque frammentarie e a volte contradditorie (come al solito, non è mai facile "intendersi" parlando con la gente del posto...), ma in questi casi l'importante è trovare l'inizio del percorso...

 La dorsale dei Casaletti vista a esempio dall'alto (vedi la foto 3 presa durante il giro alla Loccia Lunga), appare come un tranquillo versante boscoso, ma in realtà non è così... la presenza della roccia è importante e costringe ad aggiramenti e passaggi a volte un po' impegnativi per superare i salti di roccia.

 Questo giro è naturalmente preferibile farlo dopo un periodo di tempo asciutto...

 

 (Per il tratto iniziale sulla cengia della falesia, vedi anche la pagina della miniera di quarzo); si parte dal parcheggio sullo spiazzo sterrato (divieto di sosta nelle ore notturne), di fronte alle terme di Cadarese e si segue la stradina che supera il Toce sul ponte, si prosegue a destra giungendo sul piano tra i prati; il riferimento è il grosso masso al limite del prato, un sentiero traversa il prato e poi entra nel bosco, lo si segue in salita raggiungendo la cengia dove si trovano alcuni percorsi di arrampicata.

 Si sale lungo la bella cengia fino a trovare gli ultimi segni di vernice rossa, qui si continua salendo sulla sinistra e trovando scalini e muretti di un vecchio sentiero, il percorso è abbastanza intuitivo e si trova anche a tratti una traccia di sentiero degli animali (ma è anche facile uscire dal percorso giusto traversando sui pianori boscosi tra i salti di roccia).

 Inizialmente si pensava che questo fosse il sentiero costruito per raggiungere proprio i Casaletti, però poi nel tratto successivo il terreno è risultato troppo impervio per il passaggio degli animali... che molto probabilmente arrivavano ai miseri pascoli dei Casaletti dall'alto; perciò questo sentiero iniziale era stato certamente realizzato proprio per raggiungere più agevolmente i vari pianori boscosi, e lo scopo poteva essere la raccolta della legna e delle foglie, foglie che un tempo erano usate anche come imbottitura per i materassi... alla fine questi erano luoghi relativamente "comodi" e vicino al fondovalle...

 Proseguendo la salita, si arriva a traversare sulla destra (sud) verso il canalino, e qui si trova una paretina da salire (ci sono vari appoggi e appigli, se la roccia è asciutta non ci sono particolari difficoltà), si vede una vecchia cordina (che in realtà è un vecchio cavo elettrico...), che naturalmente non è affidabile...

 Sopra la paretina si traversa a destra entrando nel canalino che si risale, dopo un primo saltino si continua verso il successivo risalto (che non è superabile), qui [foto 18], un vecchio larice aiuta la risalita e dalla base del salto si traversa sulla destra (sud), qui inizia la parte più "complicata" della salita, per superare i tratti rocciosi presenti; si incontra un traverso esposto dove è presente una cordina di ferro (cordina che è stata messa una trentina di anni or sono...), superato questo tratto, si può dire che le maggiori difficoltà sono terminate, e per il proseguo è solo questione di orientamento...

 Si sale poggiando sulla sinistra e arrivando sotto la parete di foto 23, da dove si ritorna verso il canalino e poi si sale al pianoro della quota 1303 m. (CNS); il percorso che segue è sempre abbastanza intuitivo e si trova spesso una traccia degli animali, a circa 1350 m. si trovano i miseri resti di un piccolo ricovero [foto 30], e in seguito si vedono anche alcuni resti di un vecchio sentiero.

 A circa 1450 m. si trova il primo rudere (quello di maggiori dimensioni), dei Casaletti, salendo si trova anche qualche piccola apertura panoramica, e più in alto l'ambiente cambia, si continua la salita sul tipico terreno con rocce e rododendri, traversando nel contempo verso destra (sud); a circa 1620 m. si trova il piccolo rudere superiore dei Casaletti, in questa zona si trovano ancora anche alcuni tratti con erba, i pascoli erano comunque poca cosa, ma un tempo si cercava, per necessità, di utilizzare ogni piccolo fazzoletto prativo...

 Si trovano in seguito resti più evidenti del vecchio sentiero, e questo parrebbe confermare il fatto che ai tempi si arrivasse ai Casaletti con gli animali, dall'alto... infine si sbuca sul pianoro della quota 1797 m. luogo già visitato, qui si può tornare a valle traversando verso sud passando dalla Brusciaa, oppure in direzione opposta verso Busin di sopra (vedi questa pagina per entrambe le possibilità); in questa occasione sono tornato più "comodamente" lungo il percorso verso Busin di sopra, fino a San Rocco.

 Da Cadarese al pianoro 1797 m. circa 3 ore (se non si sbaglia nulla...), per il giro descritto circa 5 ore.

 Percorso impegnativo - Settembre 2018.

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