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Alpe Cavurgo, Punta della Terruggia, Dinelli...


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   Varallo Sesia > Balmuccia.

 

 Una breve escursione con partenza da Balmuccia 560 m. località Valsesiana posta all'ingresso della Val Sermenza dove, verso est, il territorio comunale allunga una "propaggine" che sale fino alla sommità della Punta della Terruggia (Terraggia sul libro del Ravelli) che raggiungeremo passando da vari alpeggi, alcuni abbandonati e altri ristrutturati; al termine dell'escursione andiamo poi a visitare, ai Dinelli, il piccolo Santuario della Madonna del Carmine.

a Balmucia...

 Con Daniela partiamo da Balmuccia (possibilità di parcheggio nelle vicinanze della Chiesa e anche nei pressi della Cappella di San Rocco dove inizia il sentiero segnalato 228; dalla Chiesa Parrocchiale di Santa Margherita (Link su : Archeocarta) si procede verso ovest lungo Via Roma dove si trovano due fontane, una delle quali è sormontata dalla statua di Quintino Sella che in origine (scrive il Ravelli), era posta su un piedistallo in pietra presso il ponte sul Sermenza, statua che però era "precipitata nel fiume da vandalica e ignota mano"... ripescata nel 1921 venne poi sistemata in luogo più sicuro.

 Alla Cappella di San Rocco i cartelli indicano il percorso del sentiero 228 che sale lungo la mulattiera che porta al pianoro delle Piane da dove si continua sulla sinistra, presso la vasca dell'acquedotto, salendo nel bosco e raggiungendo l'Alpe Cascinale 848 m. le cui baite ristrutturate sono poste in bella posizione di fronte ai Denti di Gavala, il sentiero prosegue raggiungendo l'Alpe Ciresi Negreri 898 m. anch'essa ristrutturata e poi la mulattiera raggiunge l'Alpe Pianello 1100 m. (da segnalare che, fino a qui, il sentiero presenta spesso un fondo abbastanza sconnesso).

 Si continua salendo nella bella faggeta (luminosa in questa periodo della stagione), e raggiungiamo l'Alpe Piova 1140 m. dove sono presenti due grossi frassini di cui uno piuttosto "scavato", certamente per cercare le larve sotto la corteccia e al suo interno, in seguito si sale ai ruderi dell'Alpe Forcella 1160 m. e dell'Alpe Pigignolo 1200 m. raggiungiamo quindi una zona paludosa (Nolè) che evitiamo salendo subito sulla destra ritrovando poi i segnali più in alto, in seguito notiamo sulla destra i ruderi dell'Alpe Colma a cui daremo una occhiata al ritorno, e si arriva sulla dorsale a circa 1250 m. (qui arriva, sul versante opposto, anche il sentiero 372 da Boccioleto).

Alpe Cavurgo superiore...

 Procediamo lungo la dorsale verso ovest (qui la neve a tratti è ancora relativamente abbondante), arrivando ai ruderi dell'Alpe Cavurgo inferiore 1304 m. (Alpe Cavürca), qui il sito del CAI Varallo segnala la presenza di un abbeveratoio con relativa pompa, che però è ricoperto dalla neve, ma si riesce comunque a intravedere parte della vecchia pompa...

la Beata Panacea...
 Ripresa la salita arriviamo all'Alpe Cavurgo superiore 1350 m. (dove termina il sentiero segnalato 228), qui si nota la bella Cappelletta dedicata alla Beata Panacea, in alto la scritta : II pittore Giovanni Avondo per sua devozione fece costruire e dipinse la presente cappella" sormontata dallo stemma della famiglia Avondo; la Beata Panacea De' Muzzi è raffigurata nel "classico" (e sempre piacevole) modo : la pastorella, che prega circondata dagli animali, con la sua tipica acconciatura...

  Link : la Beata Panacea

 Continuiamo la salita lungo la dorsale verso il tratto più ripido del percorso (in alto si vedono alcune roccette), il terreno ripido in questa occasione risulta insidioso a causa della scarsa e instabile neve, giunti sotto le roccette poggiamo sulla sinistra raggiungendo un versante più esposto al sole dove la neve non era più presente, e riguadagniamo la dorsale dove la neve era naturalmente più abbondante ma anche in discrete condizioni per il rigelo notturno, infine si arriva sulla sommità (poco definita) di questo tratto di dorsale, la Punta della Terruggia 1498 m.

 La dorsale della Terruggia è potenzialmente molto panoramica per via della sua posizione abbastanza "centrale", però le piante nascondono in parte la visuale che comunque presenta diversi scorci gradevoli, in particolare verso la Val Sermenza, ma si possono ammirare anche cime in altre direzioni, come il Badile, la Cima d'Ometto, la cresta divisoria con la Valle Strona, e naturalmente i dirimpettai Denti di Gavala (che però godranno di una luce migliore durante la discesa), qualche apertura tra i rami permette di ammirare dall'alto anche l'abitato di Rossa e la nota Torre di Boccioleto (Torre delle Giavine).
vista sulla Val Sermenza...
 Durante la discesa una breve divagazione sulla sinistra permette di raggiungere i ruderi dell'Alpe Colma a circa 1230 m. tornati alla Cappella di San Rocco a Balmuccia, c'era il tempo (ed era anche l'occasione giusta...), per andare a visitare il Santuario della Madonna del Carmine ai Dinelli.

 Saliamo a piedi lungo la Strada Statale 299 e al termine della salita traversiamo sulla sinistra dove sale la mulattiera a fianco di una prima Cappella la quale raffigurava anch'essa la Beata Panacea, sempre dipinta da Giovanni Avondo, però dell'affresco rimane ben poca traccia... dopo la seconda Cappella, la mulattiera porta al pianoro dove si trova "la divota chiesuola quasi nascosta tra le verdi fronde" (cit. Ravelli), il Piccolo Santuario della Madonna del Carmine (o Madonna dei Dinelli) sulla cui facciata sono presenti alcuni affreschi (o, come scrive Don Ravelli, "alcuni recenti non spregievoli dipinti"...); all'interno della Chiesa è presente un altro affresco di Giovanni Avondo.

 Dietro la Chiesetta si vede in alto al sole sul versante opposto, la zona visitata in precedenza che appare più impervia di quanto sia in realtà, una volta in loco.

 Link : su invalsesia.itGiovanni Avondo   


 Tempo per questo giro, circa 6 ore incluse soste e divagazioni.

 Difficoltà E (EE per la Punta della Terruggia con la neve).

   28 febbraio 2021
immagini ↑→  




alla Madonna dei Dinelli...


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