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Cima del Forno, Piz di Galin, Crus dul Jacam, Cima di Meri...

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      Sulle creste della Val Rosenza 2 - ovest...

    Piz di Galin 1963 m. Crus dul Jacam 1991 m. Cima di Meri 2124 m. Cima del Forno 2205 m.

 Valle Anzasca > Pontegrande > Bannio > Valpiana > ponte sull'Olocchia.

 

 

 Durante le recenti visite in Valle Olocchia, Baranca e dintorni, osservando il territorio circostante (e naturalmente le mappe), ecco che come al solito arriva l'idea per alcuni giri...

 In questo caso l'idea è quella di percorrere le creste che delimitano la bella Val Rosenza, e questo è il secondo dei due giri, il primo è visibile su questa pagina.

 Diverse sono state le visite nella zona territorio del Comune di Bannio-Anzino quest'anno (2017)... una delle "ispirazioni" per questi giri è stata anche la "mappa del territorio comunale" a cura del Gruppo Escursionisti Val Baranca (mappa reperibile nei vari esercizi pubblici della Valle Anzasca).

 Mappa di cui, personalmente, ho molto apprezzato il fatto che sono riportati i toponimi dialettali tuttora comunemente usati; è importante che questi toponimi non vadano persi, anche questo è un modo per ricordare il lavoro e le fatiche degli alpigiani di un tempo...

 

 In questa occasione, saliamo la (lunga) crestina che dal Ponte di Valpiana raggiunge il Piz di Galin, poi alla sommità della Crus dul Jacam a ricordo di un pastore qui caduto (sul versante ovest), all'inizio dell'inverno del 1949 mentre cercava di recuperare alcuni animali; poi si prosegue verso una sommità del cui (eventuale) nome non abbiamo notizie, e allora ci è parso giusto chiamarla "Cima di Meri" visto che è l'apice della crestina che sale dall'Alpe di Meri, e infine giungiamo (con un aggiramento...), alla Cima del Forno (che su alcune mappe non è nemmeno nominata, e ci sono discordanze anche sulla sua quota...), sulla cresta di confine con la Valsesia.

 Un altro di quei percorsi "selvatici" consigliabile agli "amatori" di questo genere di escursioni...
 


Link alla cartina ↓


 Con Andrea partiamo nei pressi del ponte di Valpiana (qualche possibilità di parcheggio), e saliamo lungo il sentiero segnalato per I Cerf (vedi questa pagina), che inizia a fianco della condotta.
 All'inizio si sale sul bel sentiero "dell'ENEL" attrezzato per la manutenzione della condotta che prende l'acqua dal Rio Rosenza, quando questo sentiero traversa a sinistra verso la valle, si continua seguendo i segni di vernice in salita fino a quando questi indicano di traversare sulla destra (sud); si abbandona il sentiero per salire direttamente il versante boscoso (all'inizio si passa presso una massiccia baita).

 Si sale cercando di rimanere sempre sulla dorsale (non sempre ben definita), e si giunge a ridosso di una parete rocciosa [foto 7 e 8] che si aggira sulla destra (ovest); si continua salendo su terreno ripido incontrando qualche tratto "intricato" a causa della bassa vegetazione, e un tratto su roccette [foto 17 e 18] infide, perchè molto scivolose in questa occasione, bagnate dalla condensa notturna; traversando sulla destra si può salire su terreno migliore che, con un ultimo tratto ripido con rododendri porta alla piccola sommità del Piz di Galin 1963 m. (qui finalmente al sole...), sommità la cui collocazione sulle mappe non è certa...

 Si prosegue lungo la panoramica e accidentata cresta con diversi saliscendi, qualche spuntone si aggira sui fianchi, e si arriva sulla sommità della Crus dul Jacam 1991 m. con la Croce ormai piegata dal tempo (la Croce è stata qui posta almeno 60 anni or sono...).

 In seguito si scende leggermente al punto che avevamo raggiunto in un giro precedente dopo la traversata del Fosso di Meri (link), qui si può eventualmente scendere nel fornale sul versante Rosenza; continuando, si sale poi alla erbosa Cima di Meri 2124 m. da dove si vede il successivo tratto di cresta che si preannuncia più impegnativo.

 Dopo un primo "muro" [foto 50] che comunque si supera facilmente, si sale verso la Cima del Forno che però presenta un tratto roccioso verticale, in verità breve, ma esposto, certamente qualcuno più in gamba di noi lo salirebbe senza particolari problemi, ma decidiamo di non rischiare ulteriormente... e allora scendiamo sul versante di Rosenza grazie a un provvidenziale canalino con vegetazione che si trova proprio alla base del tratto incriminato.

 Una volta scesi, volendo comunque salire alla Cima del Forno, traversiamo verso la cresta (si vede in alto una traccia di sentiero), in direzione della Bocchetta di Rosenza o del Chastal 2153 m. (mentre dal versante Valsesiano è salita la nebbia...); proseguendo lungo la cresta si giunge alla base del versante est della cima, non saliamo però da questo versante, ma continuiamo traversando lungo una lieve traccia sul pendio erboso fino allo sbocco del profondo canale del Fosso di Meri.

 Saliamo alla cima lungo il pendio erboso molto ripido del suo versante ovest (ma in questa occasione l'erba "tiene" bene ed è asciutta), e in breve si giunge sulla Cima del Forno 2205 m. che sembra veramente poco frequentata, una delle poche cime rimaste su cui non si trovano ometti o altro... Sembra che i pochi che percorrono la cresta tra il Passo di Riale e il Colle Dorchetta, trascurino la salita a questa cima secondaria (come in verità ho fatto anche io nel 2011 in questo giro...).

 

 Ritornati alla bocchetta scendiamo lungo il fornale sovrastato dalla bella Cima Cresta, traversando sulla destra per portarsi vicino alle giavine (zona più comoda rispetto agli ontanelli presenti più a nord...), scendendo si vedono le "tracce" del passaggio dei bovini che aiutano per l'orientamento... più in basso si trova un vero e proprio sentiero (sono presenti anche dei tagli), che porta all'Alpe Pianalunga ca. 1670 m. scendendo verso nord con un breve giro sulla destra, la traccia traversa un canale e arriva all'Alpe Rosenza di mezzo ca. 1600 m. e infine si scende all'Alpe Rosenza bassa (chiamata anche I Fai)1407 m. dove si trova il sentiero segnalato della Val Rosenza.

 Si ritorna a valle lungo il bel sentiero che, passando dall'Alpe Selva e dall'Alpe Cresta, poi dai ruderi de I Cantunec, giunge a Rondirenco 1007 m. qui si segue per un tratto la stradina sterrata che scende in direzione di Baulina e Anzino, poi circa 50 metri più in basso si vede una traccia non segnalata (ma comunque riportata sulle mappe), che scende sulla sinistra lungo una costa boscosa; si passa presso alcuni ruderi, poi una baita e un ultimo rudere, per uscire sul largo sentiero che, sulla sinistra, traversa verso il ponte di Valpiana.


 Da Valpiana al Piz di Galin, circa 2 ore e 50 minuti; fino alla alla Cima di Meri, poco più di 4 ore.

 Da Valpiana alla Cima del Forno, circa 5 ore. Tempo per questo giro, circa 9 ore.

  Difficoltà EE/F - settembre 2017
 

 

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