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Crevoladossola, Oira, Pontemaglio, Veglio...

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      Crevoladossola e dintorni...

 Crevoladossola (Ternaro, Pinone, Borgo dell'Era), Solaro, Oira, Arzalòo, Pontemaglio, Veglio. E ritorno a Crevoladossola per Preminoira e Bisogno...

 

 

 Una piacevole (e relativamente lunga) escursione da Crevoladossola, posta in posizione "strategica" allo sbocco della Val Divedro, e per questo molto importante in passato, visitando alcune delle sue numerose frazioni; con anche una "digressione" fuori dal suo territorio verso Veglio (che fa parte del Comune di Montecrestese).

 Come sempre, per questo genere di escursioni, non si deve avere fretta... e bisogna spendere del tempo per girare tra le vie dei paesi per trovare qualche particolare interessante, cercando di cogliere "l'atmosfera" di queste zone che, solitamente, sono ancora a "misura d'uomo", fuori dai ritmi frenetici della vita moderna, mantenendo ancora alcune delle tradizioni positive di un tempo...

 Vedi anche le pagine : Chioso-Premia   e    Premia-Pontemaglio.

 

 Si parte da Crevoladossola (qualche possibilità di parcheggio vicino alla Chiesa, e anche più in alto sulla strada dopo il Municipio, altrimenti si può parcheggiare più in basso nei pressi della Centrale Enel).

 In inverno, non conviene iniziare il giro troppo presto, ma come fatto in questa occasione, verso le nove in modo da poter essere al sole per gran parte del percorso.

 In questa occasione, con Fiorenzo, dalla Chiesa Parrocchiale siamo saliti prima a visitare alcune piccole frazioni poste a ovest, cosa che in verità sarebbe più logico fare al ritorno, visto che si passa comunque in quelle zone, ma visto che il sole non era ancora giunto nel centro di Crevoladossola, siamo saliti in modo da raggiungerlo noi...

 

 Lungo il percorso che traversa da Crevoladossola si incontrano le indicazioni della Via del Gries, della Sbrinz route e anche della Via Francisca... Si trovano numerosi cartelli segnaletici e i classici segni di vernice.

 

 Dalla bella Chiesa romanica di Crevoladossola saliamo tra le vie, in questa occasione prenatalizia, addobbate ricordando gli antichi mestieri... giunti sulla stradina asfaltata superiore a nord del Municipio, dalla piazzetta dove si trova il cartello del Touring Club sale una mulattiera che porta alle frazioni superiori.

 Si passa da Ternaro, poi si sale a Pinone e si ritorna scendendo tra le case di Borgo dell'Era; diversi particolari interessanti tra le case in parte abbandonate, sui ripiani prativi spiccano i caratteristici supporti in pietra per la vite; lungo la mulattiera, a una curva si trova il bivio del sentierino che porta al masso coppellato del Sasso della Colombera, che vedremo poi al ritorno di questo giro.

Link alla cartina ↓

 Ridiscesi alla Chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo, ammirando il bel campanile romanico e il Sagrato, degne di nota naturalmente anche le vetrate policrome della Chiesa (se si trova aperta, naturalmente merita una visita all'interno, ma era chiusa quando siamo passati); poi seguiamo il percorso segnalato che scende al pianoro sottostante; si traversa in direzione della Centrale Enel di Crevola Toce.

 Per le sue caratteristiche architettoniche, la centrale è diventata un'attrazione turistica di questa zona, in particolare spicca una sorta di pagoda che svetta sulla costruzione (si tratta della torre di raffreddamento); completata nel 1925 su progetto dell'architetto Piero Portaluppi (altri suoi progetti dello stesso periodo sono le centrali di Cadarese, Crego, Verampio, Sottofrua e Valdo), è una delle principali centrali idroelettriche del Piemonte.

 LINK : L'industria che illuminò il mondo  -  Piero Portaluppi

 Dopo la centrale, una stradina asfaltata porta in breve alla piccola frazione di Solaro da dove poi si prosegue lungo la mulattiera per Oira.

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 Da Solaro si segue il percorso segnalato percorrendo una bella mulattiera che scende nelle vicinanze del Toce; si passa sotto ai piloni della superstrada nel tratto poco prima che entri nella galleria, si incontra un prima Cappella, poi un tratto fiancheggiato da muretti passa in località Saline (o Sabine) da una seconda Cappella e si arriva a Oira, e precisamente a Canova, forse il gruppo di baite più interessante del paese, con le sue case ottimamente ristrutturate poste di fianco al piccolo Riale Tapin la cui acqua veniva usata per il funzionamento di due mulini; c'erano anche un torchio e un forno; qui passava la Via Francisca.

 Da Canova la mulattiera sale alla Chiesa di S. Mattia Apostolo posta in bella posizione panoramica, poi si entra in paese (già visitato in precedenza, link), si passa dalla Cappella "delle missioni" e poi dal bel lavatoio su cui spicca la scritta in latino " aut tace aut dice, meliora silentio " Taci oppure dì cose migliori del silenzio, fatta apporre dal parroco del paese per contenere i pettegolezzi delle donne che venivano qui a lavare i panni... (vien da chiedersi quanto il popolo conosceva del latino a quei tempi...).

 LINK : Oira giardino dell'Ossola

 Saliti sulla strada asfaltata si prosegue la salita sul breve tratto di mulattiera rimasto che passa accanto alla Cappella della "Madonna della Crosetta", si prosegue sulla destra entrando poi tra la case di La Villa la frazione superiore di Oira; dopo la visita al villaggio si segue il sentiero che traversa questo versante per poi scendere alla strada asfaltata (solo pochi metri sull'asfalto...), giungendo nella zona di Arzalòo col la massiccia Cappella "delle Rogazioni" terminata nel 1730 e accanto la "Casa dei Picchi" dal nome dei leggendari briganti del '600 che tendevano imboscate lungo le strade maestre...

 Si trova un bivio segnalato (variante che si percorrerà al ritorno), e in breve si giunge presso Pontemaglio preceduto dal caratteristico e interessante ponte; dopo una visita al bel paesino posto in posizione soleggiata e panoramica, con il suo interessante lavatoio-fontana in una caratteristica piazzetta, accompagnati dall'abbaiare dei numerosi cani di guardia alle abitazioni... seguiamo il sentiero che sale a Veglio (arrivando, prima del ponte, si vede in alto l'alta casaforte, il "castello di Veglio" che visiteremo prima di scendere).

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 Con un bel percorso salendo su alcune scalinate costruite per superare un tratto roccioso (non a caso, alla fine di questo tratto si trova la Cappella di "Cima al Sasso"), in breve si giunge a Veglio 533 m. qui siamo però nel territorio del Comune di Montecrestese; paese di antica origine e che fu abbandonato intorno al 1950 per i timori (poi risultati infondati) di possibili frane dalla montagna soprastante.

 Chiamato un tempo Avelio che significa "luogo di vigilanza", infatti la sua posizione permetteva di controllare la valle sottostante, e per questo era stata costruita la casaforte chiamata il "castello di Veglio"; dopo una vista al villaggio traversando fino al panoramico Oratorio di San Marco (da dove si vede bene il versante di Fontanagoglio, link), ritorniamo per salire appunto al "castello di Veglio" struttura ormai pericolante; si può solo cercare di immaginare come poteva essere un tempo, qui a guardia della valle...

 LINK : Veglio : sul sito del Museo del Paesaggio   -   Veglio   


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 Da Veglio, ridiscesi a Pontemaglio e tornati nei pressi di Arzalòo, si trova la variante segnalata che permette di tornare a Oira seguendo un percorso alternativo; si scende vicino al Toce nei pressi della bella lanca di Pozzo Maglione, poi un sottopasso supera la strada che sale in Antigorio e si torna verso Oira.

 A Oira si sale nuovamente verso La Villa, che però non si raggiunge; poco prima, sulla sinistra ci sono i cartelli che indicano il percorso che ritorna a Crevoladossola; il sentiero traversa tra i vigneti di Oira il versante della montagna, poi la mulattiera entra nel bosco uscendo a Preminoira, si passa dalla imponente Cappella "Protti" e si arriva a Bisogno, poi un bel tratto scalinato nella roccia porta al panoramico Oratorio.

 Si scende traversando la grossa condotta che scende alla centrale sottostante, vista all'andata, e poi il percorso scende alla strada asfaltata dove il cartello indica il percorso verso la Chiesa, ma non avendo ancora visto il Sasso della Colombera, risaliamo per un tratto la strada e a una curva la lasciamo per proseguire verso sud dove, dopo una costruzione abbandonata si sbuca sulla mulattiera percorsa in mattinata.

 Al masso coppellato ci si può arrivare anche dall'alto, scendendo da Pinone, ma non ci sono sentieri evidenti e attualmente la zona è recintata per impedire l'uscita degli animali, per cui è consigliabile seguire il percorso "ufficiale" che sale a una curva della mulattiera nei pressi di un albero e di un palo per la linea elettrica, dirigendosi verso una baita ben visibile.

 Il sentierino (qualche segno scolorito di vernice rossastra), sale portandosi al bel poggio panoramico dove si trova il Sasso della Colombera, su cui si vedono alcune coppelle di varie dimensioni, apparentemente di epoca piuttosto "antica"; comunque notevole il panorama da questo punto.

 Poi si ritorna a Crevoladossola concludendo questa interessante escursione tra alcune delle sue frazioni.


 Tempo per questo giro, circa 6 ore. Difficoltà E

   Immagini del dicembre 2016.

 LINK : Comune di Crevoladossola


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