in Montagna...

Val Bognanco : La Baita, La Motta, Alpe Curtit...

torna alla Home Page...
in Montagna in Ossola...


 Bognanco Fonti - San Martino - (Alpe Forno) - La Baita - La Motta - Alpe Curtit.

 

 Una visita ad alcuni alpeggi posti sul versante nord della Cima Camughera, dove un buon sentiero porta al bel pianoro dell'Alpe Curtit, e un interessante sentierino traversa verso La Baita e La Motta, due alpeggi apparentemente poco frequentati dagli escursionisti.

 

 Con Fiorenzo partiamo da Bognanco Fonti (parcheggio di fronte all'ufficio turistico), e salendo alla strada asfaltata che porta a San Lorenzo (scorciatoia pedonale che passa presso il bell'Oratorio della Beata Vergine Annunziata), la seguiamo fino al tornante dove inizia la sterrata che, passando da San Martino, conduce al ponte sul Torrente Bogna nei pressi di una centralina (poco dopo l'abitato di Bognanco Fonti, si vede sulla sinistra la Centrale idroelettrica Vinci alla quale arriva una grossa condotta, condotta che incontreremo poi durante la salita agli alpeggi).
 (Per questo tratto vedi anche la precedente visita nella zona di Bognanco Dentro : Link).

 Dopo il ponte, il percorso segnalato traversa sulla destra (ovest), ma prima seguiamo la traccia sulla sinistra per andare a visitare il gruppo di baite poste più a est presso i prati, che avevamo visto durante la precedente visita in zona; tornati al sentiero segnalato si raggiunge una stradina sterrata che termina nei pressi dell'Alpe Forno 1083 m. (nelle vicinanze si vedono due belle cascate del Torrente Bogna).

 L'Alpe Forno è un interessante alpeggio ancora in discrete condizioni, i prati sono ben curati e si nota che qui vengono ancora portati gli animali al pascolo; sull'architrave in legno del baitello inferiore si legge il nome di uno degli alpigiani che caricavano l'alpe intorno al 1930, Clemente Casetti, nome che ritroveremo in seguito più in alto...

 A Forno proseguono due sentieri segnalati, uno continua lungo il fianco destro idrografico del torrente, poi traversa su un ponte e ritorna sul versante opposto della valle verso Pizzanco, un altro sentiero risale invece il versante verso l'Alpe Garrione e il Passo d'Arnigo.

 In precedenza, lungo la stradina per Forno si era trovato un bivio (cartelli indicatori), e dopo la visita all'alpe ritorniamo al bivio e seguiamo un buon sentiero nella faggeta che sale con regolari tornanti il ripido pendio; inizialmente si passa da una baita isolata e poi ci si avvicina al canale del Rivo di Val Caurera (chiamato Rio Curtit sulle mappe "moderne"), più in alto si raggiunge il grosso tubo della condotta che traversa e poi scende alla Centrale Vinci che avevamo visto poco dopo la partenza da Bognanco Fonti.

 In seguito si raggiunge un tratto in piano dove si trova un bivio, sulla destra (segno di vernice rossa all'inizio), traversa il sentiero che porta ai prati di La Baita, usciti dal bosco ci si affaccia sui prati del versante opposto che si raggiunge scendendo e superando il Rivo di Val Caurera cercando il passaggio migliore, evitando o scavalcando eventuali piante cadute, e si risale a La Baita 1425 m. dove il panorama si apre verso l'innevata Cima Camughera, il versante opposto della Val Bognanco (Pizzo Giezza, Cima Verosso...), e in basso si vede in lontananza l'abitato di Pizzanco.

 Su un sasso del muro della baita si legge nuovamente la scritta Clemente Casetti ... il quale caricava anche questo alpetto; naturalmente i pascoli di questi alpeggi non erano così estesi da consentire agli animali di rimanerci per tutta la stagione, e perciò si spostavano salendo in quota (appena la stagione lo consentiva), quando l'erba degli alpeggi "bassi" scarseggiava, per cui un alpigiano o una famiglia solitamente caricava diversi alpeggi in sequenza...

 Da La Baita si traversa in direzione nord-ovest seguendo una vaga traccia in leggera discesa, rientrati nel bosco si continua sempre in leggera discesa in modo da poter superare alla base le rocce soprastanti; il traverso si svolge su un versante molto ripido e su terreno a tratti instabile dove occorre attenzione (è una zona dove non si deve scivolare...).

 Il sentiero risale un poco e dopo un tratto scalinato si porta verso un piccolo canalino il cui accesso è su roccette infide, in particolare se bagnate o "sporche" di fogliame come in questa occasione; giunti nel canalino lo si risale per alcuni metri e poi continua il traverso in salita che porta al grande prato dell'Alpe La Motta 1434 m. un luogo piacevole e "tranquillo" che contrasta che l'ambiente appena percorso...


 Il luogo è molto panoramico, in alto, dove sale il canale del Rivo Garrione, si vede il tratto di cresta successivo alla Camughera che continua verso il Passo del Fornalino, più ad ovest naturalmente spicca il versante roccioso dei contrafforti del Pizzo del Fornalino, guardando in direzione opposta, si vede lontano il Pizzo Giezza e in basso la zona di San Lorenzo; ma la visione più piacevole e suggestiva erano i suggestivi cirri che si potevano ammirare in alto, lassù nel cielo...
 Link : nuvole.

 (Si nota che il locale superiore della grande stalla era stato scherzosamente suddiviso in diversi spazi adibiti e contrassegnati per usi diversi ...).

 Si ritorna a La Baita e al bivio del sentiero principale (tra andata e ritorno di questa divagazione impegnativa, calcolare circa un ora, incluso il tempo per una breve sosta in modo da poter "gustare" come si deve questi piacevoli ambienti...).

 Proseguendo la salita si esce gradualmente dalla faggeta, e su terreno più aperto si giunge nel bell'anfiteatro dell'Alpe Curtit 1538 m. dominato dalla soprastante (e ancora ben innevata, a metà maggio...), Cima Camughera, fino a qui da Bognanco Fonti, circa 4 ore; oltre al grande stallone principale (su cui si leggono alcune incisioni), erano presenti altre costruzioni, ma l'unica rimasta ancora in discrete condizioni, è un piccolo baitello probabilmente usato per conservare il latte.

 Dall'Alpe Curtit un sentierino prosegue la salita verso la soprastante Alpe Scatta e poi verso la zona del Passo d'Arnigo ad ovest, e l'Alpe Saudera ad est; in alto la neve appare ancora abbondante e certamente piuttosto "sfondosa"... e allora preferiamo ritornare a valle lungo il percorso seguito in salita.


 Tempo per questo giro, circa 6 ore e mezza incluse soste e divagazioni.

   Maggio 2019 - Difficoltà E (EE per la visita a La Baita e La Motta)

vai alle immagini →  





Cerca nel sito www.in-montagna.it :

in Valgrande...  ← in Valgrande Foto © www.in-montagna.it (e-mail)


   Val Bognanco :