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Fontanagoglio, Colmine, Nacchino...

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Oira - Pianezzo - Nacchino - Balmelle - Fontanagoglio - Colmine di Crevola - Nacchino - Oira.


   Difficoltà EE
 

 

 Ritorno alla Colmine di Crevola... dopo le visite precedenti salendo dall'Alpe Saborsone (vedi questa pagina), e alla zona di Fontanagoglio (vedi questa pagina), questa volta in compagnia di Andrea, siamo partiti da Oira per completare (?) la visita a questo interessante versante della montagna.


 Da Oira frazione di Crevoladossola, bella località posta alle porte della Valle Antigorio, si parte dal piccolo parcheggio a lato della strada (da dove si può scendere in direzione della Chiesa), si traversa la strada verso monte e alla fermata dell'autobus si sale il breve tratto di mulattiera che porta alla strada asfaltata che prosegue verso Pianezzo 480 m.

 Si continua lungo la strada sterrata di servizio per le cave della zona, fino al fabbricato che ospita i compressori usati per i lavori di estrazione del serizzo (fabbricato posto a una curva della strada, poco dopo una bella baita posta sulla sinistra), qui si trovano i due "gradoni" che indicano l'inizio del sentiero.

 Se si visita la zona durante la settimana, è probabile che durante il percorso si ascoltino alcune forti esplosioni (che paiono molto vicine...), si tratta naturalmente dei lavori di estrazione del locale serizzo, dopo un paio di esplosioni, ci si fa l'abitudine...

 Si sale lungo un bel sentiero a tratti ripido e complessivamente in ottime condizioni, si passano alcuni terrazzamenti e si raggiunge una prima baita posta sulla destra, poco oltre si trovano dei ruderi e più in basso sulla sinistra una Cappella (che si visiterà al ritorno), in seguito si esce gradualmente dal bosco e il sentiero lastricato si fa via via più panoramico (questo tratto del percorso è molto bello...), si salgono le scalinate costruite di fianco alla roccia che proseguono a tornanti fino ad arrivare ai primi ruderi dell'Alpe Nacchino 1076 m. composta da alcune baite in gran parte ormai diroccate, distribuite su questo versante della montagna.

 Dal pianoro dove si trovano i primi ruderi [foto 10], si traversa verso sud tra le ginestre, all'inizio si trovano solo alcune tracce di passaggio delle capre, poi proseguendo e rimanendo più o meno alla stessa quota, si ritrova la traccia che supera una bancata rocciosa [foto 11] dove sono rimasti gli spuntoni di ferro che un tempo reggevano le pontegge, superati alcuni pini il sentiero diventa più evidente e traversa alla base uno sperone roccioso, poi ci si porta in un canale che si risale a tornanti fino a giungere alla sorgente dell'Alpe Balmelle (questo sentiero è complessivamente in discrete condizioni).

 All'Alpe Balmelle ca. 1080 m. si trovano un masso coppellato, un altro con delle incisioni, una caratteristica roccia con dei gradini [foto 16], e naturalmente anche alcune balme, da questo deriva il nome del panoramico alpeggio.


 Qui il sentiero prosegue ma la vegetazione lo sta nascondendo (in estate, periodo non certo ottimale per venire qui, esso scompare del tutto), ma non ci sono particolari problemi per raggiungere Fontanagoglio, si traversa in salita e in seguito si arriva in vista dei ruderi dell'alpe che indicano la via.

 Si passa dalle caratteristiche piodate che preannunciano l'arrivo all'Alpe Fontanagoglio 1175 m. (Alpe Fontanaliöi, come era chiamato un tempo), posto in posizione panoramica sul ripido fianco della montagna (qui in verità, si trovano più rocce che terreno adatto per il pascolo...).

Link alla cartina ↓

 Dopo la visita dell'alpeggio (da segnalare l'ottima acqua della sorgente....), si segue la traccia del sentiero come (correttamente) riportato sulla cartina, si traversa sopra gli ultimi ruderi passando (tra i rovi...), presso l'ultima balma [foto 32] qui il sentiero scalinato aggira lo sperone roccioso per entrare in un bell'anfiteatro [foto 33] sormontato dalle pareti rocciose (questo passaggio, in discesa, risulta difficile da individuare, se già non lo si conosce...).

 Scesi su questo versante, la traccia praticamente scompare, bisogna comunque risalire verso il bosco visibile in alto (in questa occasione ci siamo arrivati con un largo giro sulla sinistra), entrati nel bosco si intuisce a tratti la presenza del vecchio sentiero...

 Si sale con percorso interessante poggiando sulla destra per superare dei salti di roccia, poi si continua la salita traversando infine sulla sinistra e sbucando sul sentiero segnalato [foto 38].


 In questa occasione siamo naturalmente risaliti alla Colmine di Crevola fino al punto sommitale dove si trova una "vasca" per la raccolta dell'acqua [foto 44], nelle vicinanze un interessante pozzo con "scaletta interna" [foto 45 e 46].

 Siamo poi ridiscesi lungo il sentiero segnalato fino al pianoro a circa 1600 m. dove avevamo osservato un masso [foto 57] con scolorite indicazioni di un sentiero che scende a Nacchino, questo sentiero non è riportato sulle cartine (a differenza di quello che sale da Fontanagoglio), invece risulta in gran parte ancora in buone condizioni ed è segnalato da segni di vernice (in verità messi più che altro per chi lo percorre in salita...).

 Si scende con numerosi tornanti poggiando sulla sinistra (nord), passando da un tratto franato e poi si trovano vicino al percorso i primi ruderi dell'Alpe Nacchino, e un'altra bella balma [foto 65], si giunge in vista di un piccolo pianoro con alcuni ruderi [foto 66], qui, traversando sulla destra, si arriva a una baita ristrutturata (che si riconosce dal ben visibile camino in acciaio inox), dove normalmente si trova anche l'acqua.

 Da questa baita si scende lungo il versante seguendo tracce di sentiero che passando presso altre baite riportano ai ruderi inferiori incontrati in salita presso il bivio per Balmelle (il muro di una baita sorregge ancora il camino... [foto 69]).


 Si ritorna lungo il percorso di salita fino alla Cappella incontrata dopo la prima baita nel bosco (a fianco si trova una roccia con inciso un cruciforme), qui sulla destra si trova un altro sentiero che abbiamo seguito in discesa, anche questo è in discrete condizioni almeno fino al masso con la Croce posto vicino a una cava [foto 79], dove si perde, ma più in basso si vede la stradina della cava che si raggiunge velocemente (per la salita, è preferibile il percorso seguito all'andata...).

 Lungo questo percorso, da segnalare la bella roccia "scalinata" [foto 77] che somiglia molto a quella che si incontra lungo il sentiero di Saborsone posto sul versante opposto della Colmine (vedi questa pagina).


 Tempo per la salita, circa 4 ore, per il giro descritto, circa 7 ore (incluse soste e divagazioni...).


 Ritornati a valle, vale la pena di dedicare un po' di tempo per visitare Oira, un interessante paesino affacciato sulla piana Ossolana.

 Link : Oira giardino dell'Ossola



 

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