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Il Fosso di Meri - da Dorchetta a Rosenza...

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    Il Fosso di Meri - Traversata Dall'Alpe Dorchetta alla Val Rosenza.



 Valle Anzasca > Pontegrande > Bannio > Valpiana > Alpe Giavine.
 

 

 Durante la precedente visita alla solitaria Alpe di Meri nel giugno 2017 (link), osservando il territorio circostante e cercando "ispirazione" per future escursioni, si notava la possibilità di una traversata dall'Alpe Dorchetta (il cui prato è quasi sempre visibile da queste zone), alla Val Rosenza traversando il profondo canale del Fosso di Meri che sale alle cresta divisoria con la Valsesia, passando prima dalla zona della Casera Castelli (Casera di Meri su alcune mappe).

 Il percorso si preannunciava molto "selvatico" in particolare nella prima parte (e così è stato...), e, come in altre escursioni del genere, è uno di quei giri adatti a chi non teme di muoversi in ambienti scomodi e disagevoli...

 

 Con Andrea saliamo da Bannio in auto fino al termine della stradina che passando da Valpiana e Case Rovazzi, termina presso un piccolo parcheggio poco dopo la baita dei pescatori a ca. 850 m. il ritorno è previsto scendendo da Rondirenco poco prima del ponte di Valpiana, per cui bisogna camminare per un paio di km in leggera salita per tornare all'auto; si può anche lasciare il mezzo a Valpiana e percorrere il tratto sulla stradina all'inizio del giro.


Link alla cartina ↓

 Si segue il bel sentiero segnalato che, passando dall'Alpe Castelletto, poi sale nel ripido bosco giungendo sui prati dell'Alpe Dorchetta 1485 m. si continua per un tratto sul percorso per il Colle Dorchetta fino a poco oltre la giavina, e poi si scende al torrente per traversarlo in un punto favorevole; in questa occasione si vedevano varie tracce di animali, tenere presente che il sentiero riportato sulla CNS rispetta fedelmente le (poche) tracce trovate sul terreno...

 Le tracce degli animali, che si erano spinti al pascolo per un buon tratto in direzione della Casera Castelli sono state di aiuto in questo ambiente intricato... dopo il rio vicino a Dorchetta, si prosegue fino a un pianoro e poi si scende per una cinquantina di metri prima di continuare la traversata.

 Dopo un primo canalino [foto 6] a ca. 1380 m. se ne trova un altro più marcato dove il passaggio è "obbligato" e dove, sull'altro versante, si trovano degli scalini [foto 8], uno dei pochi manufatti rimasti del vecchio sentiero; continuando si giunge nei pressi di quello che un tempo era il prato della Casera, si vede un grosso faggio che può fare da riferimento, salendo qualche decina di metri si trovano i ruderi della Casera Castelli ca. 1450 m.

 La Casera Castelli su altre mappe è chiamata Casera di Meri; ma la zona, visto anche la conformazione del territorio che la divide da Dorchetta e dall'Alpe di Meri, era certamente utilizzata dagli alpigiani di Dorchetta (la Mappa Rabbini riporta che i confini delle proprietà sono delimitati proprio dal Fosso di Meri).

 In verità, sulla Mappa Rabbini è chiamata Casera di Drochetta... personalmente credo che dovrebbe essere proprio questo il giusto toponimo; sulla Rabbini si nota che Dorchetta era chiamata Drochetta... l'ennesimo caso in cui i nomi, col tempo, sono stati modificati probabilmente per i soliti errori di trascrizione... Tra l'altro, il toponimo Drochetta richiama l'alpeggio posto più a nord-ovest, Drocaccia...

 Dalla Casera Castelli si traversa incontrando un ultimo segno del vecchio sentiero (che proseguiva verso un canale dove c'era l'acqua), un muretto ormai nascosto dalla vegetazione [foto 12], si sale traversando ancora un paio di canali (di cui uno più importante che si supera qualche decina di metri a monte di un salto del torrente); si cercano le tracce degli animali nella distesa di rododendri puntando alle giavine visibili più avanti [foto 16 e 17].

 Si arriva così sul bordo del canale dove, a ca. 1620 m. si trova il passaggio [foto da 21 a 24]; durante la visita precedente all'Alpe di Meri, osservando la zona dall'alto si notavano due possibilità per traversare, una apparentemente più facile posta in alto (una sorta di cengia con bassa vegetazione), e più in basso il passaggio percorso [foto 20], e si scende così nel Fosso di Meri.

 Il Fosso...

 Fosso è un toponimo usato solo in questa ristretta area... nelle vicinanze ci sono il Fosso della Drocaccia, il Fosso di Oreto, il Fosso di Fruetto ... nome forse utilizzato a causa dell'aspetto molto "incassato" dei canali (sulla CNS è riportato Fasso invece di Fosso... il classico refuso).

 Si risale il largo canale e poi senza proseguire verso la zona in cui si restringe, si traversa sulla sinistra (ovest), per portarsi alla base delle roccette visibili nella foto 30, dove inizia il tratto più impegnativo (e delicato), di questo giro; è anche possibile che ci sia un percorso più agevole, comunque in questa occasione siamo saliti direttamente, e dopo il primo tratto [foto 31], si trovano sulle destra delle placche rocciose con minimi appigli, mentre sulla sinistra un diedro verticale dove è presente una pianticella di sorbo che è stata provvidenziale...

 Sopra al diedro si sale arrampicando su roccette ed erba, più in alto il terreno si fa meno infido ma sempre ripido e ci si porta verso la crestina soprastante (essendo già stati all'Alpe di Meri, raggiungiamo la cresta più in alto rispetto all'alpe); si potrebbe anche traversare nel successivo fornale partendo dall'alpe, ma alla fine è più comodo (e anche più piacevole e panoramico...) seguire la crestina fino a una selletta dalla quale si traversa sulla sinistra scendendo nel fornale.

 Si prosegue in salita traversando verso il tratto che pare più agevole da salire (al centro della foto 46), si sale traversando da destra a sinistra per una sorta di cengia erbosa che porta alla successiva cresta a ca. 1990 m. bella vista sul versante visitato e le cime della Val Rosenza.

 Si scende nel successivo fornale traversando sulla destra per portarsi vicino alle giavine (zona più comoda rispetto agli ontanelli presenti più a nord...), scendendo si vedono le "tracce" del passaggio dei bovini che aiutano per l'orientamento... più in basso si trova un vero e proprio sentiero (sono presenti anche dei tagli), che porta all'Alpe Pianalunga ca. 1670 m. scendendo verso nord con un breve giro sulla destra, la traccia traversa un canale [foto 65], e arriva all'Alpe Rosenza di mezzo ca. 1600 m. e infine si scende all'Alpe Rosenza bassa (chiamata anche Fai)1407 m. dove si trova il sentiero segnalato della Val Rosenza.

 Si ritorna a valle lungo il bel sentiero che, passando dall'Alpe Selva e dall'Alpe Cresta, poi dai ruderi de I Cantunec, giunge a Rondirenco 1007 m. qui si segue per un tratto la stradina sterrata che scende in direzione di Baulina e Anzino, poi circa 50 metri più in basso si vede una traccia non segnalata (ma comunque riportata sulle mappe), che scende sulla sinistra lungo una costa boscosa; si passa presso alcuni ruderi, poi una baita e un ultimo rudere, per uscire sul largo sentiero che, sulla sinistra, traversa verso il ponte di Valpiana, infine un paio di km sulla stradina asfaltata e si ritorna all'auto concludendo questo bel giro.

 Tempo per questo giro, circa 8 ore e mezza. Difficoltà EE/F

   Settembre 2017 - Link alla relazione di Andrea su :


 


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