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La Pescia e il Rio d'Alba...

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    Alpe Pescia (Corte Peccia), Rio d'Alba e dintorni...

 Cagiogno - Alpe Bee - Rio d'Alba - Alpe Pescia - Rio d'Alba ca. 1750 m. - dorsale sopra l'Alpe Bee (inizio cresta ovest del Pizzo del Forno) - Culet ca. 1540 m. - Alpe Moncucco - Alpe Bee - Boschetto - Cagiogno.


 Domodossola > Valle Antigorio > Premia > Cagiogno.

  Difficoltà EE

 

 

 Una prima visita nella zona medio/bassa del Vallone di Bronzo, passando dalla Pescia (questo è il nome usato dalla gente del posto per Corte Peccia, toponimo riportato sulle mappe attuali); l'alpe e il vallone erano stato osservati dall'alto durante l'interessante salita alle due cime poste alla testata del vallone (il Pizzo di Bronzo e il Pizzo del Forno), raggiunte dopo il percorso della cresta che sale dalla Cima di Meri (o Monte Camella sulle vecchie mappe), vedi questa pagina.

   Toponimi....

 Guardando sulla Mappa Rabbini, si nota che il Rio d'Alba era chiamato Rivo d'Albo.... e la Pescia (Peccia), era l'Alpe Bronzo...

 

 Con Francesco e Stella partiamo da Cagiogno 722 m. (poche possibilità di parcheggio), e saliamo all'Alpe Bee 1297 m. qui pausa caffè offerto da una gentile e ospitale coppia nella loro baita (un'altra pausa ci sarà al ritorno...); è sempre molto piacevole e gratificante parlare con queste persone, non solo perchè c'è la possibilità di avere qualche informazione interessante sulle zone circostanti, ma anche per i racconti e gli aneddoti (spesso risalenti a un periodo molto lontano...), della loro vita passata, un tempo che, per alcuni aspetti, era forse migliore di quello attuale...

 Dall'Alpe Bee si sale tra le baite lungo un sentiero segnalato che passa presso una balma dove è stata posta una immagine votiva in ricordo di uno scampato pericolo per la caduta di un fulmine durante un temporale.... sulla sinistra scende un sentiero non segnalato (dove passeremo al ritorno), si segue il percorso sulla destra che traversa verso il Rio d'Alba che è il torrente che si può ammirare mentre si percorre la strada della Valle Antigorio nei dintorni di Premia, quello che scende per il caratteristico lungo scivolo roccioso...

 Da menzionare il fatto che dall'Alpe Bee, ci sono due sentieri segnalati (vernice bianco-rossa) che traversano verso l'Alpe Aloro e Aleccio... quello segnalato dai cartelli, che traversa in piano verso sud dalle baite, e quello seguito in questa occasione che non appare riportato sulle mappe...

 Traversato il Rio d'Alba si continua verso sud fino a un evidente bivio (scritte scolorite sui massi), qui si lascia il sentiero segnalato per seguire la traccia che sale il versante sulla sinistra idrografica del canale del Rio d'Alba; la traccia è quasi sempre evidente e si sale tra la rigogliosa vegetazione (la zona appare molto umida); salendo si vede l'opposto versante della valle che si percorrerà al ritorno, si nota in alto la zona rocciosa e in basso il bosco dove si può traversare, sulla sinistra una giavina che può fare da riferimento.

Link alla cartina ↓



 Si giunge alla baita inferiore della Pescia (Corte Peccia) 1644 m. la spartana baita è stata sistemata nel 2014, poco più in alto il rudere superiore costruito presso una grossa roccia che faceva anche da parete; si prosegue la salita lungo un sentierino poco evidente che porta al canale del Rio d'Alba in un punto (a ca. 1750 m.), in cui si può facilmente traversare.

 Giunti sul versante opposto della valle (finalmente al sole...), traversiamo verso nord-ovest, qui una vera e propria traccia non esiste, si trovano radi tagli col falcetto ma il percorso non presenta particolari difficoltà per chi è abituato a questi percorsi fuori sentiero... si traversa a monte della giavina di riferimento che si vedeva salendo alla Pescia.

 In questa occasione lasciamo il percorso "logico" del vecchio sentiero che un tempo era presente su questo versante (e che traversa scendendo a quote più basse), per salire con un paio di "divagazioni" verso la parte iniziale della cresta ovest del Pizzo del Forno, in cerca anche di qualche scorcio panoramico che infine troviamo, verso la zona di Pianezza e verso il Pizzo di Pioda, spettacolare la vista verso il suo spigolo che da qui, complice anche la luce "giusta", appare in tutta la sua imponenza...

 Saliamo sulla cresta fin verso i 1780 m. tra le conifere, i rododendri e salti di roccia; dopo una pausa su un piccolo pianoro sulla verticale dell'Alpe Bee (foto 44), scendiamo direttamente il versante che presenta le tipiche difficolta già riscontrate in altre occasioni in questi ambienti, dove si deve traversare ai lati per cercare una possibile via di discesa che permetta di superare i vari salti rocciosi (di solito la si trova, ma la cosa non è mai certa...)

 Comunque anche su questo impervio versante troviamo resti (gradini), di un vecchio sentiero... e dopo un ultimo salto roccioso giungiamo in una zona più "tranquilla" chiamata il Culet (colletto) a ca. 1540 m. ed è qui (come poi si è saputo al ritorno a Bee), che arriva il "giusto" percorso del traverso dalla valle di Pescia.

 Scandiamo ancora lungo il falsopiano fino a incontrare una traccia che diventa poi più marcata (tagli), che scendendo lungo la costa boscosa arriva alle baite dell'Alpe Moncucco 1418 m. (Monchucco sulla Rabbini...), poste in bella posizione, e dove si trovano anche alcune date incise, la più "antica" risale al 1797.

 Continuando la discesa si torna alla balma incontrata in salita e all'Alpe Bee; poi, con un breve deviazione per Boschetto ca. 1120 m. (dove si trovano su un masso alcune grosse incisioni cruciformi apparentemente piuttosto antiche), ritorniamo a Cagiogno lunga la sempre bella e notevole mulattiera.

 Tempo per questo giro, circa 6 ore e mezza (però con varie divagazioni...).

  Da Cagiogno all'Alpe Pescia, circa 2 ore.


    Fine settembre 2018


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