in Montagna...
Torna alla Home Page

A Lanciareccio (e dintorni...)


  1 - Visita a uno dei più remoti alpetti della Valle Strona di Postua, l'Alpe Lanciareccio...

 
 2 - Visita alle Alpi Gobbia, La Rovere, Gavala di sotto, e dintorni...

 Sella della Rosetta, Alpi Lotè e Uccei, Alpe Ormaccio, Pian dei Fort, Lanciafrust, Lanciareccio...

 

 Ritorno dopo qualche tempo nella bella Valle Strona di Postua per visitare uno degli alpetti più defilati di questa estesa valle, situato sul versante che sale ai Denti di Valmala, un versante impervio, severo ma anche affascinante...

 In questa occasione (per cambiare...), decidiamo di entrare "dall'alto", dalla Sella della Rosetta posta sulla dorsale tra il Monte Tovo e il Luvot; arriviamo in zona salendo in auto da Foresto lungo la stradina che porta al Rifugio Gilodi (Link), si prosegue oltre fino a uno spiazzo dove si trova a 1212 m. la Cappella di foto 2 (alcune possibilità di parcheggio), qui traversa (sbarra, solo per autorizzati) sul versante nord del Tovo, una sterrata che in circa 20 minuti porta alla Sella della Rosetta 1246 m.

 (Alla fine, questa soluzione è valida se l'escursione è rivolta alle creste, ma in questo caso oltre ai tempi che risultano un poco più lunghi rispetto alla partenza da Roncole di Postua, bisogna tenere conto della risalita al ritorno, che può essere abbastanza "stancante" al termine di un giro...).

 Nonostante la presenza di una traccia più o meno evidente e alcuni tagli col falcetto, oltre Lanciafrust il percorso risulta a tratti piuttosto imboscato e spesso non facile da individuare.

 (NOTA : Su alcune mappe è riportato il toponimo Lanciareccio dove si trova invece Lanciafrust, ma la collocazione corretta è quella descritta, che deriva sia dalle vecchie mappe (più affidabili), ma soprattutto da informazioni avute da gente del posto che conosce molto bene queste zone...).

a sinistra, il versante di Lanciareccio...
il versante dell'Alpe Lanciareccio...

 Con Andrea ci affacciamo sulla Valle Strona di Postua quando le sue cime parzialmente innevate che la contornano sono da poco illuminate dal sole; il tratto iniziale e anche il versante sottostante il Luvot fin verso la zona della remota Alpe Rovere, sono zone frequentate dai cacciatori i quali provvedono a tenere ancora parzialmente "agibili" alcuni passaggi ma in pratica sono diciamo da considerare "riservati" a loro... per cui non è il caso di descrivere in dettaglio il percorso.

 Un'altra considerazione da fare è il fatto che, dopo l'abbandono di molte zone da parte degli alpigiani, in pratica sono rimasti solo i cacciatori a tenere in parte agibili alcuni sentieri, questo bisogna riconoscerlo indipendentemente dall'opinione che ognuno può avere riguarda alla pratica della caccia (che ai nostri giorni appare forse ormai anacronistica...).

-----------

 Dall'Alpe Ormaccio seguiamo il sentiero che già conosciamo scendendo a superare il Rio di Gavala per raggiungere Pian dei Fort 815 m. (punto più "basso" del giro; fino a qui dalla partenza, circa 2 ore); continuiamo lungo l'evidente sentiero (non segnalato) che sale a Lanciafrust, superando una panoramica giavina si vedono sul versante opposto la zona di Disiola del Gril visitata durante il bel giro a Cassiogn : Link, il cui prato con il caratteristico frassino ancora verde si notava all'inizio del giro, vedi foto 8, poi si nota anche la baita di Balmella e infine si arriva al prato e alla baita riattata di Lanciafrust 976 m. qui da segnalare il rudere di una cantinetta usata per conservare il formaggio (foto 25) e una piccola pioda con delle incisioni (da Pian dei Fort a qui, circa 20 minuti).

ambiente "selvatico"...
ambiente selvatico...

 Procedendo oltre i ruderi presso la baita, si trova inizialmente una traccia ancora evidente che porta a superare il Rio Sella Bella (rio che scende dalla Sella del Patric), il sentiero poi gradualmente "si perde" tra la vegetazione e bisogna fare attenzione ai rami tagliati, inoltre c'è il solito "problema" delle piante cadute che costringono a deviare dal percorso logico; sulla sinistra scende il Rio Lanciareccio e si sale a un colletto dove si trova una betulla con "incisa" una grossa freccia (foto 31), questo punto e il successivo passaggio ricorda molto quello incontrato durante la salita alla Sella Bassa (un altro bel giro autunnale : Link), si traversa alla base di una paretina (foto 34) e in seguito si arriva al canale del Rio Lanciareccio, in questo ultimo tratto si trovano solo tagli piuttosto vecchi (fino a qui, vedi la traccia su : OSM).

 A queste quote l'ambiente si presentava con i colori autunnali, e la combinazione con la preponderante roccia presente, rendeva il tutto veramente affascinante... Lanciareccio si trova in alto sul versante destro idrografico, ma non era chiaro quale fosse il percorso giusto per arrivarci e allora facciamo una "divagazione" sulla destra (versante sinistro idr.) sempre ammirando il fantastico ambiente, infine ritorniamo al canale per affrontare direttamente l'impervia e variegata dorsalina che sale all'alpetto.

 Si sale con percorso panoramico e interessante, anche se era chiaro che il sentiero degli alpigiani non passava da qui (poi si è compreso che ai tempi salivano più sulla sinistra lungo un versante ora piuttosto "imboscato" e poco invitante...); in seguito troviamo un vecchio (e lungo...) burdion che scende dalla zona di Lanciareccio, con un poco di fatica arriviamo finalmente al bel colletto erboso dell'Alpe Lanciareccio 1356 m. ( : gpx ), erano presenti due costruzioni in questo luogo suggestivo e situato in posizione centrale molto "addentro" nella Valle Strona di Postua, nei pressi il caratteristico piccolo acero visibile anche da lontano (cosa che permette di individuare il luogo...). Fino a qui dalla partenza, quasi 5 ore.

all'Alpe Lanciareccio...
all'Alpe Lanciareccio...

 Una sosta sui sassi di Lanciareccio riscaldati dal piacevole sole autunnale, e poi è tempo di tornare lungo il percorso seguito all'andata (cosa in verità non del tutto semplice nel tratto più imboscato...), ripassiamo da Lanciafrust e Pian dei Fort, proseguendo si vede in alto la dorsale della Schiena della Gobbia (foto 70) questo permette di "prepararci" mentalmente per la risalita che ci aspetta, giunti a Ormaccio questa volta seguiamo la traccia che dalle baite traversa in leggera discesa verso il rio raggiungendo così la grande faggeta che risaliamo con percorso più comodo rispetto a quello seguito in discesa (alla fine scendendo dalla Schiena della Gobbia, il percorso migliore è quello che raggiunge il passaggio del rio più o meno alla stessa quota di Ormaccio).

 La risalita della faggeta è stata in verità piacevole (anche se la fatica accumulata nel giro si faceva sentire) accompagnati anche dal sole che stava per tramontare, tramonto che siamo riusciti a rinviare di qualche minuto proprio salendo di quota, comunque scollinando dalla Schiena si passa inevitabilmente in ombra e infine risaliamo a Uccei e Lotè e alla Sella della Rosetta tornando poi al parcheggio da dove si vedeva il Fenera ancora al sole.

 Per questo giro, circa 10 ore incluse soste e divagazioni.

 Novembre 2021 - Difficoltà EE

ambienti affascinanti...
ambienti affascinanti...


 In un successivo giro abbiamo raggiunto gli ultimi alpeggi rimasti da visitare su questo versante, in particolare la remota Alpe La Rovere (Il Rovo sulla Mappa Rabbini... il toponimo deriva dal nome dialettale valsesiano "rovere" però probabilmente "italianizzato"...), abbandonata ormai da lungo tempo...
immagini ↑→  



immagini ↑→  



Valle Strona di Postua...

Valle Strona di Postua...

in Valgrande...  ← in Valgrande

Foto © www.in-montagna.it
(e-mail)