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Prei, Pianezza, Termine e dintorni...

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  Longia, Fiume, Prei, Pianezza, Termine (La Balma), Cà ad Trint, La Cresta, Cropparello, Almaiò, Loro, Longia.

 Domodossola > Valle Antigorio > Cadarese (Longia).

 

 

 Dopo la precedente escursione a Il Groppo e dintorni (link), ritorno in zona per proseguire la visita agli alpeggi di questo versante della Valle Antigorio; in questa zona diversi sentieri sono stati ripuliti e segnalati proprio pochi mesi or sono, e quindi si trovano al momento nelle condizioni migliori; anche se la stagione invernale, quando giungerà la prossima perturbazione, portando eventualmente neve e poi ghiaccio, costringerà a rimandare le uscite alla prossima stagione.

 Questo giro presenta vari motivi di interesse, a esempio le belle cenge che permettono di superare le pareti rocciose che salgono dal fondovalle, oppure la visita alle baite abbandonate che a volte possono riservare delle interessanti sorprese...

 Percorso che presenta tratti esposti, naturalmente da evitare in presenza di ghiaccio e da percorrere con attenzione in caso di terreno bagnato...

 

 Con Tim saliamo in Valle Antigorio verso Cadarese, poco prima dell'area delle terme, sulla destra si trova un largo spiazzo dove si può parcheggiare; a piedi si ritorna verso valle per un tratto fino a trovare una stradina sterrata sulla destra che si dirige verso la montagna, la si segue fino alla fine raggiungendo il segnavia iniziale che indica il percorso.

 Le vecchie mappe in realtà indicano un sentiero che sale da Longia 755 m gruppo di case posto poco più a sud, ma questo sentiero non lo abbiamo trovato (può essere che i segnavia non siano stati messi subito all'inizio della stradina per il fatto che la stessa è privata...).

 Si sale verso la parete poggiando sulla sinistra, in breve si giunge a un bivio segnalato (a sinistra per Loro), si continua sul sentiero che sale prima a destra e poi a sinistra verso le bancate rocciose dove sono stati scavati numerosi gradini, in seguito sul percorso si trovano dei corrimano che più in alto sono necessari, vista l'esposizione...

Link alla cartina ↓

 E si arriva al tratto più "spettacolare" del percorso, costruito in mezzo a enormi lastroni di roccia, permettendo così di superare la altrimenti impercorribile parete.


 Usciti sui falsopiani soprastanti il sentiero diventa più "normale" e sale nel bosco incontrando un primo bivio (a sinistra si sale verso il Bacino, che si vede in alto), si seguono invece le indicazioni per Fiume sulla destra, transitando dalla baita di Fiume di sotto ca. 1080 m. si arriva a Fiume 1175 m. con la sua Cappella, bel punto panoramico, verso ovest si vede anche la cima del Monte Gorio (link).

 (Ritornato successivamente, ho visitato anche le altre baite di Fiume di sotto, poste più a sud fuori dal sentiero; raggiungibili in pochi minuti : link).

 A Fiume ci si trova sul bel percorso segnalato che traversa in direzione nord-sud questo versante (vedi la pagina del giro : da Salecchio a Premia), si seguono i segnali verso sud e poco dopo si lascia la traccia principale che prosegue verso Bacino e Loro, per salire sulla destra nel bosco (oltre ai segni di vernice bianco-rossa, sono presenti numerosi tagli), si sale sulla dorsalina posta tra i due rami principali del Rio di Fiume (il Rivo Fium), giungendo a Prei 1407 m. pochi minuti di attesa ed ecco il sole spuntare dietro il Pizzo di Pioda rendendo così ancora più gradevole questa giornata invernale (tipica giornata con l'inversione termica).

 Il sentiero prosegue la salita dove si trovano alcuni tratti ripidi, e sbuca sul pianoro soprastante dove, traversando sulla destra (nord), si giunge a Pianezza (Pianazze) 1616 m.

 In una baita (che si presenta in verità in condizioni non buone, il tetto pare inevitabilmente destinato a crollare in tempi brevi...), si trovano alcuni segni della vita passata, risalente a un periodo non troppo lontano, e proprio questo rende forse più malinconica la vista di questi oggetti di uso comune, tracce di un passato destinato all'oblio.

 Da Pianezza il sentiero segnalato sale traversando sulla destra (nord) per superare la variegata bancata rocciosa che sorregge il falsopiano superiore situato a partire dai 1750 m. di quota, traversato il ramo nord del Rio di Fiume, il sentiero traversa verso Il Groppo, poco prima dell'alpe si trova un bivio, proseguendo in salita sulla sinistra (sud) si inizia a traversare con un lungo e ampio giro questo fornale.

 Si giunge poi a un altro bivio (sulla destra sale un percorso (cartelli) per Garnosa e il Passo del Muretto, percorso seguito in un successivo giro : link), proseguendo verso sud si traversano alcuni canali da cui si ha una bella vista panoramica sulle cime del versante opposto, arrivando infine sulla dorsale di Termine 1711 m. (le mappe riportano il toponimo La Balma, ma gli antigoriani chiamano questo alpeggio, Termine (come giustamente riportato sulle mappe più antiche...).

 Dal bel poggio panoramico di Termine prosegue verso sud il sentiero per Spotigine (percorso in un giro precedente : link); seguiamo invece i segnali che portano a scendere lungo la dorsale verso est; si arriva alla baita solitaria di Cà ad Trint a ca. 1650 m. (a fianco fa bella mostra una enorme lastra di roccia, un bel tavolone "naturale"...).

Proseguendo la discesa, si vede verso sud la dorsale dell'Alpe Aguzzone 1566 m. (in verità era in programma anche la visita a questo alpeggio, ma questo avrebbe allungato forse troppo i tempi di questo giro, tempi limitati viste le poche ore di luce a metà dicembre; Aguzzone si vede molto bene, ed è parso un po' troppo "moderno", questo ha fatto scemare l'interesse per una sua visita...).

 Continuando la discesa si trova a circa 1520 m. un tratto con una bella mulattiera, questo fa da riferimento per una breve deviazione dal percorso segnalato; seguendo una piccola traccia verso nord si arriva in breve al gruppo di baite segnato sulla mappe appunto a ca. 1520 m. seminascosta nel bosco si trova una baita con incisa la data 1607 sull'architrave, è una delle date più "antiche " viste su una baita fin ad ora...

 Ritornati al sentiero segnalato si scende a un poggio dove ci sono i miseri ruderi dell'alpetto chiamato La Cresta a quota 1500 m. qui il sentiero inizia a traversare sulla destra verso sud seguendo una lunga cengia, dopo un tratto, un'altra deviazione sulla sinistra porta a un piccolo poggio con i ruderi di Cropparello a quota 1435 m. (qui segni di vernice rossa, probabilmente un sentierino secondario scende sul versante opposto, non verificato...).

 Si continua la discesa lungo il sentiero principale traversando i due rami principali del Rivo Termine (Rio di Loro su altre mappe), ) e si prosegue verso la dorsale successiva scendendo al bel pianoro prativo di Almaiò 1218 m. (sempre bella la vista della Cappelletta con le montagne del versante opposto sullo sfondo...).

 Da Almaiò un sentiero, superando il Rio omonimo, prosegue verso sud in direzione di Premia, andiamo invece nella direzione opposta, ma prima una visita al gruppo di baite a 1228 m. (nascoste nel bosco dove il sentiero non passa); qui altre "scoperte" interessanti... una baita dove è stato realizzato un ingegnoso sistema di riscaldamento, una sorta di "calorifero" costruito con lastroni di pietra, vuoto all'interno, e la costruzione proseguiva nell'altra stanza dove si trova l'apertura, il focolare dove veniva acceso il fuoco e dove c'era anche lo scarico dei fumi verso l'esterno.... [foto 92 e 93].

 Si tratta di una stube (una stufa, il nome è chiaramente di influenza Walser); sembra che sia di uso comune in Antigorio e Formazza, ma non le avevo mai viste visitando gli alpeggi... probabilmente era una cosa presente più che altro nelle abitazioni dei paesi a fondovalle, oppure nei gruppi di baite più utilizzati, come a esempio Salecchio...


 E poi in una cantinetta col tetto a volta, un supporto girevole (ancora perfettamente in asse... da notare il perno di sasso alla base...), sorreggeva degli assi su cui era sistemato il formaggio, il tutto veniva fatto girare in modo da avere le giuste condizioni di stagionatura; vista la presenza di una finestrina, le forme più vicine sarebbero essiccate troppo in fretta... [foto 95 96 e 97]

 Ritornati al sentiero lo si segue superando in discesa con bel percorso il Rivo Termine e in breve arriviamo a Loro 1097 m. dove si vede l'ennesimo bivio, il percorso principale sale verso il Bacino, seguiamo invece la traccia segnalata per Longia che dopo una prima parte nel bosco, scende a un altro tratto interessante lungo una stretta cengia esposta e panoramica che consente di superare questo versante della montagna.

 Si scende infine al bivio incontrato all'andata e torniamo verso Cadarese lungo una vecchia mulattiera racchiusa tra due muretti, che conduce di fronte al complesso delle terme (una vista che riporta alla realtà dopo questo giro nella solitudine degli alpeggi visitati e nella memoria di un tempo ormai passato...


 Tempo per questo giro, circa 7 ore incluse le divagazioni (che sono d'obbligo in un percorso come questo...).

 Difficoltà EE   -   Immagini del 12 dicembre 2016






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  Ritorno sul "Sentiero delle Scalette" sopra Cadarese - Longia :

 Profittando dell'ultima giornata di bel tempo prima della prevista perturbazione, ritorno con Fiorenzo sui sempre interessanti sentieri che risalgono il versante soprastante Cadarese e Longia; naturalmente con qualche "divagazione" per vedere alcuni tratti e luoghi che ancora mancavano...

 All'andata conviene percorrere la cengia che sale verso Loro 1097 m. qui abbiamo proseguito per Almaiò 1218 m. per vedere il nucleo inferiore dell'alpeggio, ritornati a Loro abbiamo seguito il sentiero segnalato che sale al Bacino, a un bivio [foto 56], proseguiamo in piano lungo la traccia non segnalata ma ben evidente che traversa il versante passa dai manufatti realizzati per la condotta che porta l'acqua alla Centrale Enel sottostante (viste anche le scritte presenti, possiamo chiamare questo tratto, il "Sentiero del tubo"...).

 Ritornati al bivio risaliamo su terreno ripido al Bacino 1197 m. (poco prima, si trova un bivio che seguiremo al ritorno), bel balcone panoramico su questo tratto della Valle Antigorio; qui il sentiero (consigliabile), prosegue verso Fiume, ma avendolo già percorso in precedenza, scendiamo rimanendo sul versante destro orografico del Rio di Fiume seguendo i segni di vernice gialla che, in basso, incrociano il "Sentiero del tubo"; scendendo ancora si passa vicino ai ruderi di Fiume di sotto e poi si incrocia il sentiero principale che sale a Fiume.

 Si continua in discesa giungendo al panoramico e aereo percorso delle "scalette" che porta velocemente prima all'incrocio del percorso sulla cengia seguito all'andata, e poi al fondovalle (dopo aver fatto una vista alla sempre suggestiva cascata del Rio di Fiume...).

  Percorso consigliabile naturalmente solo con terreno asciutto e in assenza di ghiaccio...

 Immagini del 20 marzo 2017 - Difficoltà EE - tempo per il giro descritto, circa 4 ore.

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