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Migiandone : le fortificazioni militari della Linea Cadorna, e dintorni...

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Migiandone : le fortificazioni militari della Linea Cadorna, e dintorni...

 Bufferun-Zevi-Magigè-La Cuna-La Villa-Campasc-Santuario della Madonna di Oropa.

  

Difficoltà E

 Valle d'Ossola > Ornavasso > Migiandone.

 

 

 Migiandone è una frazione del Comune di Ornavasso (Comune autonomo fino al 1929, in tempi precedenti era chiamato anche Miggiandone...), e si trova poco dopo lo sperone della "stretta di Bara" il punto in cui la Valle del Toce si restringe (ci sono solamente 700 metri di distanza tra i due versanti in questo punto), ed era perciò la zona più importante strategicamente, per le realizzazioni della Linea Cadorna in Ossola.


 Qui si trova uno dei percorsi più noti e frequentati della Linea Cadorna, dalla Punta di Migiandone, dove si trova lo spiazzo (parcheggio) con i due cannoni), al Forte di Bara. Ma in tutta l'area, su entrambi i versanti, sono numerose le opere realizzate a quei tempi, alcune ormai sono difficili da visitare, anche per l'avanzata della vegetazione, altre (spesso quasi sconosciute ai più), però sono ancora facilmente visitabili.

 Questo itinerario percorre una bella mulattiera militare in buone condizioni che dal paese di Migiandone (località Gabbio), sale verso la montagna soprastante tra la Valle del Rio Blet, il Rio Loia e la dorsale che scende verso la Punta di Migiandone.

 Altri motivi di interesse visitando queste zone, sono naturalmente i segni (o ricordi...) della presenza dei Walser, giunti qui verso la fine del tredicesimo secolo, segni che in realtà si riferiscono solo ai toponimi degli alpeggi e dei luoghi che, anche se naturalmente modificati nel tempo, conservano appunto l'origine Walser...

 [Alcuni toponimi usati, sono quelli correntemente usati dagli abitanti del luogo, i quali, come spesso accade, non corrispondono a quelli riportati sulle mappe...].

 

 Dalla Chiesa Parrocchiale di Sant'Ambrogio a Gabbio di Migiandone saliamo (con Attilio) per una prima visita su questo versante, tra le case, per poi traversare sulla destra su un ponticello in cemento il Rio del Boecch, in seguito si trova la mulattiera militare ancora in ottime condizioni che sale a tornanti nel bosco;  si vedono sulla destra i ruderi dell'Alpe Crus dal Runc, poi portandosi sul costone del Mot di Foi sopra la Valle del Rio Blet si trovano le prime interessanti trincee, osservando in basso, sul versante opposto si nota l'ingresso di una vecchia miniera (la cartina IGM riporta essere una miniera di rame), in seguito si giunge a circa 580 m. alle baite del Bufferun; qui, e anche su altre baite che si incontreranno in seguito, si notano le caratteristiche architravi in pietra sopra gli ingressi delle baite e anche sulle finestre.


 Dal Bufferun si segue ancora la stradina militare per un tratto, e poi si traversa verso sinistra su tracce di sentiero seguendo segni di vernice (in alto sulla destra si vede un'altra baita, e a fianco la mulattiera continua la salita per poi probabilmente congiungersi, più in alto, con quella che sale dalla Punta di Migiandone).

 Traversando in leggera salita si arriva al pianoro di Zevi a circa 700 metri, continuando la traversata si incontrano altre trincee e dopo la baita del Magigè si scende uscendo sulla mulattiera militare della Punta di Migiandone, nel punto in cui si trova una galleria nella roccia a fianco della strada.

 Si segue in discesa la mulattiera che è ormai in buona parte nascosta dalla vegetazione, a circa 550 m. si lascia la stradina traversando sulla sinistra seguendo tracce di sentiero e giungendo al bel pianoro de La Cuna, qui bella vista verso l'Ossola e in particolare verso la catena dei Corni di Nibbio, che qui, ma anche durante buona parte del percorso, si mostrano in tutta la loro selvaggia bellezza...

 Da La Cuna si traversa verso nord per poi scendere nel bosco a La Villa (l'antico Dorf dei Walser), quasi un piccolo villaggio dove si trova una cappella la cui costruzione risale al 1520.

 Dalla Villa si scende all'Alpe Campaccio (Campasch), eseguendo la stradina sulla sinistra si arriva al Santuario della Madonna dell'Oropa dedicato alla Madonna Nera, come il più noto santuario sui monti di Biella; dalla Chiesa seguendo la mulattiera della Via Crucis, in breve si ritorna a Migiandone e al punto di partenza.


 Sono naturalmente possibili numerose varianti di percorso in tutta l'area di Migiandone ed Ornavasso...

   Immagini del gennaio 2010

 link : Comune di Ornavasso





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