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Mollia, Ortigosa, Finestrolo, e dintorni...


  Mollia, Goreto, Grampa, Scala Granda, Ortigosa, Giacet, Alpe Piode Nere, Alpe Ghiaccio, Bocchetta del Finestrolo, Piana Fontana, Casacce, Mollia...

 

 Una visita a Mollia e ad alcune sue frazioni, con anche la salita (quasi doverosa vista la giornata limpida, cosa non molto frequente in Valsesia...), alla panoramica cresta divisoria con la Val Sermenza.

 (I files PDF raggiungibili dai link presenti in questa pagina sono solo alcuni dei molti presenti sull'ottimo ed esaustivo sito di Gianni Molino : Alta Valgrande del Sesia).

 Link : Il paese e le frazioni di Mollialink al file PDF

            Strade e Sentieri di Mollialink al file PDF

 (Dopo un mese da questa prima visita, sono tornato in zona per visitare il versante posto più a sud : Link).

 

 Con Daniela torniamo in Valsesia nella zona del piccolo e interessante Comune di Mollia 880 m. (La Mòjia nel dialetto locale), per una visita ad alcune delle sue frazioni percorrendo parzialmente uno dei rinomati Sentieri dell'Arte Valsesiani (Link), da segnalare che sulla antica carta mineraria del 1700, per il paese è riportato il toponimo Moglie... ma probabilmente c'è un errore, doveva essere Moglia... parcheggio all'inizio del paese sulla destra (vedi la foto sottostante).

a Mollia...
a Mollia...

 Dal parcheggio si ritorna per un breve tratto a valle lungo strada asfaltata che poi si lascia per salire sulla sinistra seguendo le indicazioni per Goreto, prima di raggiungere il borgo si incontra sulla destra in località Muntâ il Parco della Rimembranza dove si nota la prèia dij mort, una grossa pietra piatta dove venivano posati i defunti per una sosta durante il trasporto da Goreto alla Chiesa, infatti in questa zona era presente un tempo l'Oratorio di San Pantaleone distrutto da una valanga nel 1888 (si dice che la campana dell'Oratorio finita nel Sesia, fu poi recuperata e portata al Santuario della Madonna del Callone situato di fronte a Campertogno sul versante opposto della valle).

 Proseguendo si raggiunge Goreto 940 m. (Gorreto sulla Rabbini, Marcorej sulla carta mineraria del 1700), minuscolo villaggio dove si possono ammirare la classica fontana/lavatoio che riporta la data 1909, una curiosa meridiana del 1760, e naturalmente il piccolo Oratorio dedicato a Sant'Antonio Abate, santo rappresentato da una statuetta sulla facciata con ai piedi un maialino (Sant’Antoniu dal purcél), dai maiali i monaci Antoniani ricavavano il grasso usato poi per degli emollienti da spalmare sulle piaghe di chi era affetto dal "fuoco di Sant'Antonio" (questa è la ragione per cui l'Herpes Zoster viene anche chiamato in questo modo... : Link1  -  Link2).

 A una finestra è presente l'immancabile bussola per le offerte che in questo caso riporta una scritta con la probabile data di costruzione dell'Oratorio : "Il deto oratori.. suplicha elemosina - 1682", e infine, su un lato dell'edificio si vede dipinto un allocco simbolo di questa frazione (il soprannome degli abitanti è ulôich, come si usava un tempo, in tutti i paesi gli abitanti avevano il loro particolare soprannome).

Sant’Antoniu dal purcél...
Oratorio di Sant'Antonio Abate...

 Lasciamo Goreto seguendo il sentiero 284 che dopo aver superato il Croso della Gula scende a Grampa 956 m. interessante e piacevole borgo che merita di essere visitato senza fretta; girando tra le viuzze del villaggio si notano i gagliardetti appesi con disegnata un'ape (anche in questo caso è un riferimento al soprannome degli abitanti, avìj...), scendendo in paese si passa dalla Cappella di Santa Maria e in alto si notano i particolari costruttivi del campanile dell'Oratorio dedicato a San Nicolao, da apprezzare il modo in cui le case sono state ristrutturate, cercando di mantenere la struttura originale.

 Degno di nota l'affresco datato 1495 raffigurante la Madonna in Trono, ma anche la bella fontana/lavatoio dove sono presenti incisioni con le date degli anni 1542 e 1757, mentre risale al 1891 la "targa" posta a ricordo e ringraziamento del benefattore Gugliermina Giuseppe "per questa utile e decorosa fontana..."

Affresco a Grampa...
Madonna in trono  - 1495...

 Lasciamo Grampa sempre seguendo il percorso 284 che sale passando dalla Cappella del pianèl e in seguito supera il canale del Croso Mazzantone (dove è presente un cavo metallico che può essere utile nel caso la roccia sia bagnata, roccia sulla quale sono presenti tacche poggiapiedi), poi inizia il tratto della Scala Granda, una notevole opera di cui non si sa con certezza quando sia stata costruita, era comunque documentata già verso il 1700 e probabilmente fu realizzata nonostante la presenza di un altro sentiero più agevole che saliva dal versante opposto (da Piana Fontana, sentiero 283a), per il fatto che, vista l'esposizione, la neve delle slavine rimaneva più a lungo sul versante nord, notevoli le dimensioni (e di conseguenza il relativo peso...), di alcuni dei gradini della scalinata, in particolare al Tornante della Rovere, l'ennesimo esempio della perizia con cui si lavorava un tempo.

 Continuando la salita si esce dal bosco raggiungendo il corposo alpeggio di Ortigosa 1371 m. le cui baite sono state in gran parte sistemate e risultano in ottime condizioni; osservando l'ambiente si comprende che la costruzione della Scala Granda era giustificata dalla presenza dei pascoli su questo versante, in un'area impervia come quella intorno a Mollia, i pascoli erano un bene prezioso; tra le baite si trova la Capèlla d’Urtigóša.

salendo la Scala Granda...
sulla Scala Granda...

 Si prosegue la salita lungo il sentiero 283a (sentiero che in alcuni tratti è poco evidente a causa della fitta vegetazione, questo in particolare se si arriva qui in estate), in breve si raggiungono i ruderi e la cappella dell'Alpe Giacet 1440 m. poi dopo un tratto "pulito" nella faggeta si torna a salire su terreno un poco "imboscato", in compenso la mattinata veramente limpida permette di ammirare un notevole panorama.

 Raggiungiamo l'Alpe Piode Nere 1695 m. (Piovà Negre sulla mappa del Catasto Rabbini), dove la baita appare in buone condizioni (sull'architrave in sasso è incisa la data 1884), costruita a ridosso di una roccia che la ripara dalle slavine (verso sud-est si vede la vicina Alpe Schiena visitata in un successivo giro più impegnativo : Link), continuando la salita e poggiando poi sulla sinistra (nord) arriviamo all'Alpe Ghiaccio 1801 m. (Giaccio sulla Rabbini), dove erano presenti diverse costruzioni, una baita appare ancora frequentata (si nota un minuscolo orticello, e anche la tipica vasca da bagno riutilizzata in molti alpeggi come contenitore per l'acqua (in questo caso "di marca" famosa...).

 In alto si vede il traliccio posto alla Bocchetta del Finestrolo che indica la nostra meta, si continua la salita cercando i radi segni di vernice e si trovano anche alcuni tratti scalinati, con un arco sulla sinistra raggiungiamo così la Bocchetta del Finestrolo 1916 m. dove ci si affaccia sul versante della Val Sermenza (fino a qui dalla partenza, circa 3 ore e mezza, naturalmente incluse le divagazioni nelle frazioni), qui è presente anche una Cappelletta; verso sud-est si trova la quota 1966 m. delle Piode Nere, mentre in direzione opposta sale la cresta verso la Punta Massarei e la più lontana e imponente Cima Sajunchè.

vista sulla Cima Sajunchè...
sulllosfondo, la Cima Sajunchè...

 Prima di scendere continuiamo per un tratto lungo la panoramica cresta in direzione della Cima Massarei il cui tratto finale per raggiungerne la cima appare più impegnativo e con un primo tratto esposto, ritorniamo così presso il Finestrolo e scendiamo lungo il percorso seguito in salita fino al bivio poco prima del passaggio del Croso Mazzantone dove, sulla destra, scende il sentiero 282a che seguiamo arrivando così a Piana Fontana 972 m. un altro piacevole villaggio dove le abitazioni sono state ottimamente ristrutturate.

immagini ↑→  




 All'arrivo a Piana Fontana siamo accolti da una notevole fioritura... scendendo tra la case passiamo accanto alla fontana/abbeveratoio ristrutturata in tempi recenti, si passa dalla bella Cappella di Sant'Agata (Linklink al file PDF) e poi arriviamo all'Oratorio della Madonna del Carmine, a ovest si vede la grande Casa Guala; scendiamo seguendo la mulattiera presso l'Oratorio che passa dalla Cappella della Pietà, più in basso a un bivio proseguiamo sulla destra giungendo così a Casacce.

 Entrando nel minuscolo villaggio passiamo presso la fontana/lavatoio (molto bella la vasca semicircolare della fontana), e ci troviamo di fronte alla singolare e molto "decorata" Casa Belli (Linklink al file PDF) edificio che fungeva anche da scuola (informazioni anche a questo link : Famiglia Belli), accanto alla casa si trova il piccolo Oratorio dedicato a San Pietro Apostolo e San Bernardo da Mentone, infine scendiamo alla SP299 della Valsesia tornando così a Mollia.

 Traversando il paese si passa accanto all'Oratorio della Santissima Trinità e poco più avanti si trova la grande Villa Andreis, sul lato opposto della strada si legge ancora l'insegna della vecchia Osteria Valle di Sesia che ai tempi disponeva anche di una scuderia, poi naturalmente ci dirigiamo verso la Chiesa di S. Giovanni Battista a fianco della quale si trova il porticato con la bella Via Crucis dipinta da Lorenzo Peracino i cui affreschi furono ultimati nel 1774 (cartello con informazioni dettagliate in loco), accanto l'Ossario con dipinti di Antonio Orgiazzi, mentre appoggiate all'edificio della Chiesa sono allineate alcune pietre tombali provenienti dall'antico Cimitero di Mollia la cui costruzione fu terminata nel 1737; nei pressi si trova anche il bel frantoio visibile nella penultima foto.

   Link :

 Antico Cimitero di Mollialink al file PDF - Complesso Parrocchialelink al file PDF

 Oratori, Cappelle e Edicole a Mollialink al file PDF

 Tempo per questo giro, circa 7 ore incluse le divagazioni.

   Agosto 2021 - Difficoltà E/EE
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Casa Belli a Casaccia...
Casa Belli...
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