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Monte Turi - Monte Crotta

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  Monte Turi

1673 m.

[salita diretta da Pian degli Elbi]

e Monte Crotta 1965 m.

  (Megolo di Mezzo) - Cortavolo - Loraccio - Pian degli Elbi - Monte Turi - quota 1939 m. - Monte Crotta - Alpe Crotta - Alpe Rosso - il Ballo - Castello - Cortavolo.

 

 
 Visita al misconosciuto Monte Turi e alla cresta che poi prosegue verso il Monte Crotta, affacciato sulla Valle Strona; la cresta tra il Turi e il Crotta si trova in una posizione strategica, e si protende isolata verso la bassa Ossola.

 Per questo da lassù si può ammirare un notevole panorama, in particolare in una giornata dal meteo ottimale come in questa occasione.

 Questi versanti sono solitamente poco attraenti per chi transita verso Domodossola e le zone di montagna più frequentate, spesso si presentano cupi e repulsivi, ancora più del dirimpettaio versante che sale ai Corni di Nibbio, invece sono zone molto interessanti e piacevoli da visitare (naturalmente per i (non molti....) interessati a questi ambienti selvaggi e solitari).


 L'idea di salire direttamente da Pian degli Elbi è venuta dall'osservazione di questo versante durante i giri nelle zone sopra Premosello, la conca che sale sembrava percorribile, e la conferma è venuta anche guardando le mappe IGM dove risulta segnato un sentiero che sale.

 Un'altra conferma si può avere dall'osservazione di una fotografia aerea visibile sul sito Swisstopo (link), dove si vedono chiaramente Pian degli Elbi e la traccia che sale a tornanti, questo perchè la fotografia risale al 1946... ora in gran parte è tutto nascosto dal bosco.

 Interessante anche vedere come i paesi a fondovalle (Megolo, Rumianca...), siano molto diversi rispetto a ora, come densità di abitazioni...

 Dalla Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo a Megolo di mezzo si segue una stradina asfaltata (cartelli indicatori) che porta a Cortavolo 350 m. in zona si trovano i ruderi di alcune baite, all'inizio del sentiero per Castello, e si può notare il caratteristico architrave in sasso tipico delle costruzioni Walser della zona di Ornavasso; su alcuni è stata incisa una croce, qui si trova la Cappella della Madonna della pace.

 Cortavolo è il punto di partenza/arrivo del Sentiero Beltrami.

 Con Andrea seguiamo all'inizio la traccia che traversa e sale verso Albarè (vedi anche questa pagina), si supera una piccola valletta oltre la quale si trova una baita isolata [foto 2], subito dopo la valletta si lascia il sentiero per Albarè e si sale la dorsale sulla destra, più in alto si trova una traccia di sentiero, a volte poco evidente, che sarà quasi sempre presente fino al Pian dei Morti.

 Nel primo tratto si sale nel bosco, poi si trovano alcune fasce rocciose da aggirare, quella che si incontra intorno ai 750 m. la si sormonta aggirandola sulla destra, proseguendo si arriva a un terrazzo boscoso a circa 900 m. il Pian dei Morti (sul bordo, verso valle i resti di un muretto [foto 4]), si prosegue verso monte, e giunti a una lieve depressione, si risale traversando prima sulla sinistra (incrociando la lieve traccia che sale da Albarè), e poi verso destra ritrovando il sentiero che porta al corposo alpeggio di Loraccio, ca. 1000 m.

 Interessante la visita a Loraccio, alcune baite sono ancora in discreto stato e si trovano ancora tracce del tempo passato, utensili usati per i lavori dell'alpe, in una cascina si trova ancora il fieno...

 Si vedono anche alcuni manufatti (un paio ancora in buone condizioni), una sorta di grosso cesto di forma conica aperto da entrambi i lati, non avevo mai visto fino ad ora una cosa del genere...

 Dalla gente di Anzola e di Megolo, era chiamato carapiün... e serviva per separare i piccoli dalle madri, evitando così' che rimanessero attaccati alle loro mammelle per tutto il tempo...

 Da Loraccio si sale traversando verso ovest superando un paio di canalini, e si giunge alla sella di Pian degli Elbi ca. 1200 m. guardando verso monte si vede il pendio, inizialmente boscoso, da risalire [foto 17].

 Si sale traversando all'inizio sulla sinistra, poi si trova la traccia a tratti poco evidente che risale a tornanti il pendio, usciti dal bosco sui ripidi prati la traccia scompare, comunque si trovano anche alcuni vecchi tagli col falcetto, e il percorso non presenta particolari difficoltà.

 Prima dei prati, poggiando sulla destra ci si affaccia sul profondo canalino sormontato da pareti rocciose; si continua salendo verso sinistra per portarsi a un intaglio dove la vista si apre verso la Mazza dell'Inferno e i versanti che scendono dalla cresta verso cui siamo diretti.

 A questo punto non rimane che seguire integralmente la lunga e panoramica cresta (eventualmente, qualche breve tratto affilato si può anche aggirare), si giunge prima sul Monte Turi 1673 m. da dove si inizia ad avere qualche bella veduta sulla sottostante Valle dell'Inferno, selvaggia e impervia, poi con qualche saliscendi si continua verso la quota 1939 m. in basso sulla destra si vede l'Alpe Rosso (che si visiterà al ritorno).


 Il percorso della cresta del Turi è piacevole e interessante, mentre la ripida risalita del primo tratto verso la quota 1939 m. è meno piacevole, tra i rododendri, poi però migliora...
 E si giunge sulla quota 1939 m. (che si può anche considerare come la cima nord del Crotta), qui si trova il segnale trigonometrico posto dall'IGM.

 Sempre sulla destra, in basso, si vedono i ruderi dell'Alpe Crotta, anch'essa si visiterà al ritorno; si prosegue verso una selletta e poi infine si risale verso la cima del Monte Crotta 1965 m. dopo una (meritata...?) pausa affacciati sulla bella Valle Strona, si scende per un tratto la cresta in direzione dell'Alpe Campo raggiungendo il sentiero che scende e traversa verso l'Alpe Crotta, la traccia è visibile solo all'inizio, poi, anche a causa della presenza di neve residua, la si perde.

 Decidiamo di scendere seguendo la neve (percorso più comodo e piacevole), ma probabilmente il sentiero traversava più in alto... finita la neve infatti il procedere diventa un poco "intricato" tra gli ontanelli, ma in breve si esce su terreno aperto giungendo ai ruderi dell'Alpe Crotta 1682 m.

 Dall'alpe si vede il sentiero che prosegue in discesa, lo si segue ma giunti su un versante prativo, la traccia si perde, allora scendiamo con percorso libero in direzione del sottostante bosco continuando nel contempo a traversare verso la dorsale successiva.


Link alla cartina ↓

 Non bisogna comunque scendere troppo per non rischiare di mancare il passaggio chiave dove si ritroverà il sentiero, un colletto (vedi foto 18, presa dal versante opposto), che si trova a circa 1450 m. conviene portarsi sulla dorsale in modo da avere visuale sull'Alpe Rosso, così ci si rende conto della quota (l'Alpe Rosso è di poco inferiore rispetto al colletto).

 Raggiunto il colletto a ca. 1540 m. dove si trova un grosso masso, si ritrova la traccia (ci sono anche segni di taglio) che traversa scendendo il ripido versante verso l'Alpe Rosso (in direzione opposta, prosegue invece il sentiero per Cassinei); con qualche saliscendi si giunge all'Alpe Rosso 1386 m. traversando, in questa occasione, su un ponte di neve un canale che scende dal Monte Turi.

 Dal prato sotto la baita ci si porta nella faggeta dove si ritrova una buona traccia che scende e traversa questo ripido versante, dove sulla sinistra precipita la profonda forra scavata dal torrente, e si giunge ai prati ancora ben curati de Il Ballo 947 m.

 - Il Pizzo di Beoti :

 Guardando le vecchie e approssimative mappe, (link) si nota il toponimo probabilmente riferito alla cima in buona parte rocciosa che domina la zona de Il Ballo, la stessa cima posta sulla destra rispetto all'intaglio incontrato in salita al termine del pendio che sale da Pian degli Elbi, il Pizzo di Beoti...

 Questo toponimo potrebbe comunque avere un senso, la Beozia era una regione dell'antica Grecia i cui abitanti erano in prevalenza contadini e per questo erano disprezzati dagli ateniesi, che li consideravano stupidi... da questo è derivato il temine "beoti".

 Può essere che questa cima fosse stata chiamata così perchè gli abitanti delle zone sottostanti erano appunto contadini o alpigiani, e per questo (come la storia insegna), erano popolazioni non considerate e a volte disprezzate...

 Dal Ballo si scende alle baite inferiori, ormai immerse nel bosco, poi più in basso ci si immette sul largo Sentiero Beltrami che porta a Castello 730 m. si segue per un tratto la stradina e in seguito sulla destra si trova il sentiero che riporta a Cortavolo concludendo così questo bel giro.

panoramica della cresta Turi-quota 1939 m. :
panoramica della cresta Turi-quota 1939 m. e il versante di Camoi

   (Vedi anche la pagina su Camoi).

 Tempo per la salita da Cortavolo al Monte Crotta, circa 4 ore e mezza, per il giro descritto, circa 9 ore e mezza.

   Difficoltà EE

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