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Da Il Parè ai Casalitt e a Prato del Bosco - traversando i canali del Rio Fruetta e del Rio Usella...

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 Traversata dei canali del Rio Fruetta e del Rio Usella, visitando gli alpetti de il Parè, I Casalitt e Prato del Bosco...

 Valle Antigorio > Premia > San Rocco.

 

 

 Ritorno nella sempre bella e affascinante Valle Antigorio per un giro che si può considerare una sorta di "completamento" riguardo al versante in oggetto, quello tra i riali di Fruetta e Usella (ma naturalmente ci sarà sempre qualcosa di nuovo da vedere e da trovare, magari qualcosa di cui ancora non si è a conoscenza...).

 Un giro che è consigliabile solo a chi ha già un po' di conoscenza di queste zone (e naturalmente, come al solito, ai pochi "amatori" di questi ambienti selvatici...).

 

 

 Con Andrea partiamo da San Rocco di buon ora salendo inizialmente lungo il percorso segnalato per Busin di sopra e l'Alpe Groppo (per il tratto iniziale bisogna ribadire nuovamente che la toponomastica attualmente riportata sulle mappe e sui cartelli in loco, non è corretta... dove si trova il cartello indicante I Bochi in realtà la zona si chiama la Bruciata... mentre i "veri" Bochi sono a Busin di sotto, e Busin di sopra è semplicemente Busin...).

 Dalle baite col cartello I Bochi si traversa in salita verso sud raggiungendo la baita di foto 3 e successivamente, continuando a traversare, il bel nucleo posto alla quota 955 m. (CNS) chiamato Gli Albèri (foto 4/6) ancora in buone condizioni, proseguendo la traversata si passa da un notevole muro che sorregge una scalinata (foto 7); seguendo una traccia a tratti ancora abbastanza visibile, si continua in leggera salita passando da una piodata con una breve scalinata incisa nella roccia, e dopo aver traversato su una delle caratteristiche cenge rocciose della Valle Antigorio, si raggiungono i ruderi de Il Parè (toponimo riportato sulla Rabbini, a San Rocco la zona è chiamata La Parè, per questo ed altri toponimi, ringraziamo Bruno incontrato a San Rocco al termine del giro...).

 Dal Parè si prosegue "girando l'angolo" ed entrando nel versante del Rio Fruetta, si prosegue traversando in leggera salita e in seguito il sentierino si perde e bisogna cercare (salendo ancora), il percorso più "logico" che permette di raggiungere una cengia che permette l'accesso al canale del Fruetta, nell'unico punto (a queste quote) che permette il passaggio.

 Superato il canale si sale un breve tratto ripido (il percorso è praticamente "obbligato"), e poi si segue una traccia che traversa a destra su una piccola cengia, in seguito si entra nel ripido ma tranquillo bosco e (traversando su una cengia panoramica, foto da 30 a 33), si raggiunge il versante sopra al canalino risalito parzialmente durante il percorso seguito nella precedente visita in questa zona, salendo dalla zona di arrampicata di fronte a Cadarese (vedi la pagina sui Casalitt : link).

 Qui si cerca il percorso migliore per risalire al pianoro soprastante della quota 1303 m. chiamato il Bosco Nero (in questa occasione salendo un ripido versante su terreno instabile, ma forse esisteva un percorso migliore...); alla fine, l'itinerario seguito dal Rio Fruetta dovrebbe essere il percorso "normale" usato un tempo per raggiungere questa zona e successivamente I Casalitt, mentre il percorso seguito nella visita precedente, dalla zona di arrampicata, era un itinerario dei cacciatori...

 In questa occasione, dal Bosco Nero alla quota 1303 m. seguendo una traccia, notata da Andrea, che traversa sul fianco del versante del Rio Fruetta, si può arrivare a un piccolo rudere (foto 36); ritornati alla dorsale, la si risale seguendo il percorso migliore, preferibilmente utilizzando le tracce degli animali che in gran parte seguono il percorso del vecchio sentiero (di cui si trovano alcuni resti, gradini, piccoli muretti...), come per la visita precedente (link), si passa dai due ruderi dei Casalitt e dopo alcuni piccoli pianori erbosi, si giunge a quello della quota 1797 m. dove si trova il sentiero (ormai percorso alcune volte...), che traversando verso nord, e superando nuovamente il Rio Fruetta, giunge a Busin di sopra 1696 m.

 A Busin di sopra arriviamo dopo circa 4 ore e mezza dalla partenza da San Rocco, e ad un orario favorevole, e allora si può continuare con la seconda parte di questo giro... la meta successiva è la fascia boscosa intorno ai 1600 m. che si trova (vedi foto 55 e 74), sopra alla caratteristica parete rocciosa un poco "bombata" al cui centro si trova un gruppetto di alberi probabilmente mai raggiunti da esseri umani...

 Seguiamo il sentiero che prosegue per l'Alpe Groppo, fino a superare il canale principale del Rio Usella, traversando inizialmente nella zona degli Arvinei (così chiamata causa le frane e cadute di sassi presenti in questo versante ), e lasciamo il percorso segnalato per scendere il versante cercando il percorso migliore tra la bassa e invadente vegetazione, cercando nel contempo di traversare verso il versante boscoso dove, a circa 1600 m. di quota si trova una fascia boscosa (che in alcuni tratti diventa poi una stretta cengia dove il percorso è obbligato), che permette di traversare verso Prato del Bosco.

 Bisogna giungere al bosco intorno alla quota segnalata o al massimo di poco più alti, altrimenti si rischia di "mancare" il percorso giusto e finire su qualche cengia superiore; nel bosco si trova una traccia di animali che si segue passando poco sopra un canalino secondario, poi si giunge al più marcato canale del Rio Talarice oltre il quale un'ultima cengia boscosa conduce in breve al rudere di Prato del Bosco ca. 1580 m.
 (La possibilità di percorrere questa cengia era già stata notata durante la prima visita in questa zona...).

 Dal tranquillo e piacevole pianoro di Prato del Bosco (vedi anche la relativa pagina : link), si risale a Pianezza di sopra seguendo il sentiero (ben visibile solo per il primo tratto), che passa dalla "balma degli stambecchi" (che possiamo così chiamare perchè rifugio degli stambecchi che abbiamo disturbato durante la precedente visita...).

 Da Pianezza di sopra si scende lungo l'ormai abituale sentiero che passa da Pianezza di Nessina e poi supera il canale del Rivo di Nessina (dove siamo ormai transitati diverse volte, ma rimane sempre una piacevole e suggestiva visione...); poi giunti alla stradina della cava la seguiamo fino alle baite di Le Fraccie, e qui è l'occasione per cercare il vecchio sentiero che veniva seguito un tempo prima della realizzazione della stradina.

 Questo sentiero è stato una piacevole sorpresa... è in gran parte ben visibile e ancora in ottime condizioni (particolare il tratto in cui sembra di camminare sul "velluto" vedi foto 89 dove il muschio ha ricoperto gli scalini...), basterebbe poco lavoro per sistemarlo e far si che gli escursionisti lo preferiscano rispetto alla stradina... in salita l'inizio di questo sentiero non è facile da trovare, come riferimento (vedi foto 90), dopo il ponte sul Toce si va a destra e sulla stradina si trova un varco (scalini), che sale al percorso del metanodotto, e si entra nel bosco a monte della palina visibile nella foto.

   Luglio 2019 - Percorso impegnativo - Tempo per questo giro, 9/10 ore (se non si commettono errori...),

 
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