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Da Pianezza di Nessina al Cugnò...

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 1 - Passo - Nascina - Pianezza di Nessina - canale del Rio di Nessina - rudere quota 1470 m. - Il Cugnò - Nascina - Passo.

 2 - Nascina e gli alpetti superiori... (dal baitello dei cacciatori al Cugnò).

 3 - I ruderi a nord di Nascina...

   Difficoltà : EE

 Domodossola > Valle Antigorio > Passo.

 

 

 Di nuovo sul versante della zona del Rio di Nessina, per vedere un percorso alternativo che supera il profondo canale dove scorre il rio (a monte del passaggio dove transita il percorso del sentiero "ufficiale" che sale all'Alpe Groppo : link), percorso alternativo che, dopo il canale, poi può proseguire verso Il Cugnò.

 Il percorso che traversa al Cugnò dopo il canale, non è molto evidente e presenta un tratto impegnativo e "incerto"... in un successivo giro ho cercato una possibile variante più "tranquilla" rispetto al percorso della prima visita; questo secondo giro è stato dedicato in particolare alla ricerca degli ultimi baitelli che ancora mi mancavano in questa zona, e che sono stranamente numerosi considerando il terreno impervio (ma forse un tempo il concetto di "impervio" era differente da quello inteso oggi dagli escursionisti... e comunque la presenza di questi alpetti è giustificata dal fatto che nonostante le fasce rocciose presenti, tra le stesse sono presenti zone con erba adatte al pascolo delle capre...).

 Proseguendo con il progetto di una "alta via" che percorre, traversando a mezzacosta, l'impervio e "selvatico" versante sinistro orografico della Valle Antigorio, questa variante permette di rimanere (senza troppi saliscendi), più o meno alla stessa quota dopo il traverso dalla Pioda al Court di Martinitt e al Cugnò; in questo tratto sono comunque possibili tre varianti di percorso, oltre a quello seguito in questa occasione, dal Cugnò si può scendere a Nascina (L'Assina) e poi salire all'Alpe Groppo lungo il sentiero segnalato, oppure dalla zona del Cugnò si può salire all'Alpe Leur (link) e poi traversare sempre verso l'Alpe Groppo.

 

 1 - Passo - Nascina - Pianezza di Nessina - canale del Rio di Nessina - rudere quota 1470 m. - Il Cugnò - Nascina - Passo.

 Dopo la frazione Passo di Premia, nei pressi della stradina che sale verso Salecchio, si va in direzione opposta superando il Toce e seguendo il percorso segnalato per l'Alpe Groppo che, nella parte iniziale, sale lungo la stradina della cava.

 Si arriva a Pianezza di Nessina 1434 m. dove le vecchie mappe riportano un sentiero che traversa in direzione nord superando il canale del Rio di Nessina e poi continua verso Il Cugnò, ma di questo sentiero non ho trovato tratti "costruiti"; una traccia di sentiero è a tratti presente perchè seguita dagli animali (il passaggio del canale è comunque "obbligato").

 Da Pianezza di Nessina si lascia il percorso segnalato per traversare nel bosco in direzione nord in leggera discesa, si raggiunge l'ometto di foto 9 che indica l'accesso a una cengia erbosa che scende al canale (il percorso delle cenge è da evitare in caso di terreno bagnato o gelato...); questo primo tratto è parzialmente franato e richiede attenzione (anche per l'erba scivolosa...), e si raggiunge il canale del Rio di Nessina a ca. 1395 m. dove prosegue sul versante opposto una bella ed esposta cengia che traversa sul fianco della parete rocciosa.

 In questa occasione, un piacevole incontro con due famigliole di stambecchi che transitavano in zona... (il passaggio del canale è molto bello...), in basso si vede la cengia percorsa in salita dove passa il sentiero segnalato; più avanti si supera un breve tratto dove la cengia si "assottiglia" (da passare con prudenza), e poi si sale nel bosco seguendo sempre la traccia degli animali (passando in senso contrario, il riferimento è la roccia liscia che si vede sulla sinistra nelle foto 26 e 27).

 Dal canale si sale per quasi cento metri arrivando a ca. 1470 m. al rudere ormai azzerato di foto 29, un rudere abbandonato e dimenticato da chissà quanto tempo, ma che ora acquista importanza perchè si trova all'incrocio dei percorsi in questa zona, qui scende un sentierino (segni di vernice rossa), che raggiunge velocemente la zona di L'Assina (Nessina, o, come viene chiamata comunemente in Antigorio, Nascina... perciò credo sia giusto che anche gli escursionisti che visitano queste zone, la chiamino così...).

 Dal rudere a 1470 m. si sale traversando nel contempo verso nord seguendo vaghe tracce e segni di vernice rossa, intorno ai 1600 m. o poco meno si traversa in direzione di un versante in parte roccioso (che separa la zona del Cugnò da quella appena traversata), versante che presenta, più in basso, un tratto con erba però molto ripido; in questa prima occasione sono sceso traversando verso il piccolo pianoro de Il Cugnò 1548 m. (già visitato in un precedente giro, vedi questa pagina); durante la successiva visita, ho trovato un passaggio più in alto (vedi più in basso nella pagina, il giro da Nascina...).

 Dal Pianoro de Il Cugnò si scende verso sud-ovest lungo un poco accentuato canale (o sui suoi fianchi, se si preferisce evitare la giavina presente), sul fianco sud si costeggia il roccioso versante che separa questa zona da quella soprastante Nascina; in seguito, quando possibile, si traversa in direzione sud scendendo lungo i più tranquilli pendii boscosi arrivando alla zona dove, lungo una dorsalina, sale il sentierino segnalato che da Nascina sale al rudere a 1470 m.

 

 2 - Nascina e gli alpetti superiori... (dal baitello dei cacciatori al Cugnò) :

 Ritorno in zona dopo un paio di giorni dal giro precedente, con l'obiettivo principale di vedere il baitello posto più in alto tra i vari ruderi presenti in zona (ed è anche l'unico ancora in discrete condizioni, ha ancora il tetto...); individuato grazie alle vecchie foto aeree, si raggiunge senza particolari problemi "interpretando" il territorio appunto guardando le foto aeree; questa zona è caratterizzata da fasce rocciose tra le quali ci sono zone con vegetazione, zone naturalmente collegate tra loro.

 Da Nascina (L'Assina, Nessina...), si sale direttamente il versante sopra le baite trovando una traccia (ci sono anche resti del vecchio sentiero, gradini e muretti), seguendo anche i segni di vernice rossa che indicano il percorso che, in breve, raggiunge il rudere a ca. 1470 m. (a destra, sud, si può traversare su cenge il canale del Rio di Nessina e raggiungere Pianezza di Nessina, vedi il giro precedente).

 Si continua invece la salita seguendo i segni di vernice, in questa occasione solo per un primo tratto, poi ho deviato verso sud raggiungendo un primo rudere a ca. 1520 m. costruito utilizzando anche una roccia posta a monte (se si continua ancora verso sud poi il terreno diventa troppo impervio e non si può proseguire...); si prosegue salendo e traversando nel contempo verso nord, poi con alcuni cambi di direzione, cercando i passaggi migliori, si arriva al rudere a quota 1650 m. (già visto nel precedente giro verso l'Alpe Leur, link).

 In questa zona bisogna seguire le tracce degli animali quando presenti, poi salendo e superando alcune fasce rocciose si giunge a un bel pianoro erboso a ca. 1730 m. dove si trova il baitello dei cacciatori, al quale "manca" la parete anteriore dove un tempo c'era la porta, però ha ancora il tetto... (durante la salita all'Alpe Leur, lo si era "sfiorato" per poche decine di metri...).

 Dal baitello si sale per poche decine di metri al pianoro superiore sulla cresta che continua salendo verso l'Alpe Leur (qui, spostandosi verso ovest, bella vista sulla Valle Antigorio), sulla stessa cresta, in basso, si trova Il Cugnò, e in questa occasione ho pensato di provare a scendere direttamente appunto al Cugnò; il percorso ("scomodo" tra larici e rododendri), è a tratti molto ripido e ci sono alcuni salti di roccia da aggirare, fortunatamente sono presenti tracce di passaggio degli animali che naturalmente conviene seguire, in questo modo si riesce a scendere alla più tranquilla zona soprastante Il Cugnò.

 Prima di giungere all'alpe, si vede sulla sinistra (sud) un invitante possibilità [foto 53] per traversare l'impervio versante che separa la zona del Cugnò da quella soprastante Nascina, versante traversato nel giro precedente più in basso su terreno molto ripido, e dopo una sosta al Cugnò 1548 m. risalgo per traversare lungo una larga cengia boscosa dove passano anche gli animali, la traccia raggiunge una sorta di canalino (poco prima un bel punto panoramico sulla Valle Antigorio), che permette di scendere ai più tranquilli pendii inferiori dove poi si ritrovano i segni di vernice rossa e tracce che riportano all'ormai noto rudere a ca. 1470 m. da dove si scende velocemente a Nascina e poi, lungo il sentiero segnalato, a Passo. (La discesa del canalino avviene tra massi e terreno poco stabile, un'altra possibilità (non verificata), potrebbe essere quella di continuare a traversare per vedere se si trova un terreno più favorevole per scendere...).

 Le distanze tra i vari alpetti su questo versante, non sono eccessive, ma si rischia di perdere molto tempo per trovare i passaggi giusti, occorre esperienza e intuito per muoversi in questi ambienti con poche tracce di sentiero, avendo ben presente l'orografia del territorio.

 

 3 - I ruderi a nord di Nascina... :

 Per completare (forse...) la visita a tutti gli alpetti di questa zona, rimanevano ancora da vedere i ruderi situati a nord di Nascina...

 Dalle baite di Nascina si traversa in piano verso nord passando su quello che resta dei prati dell'alpe, ormai fagocitati dal bosco... si incontra poi una traccia di sentiero a tratti ben evidente (ci sono anche altre tracce di passaggio di animali che comunque vanno tutte nella stessa direzione), si superano un paio di canalini dove si trova anche l'acqua, poi l'ambiente cambia e si entra in una bella faggeta.

 A circa 1130 m. si trovano i ruderi di due costruzioni il cui aspetto fa capire che sono state realizzate (e abbandonate), da molto tempo... dai ruderi una traccia di animali prosegue la traversata verso nord nel tipico e sempre bello ambiente tra faggi e rocce, avvicinandosi a un canalino; questa possibilità l'avevo notata osservando questa zona dal versante opposto della Valle Antigorio [foto 10]; il canale, che si raggiunge senza problemi, è umido e franoso e occorre attenzione durante la discesa.

 Si scende cercando il percorso migliore (meglio ai lati), e poi si traversa sulla sinistra (sud) entrando nel bosco dove si ritrova la traccia degli animali che scende costeggiando la parete rocciosa e porta alla stradina della cava nei pressi della roccia di foto 28.



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