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Pizzo Ciapè

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  Pizzo Ciapè 2394 m. e dintorni - Valle Antrona.



   Difficoltà EE (F per l'ultimo tratto di cresta che sale alla cima) - Tempo per il giro descritto, circa 7 ore.

 Ossola > Valle Antrona > Antronapiana > strada per Cheggio > Alpi di Campo.
 

 

 Il Pizzo Ciapè è una complessa montagna con varie creste sui cui fianchi scendono diverse giavine, si distingue in una zona dove le cime sono solitamente tranquille sommità erbose; il toponimo sembra derivare appunto dalle pietraie presenti.

 Il percorso della via normale, relativamente frequentato, è piacevole e panoramico (se si ha la fortuna di trovare il meteo giusto, come in questa occasione, con una giornata fresca e limpida), le "difficoltà" sono concentrate nell'ultimo tratto, più che altro dovute all'esposizione.

 In questa occasione, per il ritorno siamo scesi traversando sul versante nord verso l'Alpe Pianello (che ancora non avevo visto), poi raggiunto il largo sentiero che porta al Cavallo di Ro, si torna a valle verso Cheggio.

 

 (Un "altro" Pizzo Ciapè si trova nella vicina Valle Anzasca, vedi questa pagina).

 

 Come per la precedente visita in questa zona (link),  si parte (con Fiorenzo), dal piccolo parcheggio delle Alpi di Campo a circa 1250 m. posto a lato della strada che da Antrona Piana sale a Cheggio; si scende brevemente lungo la strada per trovare sulla sinistra l'inizio del percorso, il sentiero perde quota per raggiungere le baite poste poco prima del ponticello sul Rio del Cantonaccio.

 Il sentiero sale nel bosco passando prima dall'Alpe Gi Togn, supera un tratto roccioso e spesso bagnato dove sono state installate alcune catene e dopo il bosco, dove si possono ammirare alcuni maestosi faggi, si esce sui prati dell'Alpe Cama inferiore 1612 m. qui vale la pena traversare verso la croce sulla destra (in questa occasione già "occupata" dalle capre...), da dove si può ammirare un bel panorama sulla Valle Antrona.

Link alla cartina ↓




 Il percorso continua salendo la dorsale erbosa (i segni di vernice e la traccia non sono sempre visibili, ma con buona visibilità, non ci sono problemi di orientamento), raggiungendo così l'Alpe Cama di mezzo 1700 m. si prosegue nuovamente nel bosco e poi sui prati dell'Alpe Cama superiore 1866 m. qui è posto un cartello che indica la quota dell'alpe a 1973 m. ma naturalmente non è corretto, la quota si riferisce alla dorsale erbosa che si raggiunge successivamente.

 Giunti sulla dorsale ci si affaccia sul profondo Vallone di Pena, sul versante opposto sale, dall'Alpe Cavallo, la Costa omonima; si prosegue la salita sulla facile dorsale erbosa con le prime vedute verso la cresta del Pizzo Ciapè.

 Si sale prima sulla quota 2239 m. che si può anche evitare traversando su un sentierino sulla destra (est), poi la crestina diventa in parte rocciosa, ma si procede sempre senza difficoltà, e la vista si apre anche verso la zona del Passo del Fornetto e il Pizzo Montalto (localizziamo in lontananza i ruderi dell'Alpe Pianello, dove passeremo in discesa).

 Proseguendo la salita e seguendo gli ometti si arriva al tratto finale, una prima anticima [foto 43] si sale senza particolari problemi, anche la seconda [foto 45] presenta molti appigli e appoggi, solo è un poco più "esposta"; in seguito il percorso diventa più agevole e raggiunge la cima del Pizzo Ciapè 2394 m.

 Ritornati alla selletta presso la prima anticima, scendiamo direttamente sulla lunga pietraia verso nord puntando alla zona dell'Alpe Pianello (un'altra possibilità è quello di traversare rimanendo più in alto per raggiungere il sentiero del Passo del Fornetto); con tranquillo e piacevole percorso tra i rododendri fioriti, si giunge ai ruderi dell'Alpe Pianello 2119 m. due gruppi di baite poste su questo aperto pendio.

 Proseguiamo la discesa verso il sentiero principale della zona che si vede distintamente più in basso, prima di scendere direttamente, traversiamo ancora due piccoli riali, immissari del Rio del Cantonaccio; raggiunto il largo sentiero lo si segue in direzione del Cavallo di Ro, passando prima dall'alpe omonimo a 1821 m. (durante questo traverso, si nota in basso, un alpetto diroccato posto su un bel dosso erboso, si tratta dell'Alpe Ciò che abbiamo visitato durante un giro successivo : link); dalla dorsale del Cavallo di Ro si scende verso il largo canalone che sale al Passo del Fornalino.

 Passando prima dall'Alpe Meri 1739 m. il sentiero scende tra i pascoli verso Cheggio 1497 m. qui, seguendo i segnavia (cartelli) che indicano le scorciatoie della vecchia mulattiera che interseca la strada (già seguita in una precedente occasione, scendendo dalla Punta della Forcola, vedi questa pagina), si torna al parcheggio delle Alpi di Campo.

 3 luglio 2017

 


 

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