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Pizzo Diei (da Brumei)

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    Pizzo Diei 2906 m. - dal versante nord-est (da Brumei)




 Valle Antigorio > Crodo > Baceno > Croveo > Passo.
 

 

 Ritorno (con Andrea) per un'ultima (?) volta alla bella conca di Brumei... dopo le precedenti visite alla Pizzetta di Brumei, ed al Pizzo di Corte Cerino, rimaneva ancora un giro da fare in questa zona, la salita al Piano di Cistella alto lungo la bastionata sovrastante Brumei.

 Il percorso che sale da Brumei era stata segnalato in occasione della ricorrenza del centenario del Bivacco Leoni, in verità i segnavia presenti sono pochi, ma comunque sufficienti a indicare il percorso (a parte quelli presenti sul pianoro al termine della parte più impegnativa, che non sono molto indicativi, nel caso si voglia fare questo percorso in discesa...).

 La salita è impegnativa (difficoltà al limite tra EE ed F), e c'è un rischio reale di caduta sassi (se si va in compagnia, naturalmente è preferibile rimanere vicini).

 

 Per raggiungere i prati di Esigo ca 1115 m. ci sono varie possibilità, nelle precedenti visite siamo saliti la prima volta dal ponte ad arco sulla strada del Devero a 1014 m. in un'altra occasione lungo il sentiero che parte da Osso ca 835 m. mancava solo un ultimo itinerario, quella che sale da Passo 900 m. percorso che segue all'inizio la mulattiera che un tempo era proprio la via principale di accesso ad Esigo.

 A Passo (poche possibilità di parcheggio), si trovano i ruderi di una torre (vedi le ultime due foto), che faceva parte di un sistema difensivo realizzato nel XVI secolo in Valle Antigorio che permetteva anche di comunicare usando i fuochi ed il fumo, dai villaggi di montagna fino ad Arona sul Lago Maggiore...

 La torre era anche la stazione di posta per il pagamento dei pedaggi dei mercanti diretti in Svizzera passando dalla Bocchetta d'Arbola.

 

 Da Esigo si segue la strada che sale ad Agarù 1368 m. qui si continua lungo il sentiero che sale al Lago di Brumei, si passa dall'Alpe Corte Cerino 1854 m. e si sale fino a circa 2000 m. dove il sentiero (grosso ometto), inizia a traversare in piano la conca di Brumei, qui si lascia la traccia per salire con percorso libero verso la bastionata, in questa occasione siamo saliti poggiando sulla destra per entrare nella valletta sassosa sotto il bel Pizzo di Corte Cerino.

 Si sale per un tratto sui massi, poi si traversa sulla sinistra verso una dorsale erbosa più comoda da salire, si prosegue verso la bastionata poggiando sulla sinistra, avvicinandosi al canale da risalire (che, arrivandoci di fianco, non si vede), si trova sulla destra un canale erboso [foto 18] dove sale una caratteristica traccia di animali a zig-zag, ben visibile anche da lontano (il versante opposto della cresta, visto poi in discesa, non pare agibile...).

Link alla cartina ↓




 Si prosegue la traversata intorno ai 2350 m. in direzione del pendio al centro della foto 17, superato un piccolo costone, si vede sul versante opposto [foto 19 e 22], la scritta Möt dal pever (motto delle pecore), che dovrebbe indicare la quota 2671 m. sul pianoro al termine della salita di questo versante; a conferma che siamo nel posto giusto, troviamo qui anche un gruppetto di pecore belanti...


 Il canale è ripido ma non ci sono particolari difficoltà, solamente il terreno è molto instabile e vi è pericolo di caduta sassi; più in alto, non lontano dall'uscita del canale, a circa 2590 m. si trova una cengia sulla sinistra (segno di vernice rossa) vedi foto 30, 31 e 32 (il canale pare percorribile fino alla selletta soprastante, però, guardando poi dall'alto, l'accesso al pianoro soprastante da questa selletta sembra problematico...).

 Si segue la cengia che in breve porta su uno sperone in parte erboso (qui bella vista sul roccioso versante posto di fronte e verso il Cistella), si sale il ripido sperone (questo è il tratto più impegnativo), con qualche passaggio esposto su roccette, si trovano saltuarie tracce di passaggio di animali e infine si sbuca sul pianoro alla quota 2671 m. (il Möt dal pever).

 Dopo una sosta panoramica (il meteo, dopo una bella giornata iniziale, stava rapidamente cambiando, con l'arrivo delle nebbia dal basso, come da previsioni), si traversa sotto la bella parete del Pizzo Diei in direzione del Piano di Cistella alto dove passa il sentiero segnalato che poi sulla destra porta sulla cima del Pizzo Diei 2906 m. (il più rinomato Cistella lo avevamo già salito alla fine di luglio per la Via dei Tecch, e vista la lunghezza del percorso di questo giro, siamo saliti direttamente al Diei).


 Per il ritorno a Esigo e a Passo si poteva anche scendere dal Canalone di Solcio o dalla Costetta verso Deccia per poi traversare ad Esigo, ma visto che erano itinerari già percorsi da entrambi, decidiamo di rientrare passando dalla Val Bondolero; dalla cima del Diei si segue il sentiero che scende verso il Colle di Ciamporino, però giunti vicino ai piloni degli impianti sciistici [foto 61] abbiamo traversato sulla destra in direzione dei pianori sottostanti.

 Si incontrano dei basamenti [foto 63] segno di una ulteriore espansione degli impianti... ma in breve abbandoniamo questa zona obiettivamente poco piacevole da percorrere vista la presenza di queste costruzioni, per scendere sui pianori dell'alta Val Bondolero.

 Qui si traversa in un ambiente piacevole e interessante (la vista della grande colata di massi che scende dal Diei, le caratteristiche rocce scure arrotondate che emergono dai prati...), un ambiente inaspettato anche perchè la mia unica precedente visita in questa zona era stata in un passato inverno...

 Giunti sul largo prato [foto 69] si traversa al grosso ometto [foto 70, qui un tempo forse c'era un piccolo baitello], si segue una traccia di sentiero che continua la discesa fino ad arrivare vicino al bosco [foto 71], qui, con percorso libero, siamo scesi sulla sinistra raggiungendo il Torrente Bondolero e, sul versante opposto, il largo sentiero segnalato.

 (Naturalmente si può anche traversare verso il Colle di Ciamporino e raggiungere il sentiero più in alto, con percorso che dovrebbe essere più agevole).

 Il sentiero passa dall'Alpe Bondolero 1930 m. e poi da Case di sotto 1804 m. e scende a traversare il torrente dove in seguito giunge alla stradina sterrata che si percorre scendendo al Piano di Rio Secco 1379 m. qui la strada traversa lungamente sulla destra in direzione di Esigo, si scende infine a Passo dove si conclude questo bel giro.


  Tempo per la salita, circa 5 ore e mezza.

  Tempo per il giro descritto, circa 9 ore e mezza.

    Immagini del 26 settembre 2015.


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