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Pizzo del Mezzodì (da Varzo)

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      Pizzo del Mezzodì > 2383 m. da Varzo.



 (Varzo) piazzale Enel > Alpe Salviggia > Alpe Selvanera > Alpe Nugno > Alpe Albiona di dentro > Pian Pumper > Passo dell'Acqua Fredda > Pizzo del Mezzodì > Passo di Variola > Alpe Lorino > Alpe Wolf > Alpe Selvanera > Alpe Salviggia> Varzo.

  Difficoltà EE
 

 

 Visita ad alcuni alpeggi della Val Divedro sul versante che scende a Varzo dalla cresta che la separa dalla Val Bognanco; alpeggi in buona parte ancora ben tenuti con diverse baite ristrutturate, questa grazie alla presenza della stradina che sale fino ai 1371 m. dell'Alpe Nugno.

 Naturalmente valeva la pena proseguire fino alla cresta per visitare il bel pianoro di Pian Pumper con il nuovo Bivacco realizzato dagli Alpini di Varzo (bella la vista del Pizzo Albiona da questa zona), e poi salire il Pizzo del Mezzodì prima di ritornare a valle dal Passo di Variola.

 Tutto il percorso (a parte la cresta del Mezzodì), è segnalato da cartelli e dai classici segni di vernice.

 


 Arrivati a Varzo 532 m. si prosegue traversando il Ponte Boldrini verso Iselle, poco dopo il ponte una stradina sulla sinistra scende, e superata la diga dell'Enel, sale traversando due gallerie e arrivando al parcheggio Enel a circa 750 m.

 Si sale lungo la stradina che in breve porta all'Alpe Salviggia 763 m. dove si trova un bivio, sulla destra una breve stradina sterrata (che si seguirà al ritorno), si continua invece sulla sinistra (sbarra) sulla stradina asfaltata che sale lungamente con alcuni tratti molto ripidi passando da uno dei due nuclei dell'Alpe Selvanera a 1138 m. (l'altro lo si visiterà in discesa), poi si arriva ai prati dell'Alpe Nugno 1371 m.

 La stradina prosegue ancora per un tratto, poi si trova sulla sinistra il sentiero segnalato che sale nel bosco, e si arriva al bivio per i due alpeggi di Albiona, in questo caso si prosegue sulla destra per Albiona di dentro che si raggiunge a 1788 m. (fontana).

 Le Alpi di Albiona sono poste in bella posizione panoramica su un ripiano prativo con vista verso i dirimpettai Cistella e Diei, alle spalle delle baite la bella cresta del Pizzo Albiona, e l'ampio fornale che sale alla cresta.


 Si segue il sentiero segnalato che risale il fornale (un altro percorso traversa a mezzacosta verso Lorino), ci si porta sotto la bastionata che si supera traversando sulla sinistra, sopra la bastionata si continua sulle pietraie che portano a un bivio, a destra si va verso il Passo dell'Acqua Fredda, a sinistra si sale in breve al bel pianoro di Pian Pumper 2361 m. dove si trova il Bivacco di recente realizzazione.

 Per raggiungere il Passo dell'Acqua Fredda si potrebbe anche seguire la cresta, ma siamo ritornati al bivio per continuare lungo il percorso "ufficiale" che dopo un traverso sotto la cresta, sale al Passo dell'Acqua Fredda 2353 m.

 Dal passo, il sentiero per il Passo di Variola traversa sul fianco della montagna, vale invece la pena seguire la cresta di grossi blocchi accatastati che porta in breve alla poco appariscente cima del Pizzo del Mezzodì 2383 m. (sul quale siamo naturalmente arrivati esattamente a mezzogiorno...).


 Dalla cima si scende su erba e roccette al Passo di Variola 2252 m. e dopo una pausa, siamo discesi lungo il percorso segnalato che da qui ritorna verso Varzo, questo sentiero risulta a tratti meno evidente rispetto a quello seguito in salita, ma sono presenti i segni di vernice che indicano il percorso.

Link alla cartina ↓








 Questo versante, con esposizione rivolta a nord, si presenta con una rigogliosa e varia vegetazione, a tratti è anche abbastanza umido, ma non si trova acqua (almeno in questa occasione), solo in alcuni alpeggi si possono trovare le fontane.

 Si scende con percorso vario giungendo al poggio dell'Alpe Lorino 1829 m. (fontana), lasciato sulla destra il sentiero che traversa verso Albiona di dentro, si continua la discesa che porta al vasto prato dell'Alpe Wolf 1377 m. dove fa bella mostra una interessante e caratteristica costruzione [foto 64] .


 Dall'Alpe Wolf si scende nella pineta raggiungendo le prime baite di Selvanera, il nucleo principale dell'alpeggio si raggiunge dopo aver contornato la bastionata rocciosa che sorregge il pianoro dove si trovano queste baite, e si arriva all'Alpe Selvanera 1158 m. qui si traversa sulla sinistra, poi il sentiero scende con lunghi traversi in piano per poter superare i salti rocciosi caratteristici di questo versante, con qualche apertura panoramica verso il fondovalle che si intravede tra gli alberi, si ritorna all'Alpe Salviggia e al parcheggio.

 Tempo per la salita, circa 4 ore e mezza. Per il giro descritto, circa 7 ore e mezza.

   Immagini del 6 agosto 2015.


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