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Monte Solì e Cima d'Azoglio...

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   Monte Solì 2241m. e Cima d'Azoglio 2611 m.


 Da Pizzanco (Val Bognanco).

   Difficoltà E/EE
 

 

 Il Monte Solì è una cima secondaria posta tra la valle che scende al Vallaro e il versante che scende dai Laghi di Campo, una sommità che, per la sua posizione "centrale", permette di avere una buona visione panoramica di buona parte dell'alta Val Bognanco.

 Il suo toponimo (riportato solo sulla mappa Rabbini), molto probabilmente è relativo al sole, ma visti i vari esempi di toponimi più o meno fantasiosi riportati sulle mappe, dovuti di solito all'incomprensione da parte dei cartografi magari provenienti da altre regioni che non comprendevano il dialetto locale, si potrebbe anche ipotizzare che alla richiesta di conoscere il nome della cima, i locali abbiano semplicemente risposto su lì (lassù, in dialetto...).

 Si tratta di una facile e breve escursione conveniente ad esempio in quei periodi (come in questa prima metà di giugno 2020), in cui le condizioni meteorologiche solitamente peggiorano verso la metà della giornata, e nel caso in cui  il peggioramene ritardi (come in questa occasione), si può naturalmente allungare il giro verso altre mete...

 

 Con Fiorenzo partiamo da Pizzanco 1127 m. in una fresca e temporaneamente limpida giornata seguendo l'ormai ben noto sentiero che, passando dall'Alpe Oriaccia 1682 m. sale al Vallaro 1825 m. (da Pizzanco all'alpeggio, circa 1 ora e mezza).

 Verso ovest si vede la lunga dorsale del Solì che inizialmente è boscosa, e successivamente, dopo la caratteristica zona rocciosa che si vede di fronte, diventa erbosa; si può raggiungere la dorsale dal fianco dopo la zona boscosa, procedendo in direzione sud dall'Alpe Laghetto, ma è più interessante salire dall'inizio la Costa del Solì seguendo prima per un tratto il sentiero D98 (GTA) che la traversa, giunti alla dorsale la si sale direttamente con percorso libero incontrando alcuni tratti ripidi ma facili, giungendo a monte della zona rocciosa dove la pendenza si attenua.

 Si prosegue sul largo e panoramico altipiano erboso (insospettato camminando lungo i sentieri della zona...), fino ad un pianorino dove si trovano i resti di un minuscolo ricovero, qui si sale la crestina che porta sulla sommità del Monte Solì 2241 m. da Pizzanco a qui, meno di 3 ore.

 Per scendere il percorso più comodo è quello di tornare all'altopiano erboso per poi traversare verso nord in direzione dell'Alpe Laghetto, in questa occasione continuiamo lungo la cresta verso nord (naturalmente ben sapendo che non è possibile seguirla integralmente fino al Passo di Campo...), un primo salto si può aggirare, ma poi bisogna scendere sulla sinistra (ovest) per un pendio franoso (meglio scendere prima sul sempre ripido versante ma tra i cespugli, foto 52).

 In basso si può raggiungere il sentiero che sale dalla zona dell'Alpe Campo 1895 m. e che poi incrocia il frequentato sentiero D18 per i Laghi di Campo, a questo punto, visto che il meteo (o la meteo a seconda delle preferenze...) rimane ancora accettabile, decidiamo di continuare la salita verso la soprastante Cima d'Azoglio.

 Con percorso libero puntiamo alla dorsale in alto sulla destra a monte delle giavine, e una volta raggiunta si vede il resto del percorso che sale sulla destra, aggirando le prime due sommità della cresta sud dell'Azoglio, si sale il largo canalone alla sinistra (ovest) della roccia visibile in alto nella foto 78.

 Il percorso è sempre ripido e faticoso, si trovano vaghe tracce di passaggio e pochi ometti (sconsigliabile in caso di scarsa visibilità), giunti sul colletto sopra l'anticima, ci si affaccia sul versante che scende ai due laghi di Campo che si vedono dall'alto, il Lago grande di Campo e il Lago di Campo minore alto (visitati l'anno precedente : Link, questo colletto si può raggiungere appunto anche dal pietroso versante dei laghi di Campo), infine risaliamo l'ultimo tratto mentre inizia a piovigginare... e si nota che in Svizzera il tempo è peggiore.

 Una breve sosta sulla sommità della Cima d'Azoglio 2611 m. (meno di 1 ora e mezza dal Passo di Campo), e scendiamo velocemente lungo il percorso che conduce al rifugio dell'Alpe Laghetto (in basso si trova qualche traccia e qualche ometto in più), e infine, seguendo il sentiero che scende dalla presa d'acqua si arriva all'Alpe Laghetto 2039 m. qui un'altra breve sosta aspettando invano che smetta di piovere, e scendiamo al Vallaro e al sentiero percorso all'andata.

 Giunti al bivio con il sentiero per Gomba, decidiamo per una variante di discesa a Pizzanco seguendo appunto il sentiero per Gomba e al successivo bivio prendiamo la traccia bassa sulla destra che scende traversando lungamente il versante; dopo un tratto con numerosi tornanti giungiamo al bivio per Pizzanco e continuiamo lungo il bel sentiero che traversa sulla destra e poi scende ad un ultimo bivio segnalato (a destra si va direttamente a Pizzanco), in questa occasione proseguiamo invece sulla sinistra scendendo a Colorio dove ebbe i natali nel 1789 Gian Giacomo Galletti, illustre benefattore ossolano al quale si deve la costruzione delle scuole per ragazzi e ragazze (vedi ad esempio la foto 2), scuole che si ha modo di vedere durante le escursioni che passano dai villaggi della Val Bognanco (un interessante ed esaustivo articolo a riguardo, a questo : Link).

 A Colorio il sentiero in estate diventa poco visibile, comunque dalle baite si scende alla stradina asfaltata sottostante che, con un ultimo tratto (non breve...), in salita, riporta a Pizzanco.

 (Questa variante di percorso, sia pur su sentieri comodi e piacevoli, alla fine non è consigliabile in caso di escursioni lunghe, come quelle verso le cime più alte... è preferibile il più sbrigativo sentiero percorso all'andata).


 Tempo per questo giro, circa 8 ore.    Giugno 2020

 

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