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 (Vogogna) - Rumianca - I Agalit - Rio Arsa - Alpe Arsa - Taià di Villa - Orsino - Lordi - Alpe Montà - Rio Arsa - Mazzucchero inferiore - Fali - bacino - Pianezzo - Rumianca (Vogogna).

 

 

 Dopo la precedente visita alla "ricerca" dell'Alpe Tavano (link), ritorno nella zona della Valle dell'Arsa per un giro lungo le dirupate pendici del versante che dal Sasso Grande scende verso la gola del Rio Arsa.

Link alla cartina ↓

 Questa è un altra di quelle escursioni adatte solo ai pochi "amatori" di questo genere di percorsi alla ricerca di vecchi sentieri in luoghi impervi e "scomodi" per giungere a vedere i ruderi rimasti di qualche alpetto abbandonato da tempo...

 Su questo versante, poco sotto ai 1000 m. traversa una vecchia condotta per l'acqua su cui si può camminare, in caso di problemi questo può essere utile per "uscire"...

 

 [Giungendo in zona con i mezzi pubblici, è difficile arrivare la mattina presto ai paesi sul versante opposto a quello dove transita la linea ferroviaria Milano-Domodossola, allora una possibilità (come fatto in questa occasione), è quella di partire "da lontano"... da Vogogna ci si porta verso la "passerella" e subito dopo si segue la strada sterrata sulla sinistra (non si supera il successivo canale), che traversa la piana con percorso piacevole e tranquillo, poi supera su un ponte il canale e giunge a Rumianca (da Vogogna a Rumianca, circa 40 minuti].


 

 Il tratto iniziale è lo stesso del precedente giro all'Alpe Tavano :

 Si parte da Rumianca (arrivandoci in auto, possibilità di parcheggio a esempio vicino all'Oratorio di San Marco); ci si porta verso la montagna lungo Via delle Alpi imboccando la stradina all'inizio asfaltata, che sale con diversi tornanti verso Pianezzo dove arriva la condotta dell'acqua prima della discesa verso la piana Ossolana.

 Si passa da Frasnè e poi intorno ai 570 m. a una curva poco dopo una baita posta sulla sinistra, si segue un sentierino che traversa e poi scende verso I Agalit, in basso a sinistra si vede una baita ristrutturata, a monte invece un rudere, si segue il sentiero che sale a monte del rudere e poi traversa in piano entrando nella profonda gola scavata dal torrente.

 Passato un ponticello si scende al Rio Arsa intorno ai 560 m. qui un tempo era presente un ponte (se ne vedono i resti sulle sponde), ancora riportato sulle mappe, ma sono ormai decenni che non è più presente... comunque il passaggio del torrente normalmente non presenta difficoltà.

 Il passaggio della forra dell'Arsa è sempre interessante... Giunti sul versante opposto si segue il sentiero in gran parte sempre ben visibile che sale traversando nel contempo verso la Valle del Rio della Porta, e si arriva ai primi ruderi dell'Alpe Arsa (toponimo che in verità è riportato solo sulla Carta Tecnica Regionale...), traversando in piano verso ovest si trova la seconda baita dell'alpetto.

 Lasciato ormai il sentiero che proseguiva verso Il Motto, si sale la dorsale sopra l'Alpe Arsa e, verso gli 800 m. si traversa verso ovest raggiungendo i ruderi di Taià di Villa (Tagliata di Villa) a ca. 850 m. l'alpe era riportata con la dicitura "ruderi" già sulle vecchie mappe, probabilmente questa è una delle più "antiche" della zona, lo si capisce anche dal tipo di sassi usati per la sua costruzione; è stata costruita qui anche per la vicinanza al torrente dove si trova l'acqua.

 A fianco dei ruderi, si trova una traccia che traversa verso il canale del Riale Tagliata di Villa (toponimo riportato sulla Mappa Rabbini), il passaggio del canale è meno impegnativo di quello che appare, si deve risalire un versante in parte roccioso sul lato opposto (può essere delicato in caso di roccia bagnata), dove si trovano i resti di un muretto del sentiero; questo passaggio è obbligato, l'unico possibile al di sotto della condotta.

 Il toponimo Tagliata di Villa è singolare, può essere che derivi dal profondo intaglio del canale (lo si vede bene dal versante opposto, dalla zona di Pianezzo).

 Giunti sulla dorsale successiva (che dal versante opposto appare come una lunga striscia senza piante), si scende una cinquantina di metri per visitare l'Alpe Orsino posto su un dosso di fronte a Pianezzo; guardando verso ovest, si vede la successiva dorsale (dove si trova Lordi), dorsale che però presenta una frana lungo il versate est, e perciò, per raggiungerla, è necessario fare un giro più largo...

 Da Orsino si risale la dorsalina fino al boschetto di betulle sulla destra (subito dopo il noccioleto), qui si ritrova una piccola traccia che traversa superando anche il Riale Orsini, e poi si sale raggiungendo la condotta; la si segue comodamente verso ovest e, dopo aver passato un tratto a fianco di una roccia, si vede sulla destra un sentierino che scende lungo la dorsale dell'Alpe Lordi che in breve si raggiunge (la baita posta ad est si trova a poco più di un metro dal bordo frana...).

 Da Lordi si potrebbe anche risalire e seguire comodamente la condotta, ma naturalmente è più interessante seguire la traccia del vecchio sentiero che traversa a fianco dei ruderi; si traversa e poi si risale il versante nel bosco, la traccia a volte è poco chiara, ma non ci sono particolari difficoltà (si trovano anche dei tagli), e si giunge ancora una volta sulla condotta, ma la si lascia subito per continuare la risalita che porta ai primi ruderi dell'Alpe Montà ca. 1060 m.

 Questo era un corposo alpeggio un tempo, ora, come in molti altri luoghi, sono rimasti solo ruderi... qui, seguendo una traccia imboscata, aiutati anche da dei vecchi segni di vernice rossa, si traversa sempre verso ovest raggiungendo i ruderi superiori poco sopra i 1100 m. da dove una traccia con relativi segni radi segni di vernice, prosegue la salita (probabilmente è un sentiero verso la Fontana dell'Albi); invece si segue una traccia discontinua che scende a tornanti il versante verso il Rio Arsa, sul versante opposto si intravedono tra le piante alcune baite in gran parte ristrutturate (il versante opposto è più comodo rispetto a questo...).

 Infine si incrocia ancora una volta il percorso della condotta (qui a tratti dissestata a causa di alcune frane), e si raggiunge il Rio Arsa portandosi sul versante opposto, seguendo un'altra condotta (questa ancora utilizzata), che porta sotto ai prati dell'Alpe Mazzucchero inferiore 980 m.

 Si può proseguire comodamente lungo la condotta che passa accanto alla bella cascata, invece chi preferisce evitare una piccola doccia, può seguire il sentiero che scende a fianco del cancelletto e traversa in basso sotto le rocce e poi risale più avanti di nuovo sulla condotta (in verità, è questo il sentiero "ufficiale" per gli escursionisti...).

 Non tutti gli alpeggi su questo versante sono stati ristrutturati , a esempio si può vedere quel che resta dell'Alpe Fali, scendendo per un tratto lungo la sua dorsale.

 Si giunge infine al bacino da dove si scende all'Alpe Pianezzo 870 m. bel punto panoramico verso il versante del Monte Turi e del Monte Crotta (visitati in un interessante giro precedente, vedi questa pagina).

 Da Pianezzo, lungo la stradina (scorciatoie), si scende a Frasnè e poi a Rumianca.


   Difficoltà EE  -  Immagini del 6 aprile 2017  -  Tempo per il giro descritto, 6/7 ore.



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