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Val Bianca, Vallar e Lavazzero

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     Visita alla Val Bianca, da Barzona.



 Valle Anzasca > Calasca dentro > Barzona.

 

 

 Un giro verso Vallar e Lavazzero, i due alpeggi più "alti" della Val Bianca, una laterale della Valle Anzasca che sale verso la cresta tra il Pizzo San Martino e il Pizzo del Ton.

 


 Da Barzona (poche possibilità di parcheggio vicino alla Chiesa), con Andrea saliamo lungo il percorso segnalato (cartelli e segni di vernice), per l'Alpe Lavazzero; usciti dal paese si segue la bella mulattiera che sale verso il pianoro dell'Alpe Pavù 877 m. da dove si prosegue salendo alla chiesetta della Madonna del Sassello 951 m. bel punto panoramico verso le dirimpettaie cime dell'Ovac e Corno di Scarpignano.


Dopo la Chiesetta il sentiero entra nella bella faggeta e inizia un lungo traverso sul ripido fianco della valle, il sentiero è in ottime condizioni e alcuni tratti sono stati sistemati di recente; si passa dai ruderi dell'Alpe Beita e poi si scende a traversare il rio della Val Bianca su un ponticello in ferro.

 Si continua per un tratto lungo il versante sinistro orografico per poi superare nuovamente il torrente e salendo ai prati (ora in parte imboscati), dell'Alpe Lasino 1346 m. qui la traccia si fa a tratti poco evidente, si sale comunque sul costone alla destra idrografica del canale dove il torrente scende con alcune belle cascate.

 Più in alto la traccia ritorna evidente e si vede di fronte, sul versante opposto, l'Alpe Cortelancio; si supera il torrente che scende da Lavazzero e si sale alle baite dell'Alpe Cortelancio 1556 m. qui si lascia il percorso segnalato che continua sulla sinistra verso Lavazzero, per salire direttamente il ripido pendio alle spalle dell'alpeggio.


 La cartina segna un sentiero che da qui sale verso Vallar, ma di questo sentiero non abbiamo trovato traccia... con percorso libero risaliamo il pendio portandoci verso uno spuntone roccioso [foto 34] per risalire il ripido ma breve canalino alla sua sinistra [foto 36], sopra lo spuntone si prosegue la salita iniziando a traversare verso il canale posto ad est, intanto si può vedere verso est la baita di Vallar che fa da riferimento.


 In questa occasione, viste le temperature insolitamente basse di questo periodo, il canale era in parte ghiacciato e non era il caso di provare a traversare in questo tratto, allora siamo risaliti fin sopra i 1900 m. sopra una salto del rio per poi traversare il canale in un tratto con neve, poi continuando a traversare il ripido pendo si raggiunge una vecchia traccia (che poi seguiremo al ritorno da Vallar), che scende dalla conca sopra Lavazzero, in breve si giunge alla solitaria baita dell'Alpe Vallar 1971 m. in bella posizione panoramica (da non confondere con l'altro Alpe Vallar, situato sul versante opposto della valle).

Link alla cartina ↓

 Da Vallar si segue la traccia che traversa e poi sale il pendio che scende a fianco della quota 2158 m. la presenza della neve nasconde la labile traccia, allora saliamo direttamente il pendio fin verso i 2200 m. (fino a qui circa 4 ore e mezza), sulla dorsale dove passa il sentiero per il Passo del Mottone, di fronte si erge il Pizzo del Ton, verso sud-ovest il Pizzo San Martino, il Passo Vallaretto e le cime del Pizzo Vallar e del Pizzo Ciapè.

 Scendiamo la dorsale innevata (la neve era gelata al punto giusto e si procedeva piacevolmente senza difficoltà), verso le basse baite dell'Alpe Lavazzero 1964 m. più in basso il laghetto omonimo, ancora gelato in questa occasione.



 Da Lavazzero si segue il sentiero segnalato che ritorna a Cortelancio, da dove si ritorna a Barzona lungo il percorso seguito all'andata.




 Tempo per questo giro, circa 7 ore e mezza. Immagini del 28 aprile 2016

    Difficoltà EE








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   Valle Anzasca :

   (destra orografica)


   Valle Anzasca :

   (sinistra orografica)