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Valle del Rio Bagnone da Chesio...

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 Sul versante sud-est delle rinomate e frequentate cime del Massone e dell'Eyehorn, nasce il Rio Bagnone che scende tortuoso ricevendo le acque di alcuni piccoli affluenti (il più "importante" è il Rio Grosso che ha origine dalle pendici del Poggio Croce e del Monte Cerano), e che più in basso ha scavato un profondo solco che divide i dirimpettai paesi di Chesio e Loreglia prima di giungere al Torrente Strona.

 L'acqua del Bagnone è stata (ma lo è tuttora) utilizzata per generare energia elettrica tramite alcune piccole centrali; il giro seguito in questa occasione segue un percorso ad anello che traversa sui fianchi della valle incontrando diversi alpeggi, alcuni ancora frequentati e di comodo accesso (tra tutti, la bel nota Alpe Loccia), e altri ormai abbandonati da tempo e dimenticati dalle mappe odierne, per i quali i toponimi sono stati "recuperati" naturalmente parlando con la gente del posto.

 Un giro piacevole e non troppo impegnativo, reso più interessante dalla presenza della neve che sui versanti riparati dal sole era relativamente abbondante.

 Chesio - Ör da la Pur - canale di gronda - Rio Bagnone - in Camarei - Alpe Loccia - Loccia da Là - La Vegia - Alpe Frera - Colle Frera - Alpe Bagnone - Alpe del Cavallo - Alpe Costavaga - Cà d'Arnà - Chesio.

 

 Con Andrea saliamo in auto da Prelo a Chesio, paese già visitato in precedenza assieme a Loreglia, vedi questa pagina, il parcheggio è nelle vicinanze del bel campanile della Chiesa di San Rocco; si sale alla "Terrazza" e poi si prosegue lungo le scalinate che portano all'inizio del sentiero che traversa entrando nella valle (foto 2).

 Si segue inizialmente il percorso per Costavaga fino al bivio (foto 4), il sentiero che scende lo si percorrerà in salita al ritorno, continuiamo invece lungo il sentiero in piano che traversa davanti ai ruderi inferiori di Ör da la Pur, poi la traccia raggiunge una costruzione dell'acquedotto oltre la quale il sentiero si perde (vediamo sul versante posto di fronte il percorso pianeggiante del canale di gronda che decidiamo di raggiungere), saliamo quindi il ripido versante sulla sinistra (ovest) giungendo appunto sul tranquillo canale di gronda dove troviamo anche il bivio del percorso che sale alla Loccia (alla fine, è consigliabile seguire dall'inizio questo sentiero in modo da evitare il tratto "scomodo" fuori sentiero...).

 Lungo il percorso del canale di gronda (che si mantiene intorno alla quota di 800 m.) si trovano anche un paio di lastre di sasso con incise delle iniziali (probabilmente di chi ha lavorato per metterle in loco), e si arriva alla presa sul Rio Bagnone dove, salendo sul versante destro idrografico del torrente, si giunge in breve ai ruderi di in Camarei 819 m. alpeggio situato vicino al torrente ma comunque in una posizione certamente poco favorevole rispetto ai soleggiati alpeggi della valle...

 Poco più a monte dei ruderi oltre il Rio Bagnone, si vede un muretto del sentiero (non segnato sulle mappe) che sale e si raccorda che quello che scende dall'Alpe del Cavallo che seguiremo in discesa al ritorno verso Costavaga; salendo invece a ovest di in Camarei si trova la traccia del vecchio sentiero (che in seguito diventa ben evidente), che risale la costa con numerosi tornanti, e infine, dopo un tratto nel noccioleto, si giunge all'Alpe Loccia 1107 m. con la sua bella e panoramica Chiesetta.

 Dopo una pausa caffè (e grappini...), la gente del posto è sempre molto cordiale e disponibile... riprendiamo il percorso passando dalle case della Loccia da Là 1141 m. e poi da La Vegia (Alpe Vecchia 1179 m. tra i due nuclei si incrocia anche un ben visibile sentiero che traversa a mezzacosta verso l'Alpe del Cavallo); il percorso segnalato prosegue salendo all'Alpe Frera (Alpi della Ferrera 1299 m.) il cui toponimo deriva dal fatto che in questa zona in tempi lontani estraevano il minerale di ferro.

 Si sale alle baite superiori della Frera e poi al Colle omonimo 1388 m. (qui sulla sinistra prosegue il percorso segnalato per il Massone, mentre sulla destra si trova la sommità del Poggio Frera 1416 m.); scendiamo invece verso nord-est dove la neve era relativamente abbondante (e incontaminata, solo poche tracce di animali...) in direzione del sottostante Rio Bagnone e poi verso l'Alpe Bagnone 1290 m. (Alpi Bagnone sulla Rabbini, il plurale evidenzia il fatto che erano presenti numerose costruzioni).

 Presso le baite inferiori scende verso est il sentiero (in questa occasione seminascosto dalla neve) che traversa con vari saliscendi il versante sinistro idrografico del Rio Bagnone superando alcuni canalini secondari; e si giunge sulla costa che scende dal Poggio Croce dove si trovano i cartelli indicatori per l'Alpe del Cavallo, qui si scende il ripido pendio (in questa occasione i segni di vernice sono di aiuto visto che il sentiero a tratti era nascosto dalla neve), più in basso si incrocia il sentiero che traversa dalla zona della Loccia, e infine, traversando verso sud si arriva alla panoramica Alpe del Cavallo 1116 m.

 L'Alpe del Cavallo è chiamata dalla gente del posto Ör del Cavallo, toponimo usato in altre zone che sta a significare che si trova sul bordo (Ör = orlo) di due versanti, su una costa o un poggio, sui cartelli posti lungo il percorso è riportato invece Orro del Cavallo...

 Cercando di "italianizzare" il nome dialettale è uscita una cosa evidentemente poco sensata, allora sarebbe stato meglio attenersi a quanto riportato sulla mappa del Catasto Rabbini, dove è semplicemente e correttamente chiamata Alpe del Cavallo...

 Un altro errore ugualmentre grossolano è presente sulla carta IGM (errore ripreso anche dalle mappe recenti...), dove si legge Orto del Cavallo... bisognerebbe forse avere un poco più di attenzione ai nomi dei luoghi, salvaguardare la memoria degli alpeggi e dei luoghi in generale, passa anche dal mantenimento e uso dei loro toponimi corretti.

 Dall'Alpe del Cavallo una traccia scende tra le felci (si vedono inizialmente segni di vernice di colore violetto e anche rosso), poi più in basso il sentiero diventa più evidente e scende con larghi tornanti per superare le zone rocciose (che si vedevano salendo da in Camarei); si scende nel noccioleto e poi si incrocia la traccia, sulla destra, che scende al Rio Bagnone presso in Camarei; proseguiamo invece sulla sinistra traversando alla base di una piccola giavina e giungiamo al canale del Rio Grosso dove sono presenti un paio di cavi metallici che possono essere di aiuto in presenza di molta acqua.

 Continuando la traversata si giunge al corposo nucleo dell'Alpe Castelvaga (Castuaga) 869 m. (Alpi Castelvaga sulla Rabbini), dove si notano alcune interessanti costruzioni però ormai in stato di degrado, questo era certamente un alpe "importante" un tempo.

 Da Castelvaga traversa una sentiero per Loreglia, scendiamo invece (cartelli) sotto le baite per poi giungere al guado (ponte) sul Rio Bagnone nei pressi delle due costruzioni dell'Alpe di Cà d'Arnà ca. 700 m. dove un buon sentiero risale e traversa verso sud ritornando al bivio incontrato all'andata e poi a Chesio.

 Tempo per questo giro, circa 7 ore (in assenza di neve, naturalmente i tempi saranno inferiori...).

   Difficoltà E/EE - Febbraio 2019

 
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