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Valle del Rio di Anzola

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       Nella Valle del Rio di Anzola...

 Anzola - I Curticc - Ca dul Gob - Pian del Baro - Fontana Ragozza - Cola d'Umenig - (Daramor) - Piazza Grande - I Casali - Anzola.

              Difficoltà EE

 Valle d'Ossola > Anzola d'Ossola.

 

 

 Un percorso nella valle dove scende il Rio di Anzola, alimentato nella parte alta dai suoi affluenti provenienti dai fornali di Vineggio e dei Drosoni, un territorio aspro e variegato percorribile solo seguendo le tracce dei vecchi sentieri ancora in parte presenti in questo territorio ormai in gran parte abbandonato.

   [Vedi anche la pagina : da Anzola al Rio Inferno]

 Dal Comune di Anzola d'Ossola ci si porta oltre il Rio di Anzola per salire sul suo versante sinistro idrografico (in questa zona sono ancora presenti i resti delle costruzioni usate quando era in funzione il mulino del paese); si seguono all'inizio le indicazioni che portano al Cippo posto a ricordo dei Partigiani caduti, poi si segue il sentiero ancora in buone condizioni (sono presenti segni di vernice color arancione), che sale passando dalla zona chiamata I Curticc dove erano presenti dei terrazzamenti; si passa nelle vicinanze della baita chiamata Cà dul Gob dove nei dintorni si trova un balmo [foto 10], proseguendo la salita si giunge al bel dosso panoramico di Pian del Baro 826 m. chiamato nel dialetto locale il Bar (Barro), toponimo molto diffuso in montagna che indica una altura o sommità; qui bella vista verso la Piana Ossolana.


 Dal Pian del Baro si segue la traccia che porta verso il rio [foto 20] dove ci si riforniva di acqua, qui termina il sentiero e si sale cercando i segni di taglio col falcetto e le tracce di passaggio degli animali; inizia una salita molto ripida (si usano le piante ed i cespugli come appigli che facilitano l'ascesa), si passa da un piccolo pianoro a circa 1080 m. dove si trovano alcuni ruderi (questa zona è chiamata Fontana Ragozza); proseguendo la salita lungo la dorsale scompaiono le tracce e i segni di passaggio degli animali (che probabilmente salgono traversando sulla sinistra), e infine si esce nella faggeta su terreno meno ripido alla quota 1310 m. dove si vede il cippo di confine dei Comuni di Anzola e Pieve Vergonte; qui si giunge anche seguendo il percorso descritto in questa pagina.


 Proseguendo lungo la boscosa dorsale, poco prima di un altro cippo confinale si vedono in basso sulla destra i ruderi della Cola d'Umenig 1338 m. si passa dalla sorgente dell'alpe, poi la traccia continua in leggera salita e infine scende sulla sinistra nel ripido bosco; poco prima si trova un'altra traccia che scende, ma non è quella giusta... bisogna trovare i segni dei tagli che indicano il percorso corretto.


 Scendendo nel bosco si intravede sul versante opposto una grossa frana che serve come riferimento, la si dovrà poi traversare nella parte bassa; continuando la discesa si arriva a un passaggio chiave, una caratteristica e notevole "scalinata" [foto 32] che permette di superare un tratto roccioso; qui una traccia continua traversando il fianco della montagna verso l'Alpe Balmarossa, mentre un'altra traccia dovrebbe scendere per un canalino sulla sinistra, ma in questa occasione, non trovando in quel punto segni di passaggio, si è preferito scendere portandosi verso monte,; non bisogna scendere al torrente troppo presto perchè bisogna superare una costa rocciosa che separa questa zona boscosa da un'altra che, una volta raggiunta, permette di giungere al torrente (alla quota di circa 1020 m.), che arriva dal fornale di Vineggio.


 Passati sul versante opposto si ritorna verso valle passando sotto una parete rocciosa verticale, in seguito si entra nella pineta e poco prima di arrivare alla frana si passa da un balmo [foto 36], superata la grossa frana si continua la traversata nella pineta in leggera discesa, in basso si individuano due giavine, in quella zona si trova l'Alpe Daramor 998 m. arrivati a una dorsale dove il percorso svolta verso sud, bisogna scendere fino a ritrovare il sentiero ancora in buone condizioni (è indispensabile trovarlo in questo punto perchè è l'unica via per poter scendere a valle da questa zona...).


 Continuando sul bel sentiero si entra traversando su una cengia in una zona molto interessante, aspra e selvaggia; si passa un primo canale e successivamente il solco principale del Rio di Anzola, dove si vedono sulla roccia due spuntoni rocciosi [foto 45] che probabilmente un tempo servivano per sostenere una passerella.

 Su terreno più facile e tranquillo il sentiero traversa poi nel bosco uscendo alle baite di Cantirè poste poco più in basso di Piazza Grande (o Pianezza Grande), dove vale la pena di salire per un sosta, e da dove si può vedere la zona visitata.


 Si ritorna ad Anzola  seguendo il percorso segnalato che passa da I Casali e I Balmoni (in basso la mulattiera è stata ormai in gran parte sostituita da una strada sterrata), e dalla Chiesa della Madonna del Carmine poco prima di scendere al paese; tra le via di Anzola (in Via alla sega), si può notare una caratteristica Cappella a "tre facciate" [foto 58 e 59]...


 Tempo per questo giro 5/7 ore.

  link : Comune di Anzola d'Ossola


 

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