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Vallone di Balmel

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   Vallone di Balmel [Bordo - Alpe Cavallo] da Rivera - Valle Antrona.


 Rivera - Bordo - Cheggio - Alpe Alber - Alpe Cavallo
Alpe La Beula - Alpe Casalaccio - Alpe Faiel - Alpe Gurbegia - Bordo.


   Difficoltà E
 

 

 Entrando in Valle Antrona da Villadossola, dopo la larga Val Brevettola (link), sulla sinistra orografica si trova un'altra valle più stretta e ripida, si tratta del Vallone di Balmel che sale verso i contrafforti rocciosi del Pizzo Ciapè 2394 m. e verso la Testa dei Rossi 2026 m.


 Poco dopo Viganella, dalla strada principale si sale al paesino di Rivera 571 m. (poche possibilità di parcheggio di fronte alla Chiesetta); si parte dalla Chiesa Parrocchiale della Natività di Maria Vergine; a fianco inizia il percorso segnalato per Bordo (cartelli indicatori) si sale tra le case e si imbocca una bella mulattiera che in breve porta a Bordo 719 m. lungo il percorso si incontrano degli elementi insoliti per questi ambienti montani... le tipiche bandierine di preghiera Buddiste che muovendosi nel vento, portano nel mondo le preghiere e i buoni propositi che vi sono stati impressi...


 Bordo, dopo un lungo periodo di abbandono, riprese nuova vita negli anni '80 grazie all'arrivo di persone dalla Svizzera e dalla Germania che qui fondarono una comunità buddista, provvedendo alla ristrutturazione degli edifici conservandone le caratteristiche architettoniche originali; nel villaggio si possono vedere alcuni simboli del pensiero Buddista, in particolare il caratteristico Stupa... simboli che convivono tranquillamente con i due begli affreschi Cristiani visibili sui muri (uno si trova in Piazza Milarepa...); una casa è adibita a luogo per la preghiera e la meditazione, e il piccolo ed interessante Oratorio di San Giuseppe e Santo Stefano (ora sconsacrato), è usato quale luogo di aggregazione.


    - link : La Comunità di Bordo


 Da Bordo (il cui toponimo significa che è situato su una sporgenza della montagna), si continua scendendo a traversare il Rio della Frera sul nuovo ponte giungendo così a Cheggio 753 m. anche questo villaggio è ripreso a nuova vita, in buona parte grazie (anche in questo caso) a persone di lingua madre tedesca che hanno acquistato e ristrutturato le case; il toponimo di Cheggio è riferito al fatto che si trova in un luogo soleggiato.

 Da Cheggio si continua lungo il sentiero segnalato che sale nel bosco, si incontra la Cappella del Mundù a 823 m. e si passa dai ruderi dell'Alpe Alber 997 m. proseguendo nella faggeta si arriva al primo nucleo di baite dell'Alpe Cavallo (chiamato I Crupp) a 1347 m. salendo dietro le baite si giunge al bel pianoro dell'Alpe Cavallo 1373 m. qui bella vista sulle montagne che circondano le numerose baite in gran parte ristrutturate e ancora frequentate, segno dell'attaccamento degli alpigiani per questo luogo, questo lo si capisce anche dal piccolo monumento dove sono sistemate le foto degli alpigiani scomparsi...

 [Ripassando in zona dopo circa sette anni, si nota che l'"anziano del bosco" della foto 14, è molto cambiato rispetto a questa prima visita (vedi la foto 11 a questo : Link), purtroppo il tempo trascorre per tutti...].


 Dall'Alpe Cavallo si traversa verso il centro del Vallone di Balmel entrando nella pineta, si traversa lungamente il ripido bosco e si passano alcuni canalini, superato il solco principale del Rio della Frera (in alto il Passo di Ogaggia), si traversa sul versante opposto e poi si inizia la discesa incontrando diversi nuclei di baite; dopo Gurbegia il sentiero principale scende verso Pianezza, in questa occasione si è seguita una traccia segnalata da segni e frecce di vernice verde che, passando da un piccolo alpeggio dove si trova una Cappella di cui rimangono solo dei ruderi, ritorna a Bordo.

 Tempo per il giro descritto circa 5 ore.

   Gennaio 2012

 
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