in Montagna...

in Valmala, alla Sella Boera...

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 "La Valmala, profonda e severa, è un vaglio larghissimo il cui bordo addentellato, che s'incurva a Sella Boera, e a Sella Bassa, forma i Denti di Gavala, la Punta delle Gule, i Denti di Valmala..." (Don Luigi Ravelli).

 Una prima visita in Valmala salendo il versante che porta alla Sella Boera che, in questo periodo di (quasi) fine inverno, era l'unico dove la neve poteva essere in parte scomparsa, mentre gli altri versanti con esposizione maggiormente verso nord (come si poteva vedere durante le escursioni fatte in precedenza sui versanti opposto della Valle Grande), conservavano sempre il loro aspetto prettamente invernale.

 Durante questa escursione, in una giornata dai colori piuttosto "grigi" vista la nuvolosità e la stagione ancora piuttosto invernale, troviamo comunque alcune note di colore, in particolare una notevole fioritura di Erica carnea (non sono certo di aver identificato esattamente la varietà, le Ericacee comprendono circa 850 specie, ma confrontando le immagini sembrerebbe proprio la carnea...), personalmente non avevo ancora trovato una così bella e vasta fioritura di Erica in montagna...

 

 Con Andrea partiamo dalla Chiesa Parrocchiale di San Bartolomeo a Scopa traversando il Sesia sul ponte che conduce alla Chiesetta della Madonna della Neve a Otra; per "l'avvicinamento" si segue il sentiero 222 (22) che porta all'Alpe Valmala di sopra e che è anche l'unico sentiero segnalato presente attualmente su questo versante destro idrografico del torrente principale che scende dalla Sella Bassa (per la descrizione di questo tratto, vedi sul sito del CAI Varallo: Link).

 Da tenere presente, anche per queste zone, la collaudata Carta Svizzera (CNS) edizione del 1963 consultabile online : Link che, anche se limitata al 50.000 per questa area, rimane sempre la migliore come rappresentazione del terreno ed anche perchè riporta ancora alcuni sentieri "minori" incluso quello che ci interessa in questa occasione, e cioè quello relativo al tratto da Valmala di sopra a Ruschera e Sella Boera...

 Dall'Alpe Valmala di sopra 923 m. traversiamo in leggera discesa verso il Croso della Ruschera che superiamo salendo sul versante opposto (in questa zona la CNS riporta un sentiero che sale e traversa alle Stalle di Tranta, che avevamo in programa di seguire al ritorno), fino a trovare dei tagli e anche una saltuaria traccia che traversa in salita lungo la destra idrografica del croso, si arriva a un punto il cui il percorso più evidente traversa verso un piccola zona franata dove faticosamente e ripidamente siamo risaliti a "recuperare" il vecchio sentiero (al ritorno i tagli indirizzavano invece al percorso attuale che, con un esposto traverso, passa più in alto (personalmente ho preferito il vecchio percorso con successiva risalita, rispetto a questo traverso...).

 In seguito, superato un canale laterale si giunge in una zona di abeti (visibile da lontano) dove si trovano dei ruderi ormai azzerati che potremmo chiamare Ruschera di sotto; superato un altro canalino e rimontata la dorsale successiva si giunge, sempre tra gli abeti al nucleo principale della Ruschera 1215 m. dove si notano davanti ai ruderi, i classici aceri che si usava mettere per fare ombra alle baite, ora in parte soffocati dagli abeti piantati in tempi successivi.

 Il sentiero che proseguiva verso la soprastante Sella Boera è ormai praticamente scomparso (il percorso comunque non presenta particolari difficoltà, se non per qualche tratto ripido), si seguono alcuni segni di vernice rossa che si trovano salendo sulla sinistra rispetto ai ruderi della Ruschera, e traversando nel contempo verso nord, si supera un canale proseguendo sulla successiva dorsale che porta al colletto innevato della Sella Boera 1492 m. dove si trovano i ruderi dell'omonimo alpetto.

 Il versante opposto si affaccia sul selvaggio e interessante versante di Gavala, ma naturalmente il luogo è dominato dalla affascinate e complicata cresta dei Denti di Gavala visitata assieme a Dario nell'ormai lontano luglio 2007... (Link).

 Il luogo, come del resto la zona traversata più in basso, risulta molto "appartata" e silenziosa, e si percepisce una certa sensazione di isolamento... gli unici segni di civiltà visibili sono il lontano ripetitore sulla cima del Badile, e la zona dell'Alpe di Mera (quando la visibilità lo permette in questa giornata dal cielo plumbeo).

 Verso est la cresta sale alla vicina Punta di Sella Boera 1667 m. che naturalmente proviamo a raggiugere, il percorso, molto panoramico, è reso più interessante dalla presenza della neve che però, giunti nei pressi della sommità, ci fa desistere dal proseguire, l'affilata crestina finale innevata e il "cappuccio" di neve sulla cima appaiono un po' troppo impegnativi, e allora ritorniamo alla sella (ma valeva comunque la pena salire anche solo fin verso l'anticima).

 Una pausa nei pressi della Sella Boera e ritorniamo lungo il percorso seguito all'andata fino al termine del traverso sulla destra idr. del Croso di Ruschera, prima di scendere al possibile bivio per Tranta che avevamo in programma di seguire per il ritorno, troviamo (presso un masso), un taglio e una lieve traccia che sembrano indicare di traversare in quel punto, poi però il percorso diventa incerto e allora scendiamo il versante con percorso libero fino a incrociare il labile (inizialmente), sentiero che traversa verso ovest-nord-ovest in direzione delle Stalle di Tranta (percorso a cui avevamo pensato all'andata, avendo visto l'evidente sentiero che saliva sulla sinistra della mulattiera principale della valle).

 Dopo un primo tratto in cui rimane poco evidente, la traccia diventa più visibile, il sentiero si presenta ancora piuttosto "largo" e il fatto che traversa su un versante favorevole (dove la neve era ormai scomparsa), fa giungere alla conclusione che questo fosse proprio il vecchio sentiero di carico per l'Alpe della Sella Boera... con piacevole percorso prima nel bosco di rovere e poi nella faggeta, si scende a superare il Croso di Tranta e in breve si risale alle Stalle omonime a 923 m. dove si vedono diversi ruderi (anche in questo caso circondati dagli abeti, caratteristica in comune degli alpeggi a queste quote).

 Il sentiero prosegue traversando ancora, per poi scendere fino a raggiungere il percorso principale (sentiero 222), che riporta a Scopa.


 Tempo per il giro descritto, circa 9 ore. Febbraio 2020.

   Difficoltà E fino a Valmala di sopra, poi è un percorso impegnativo.

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