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Vigino, Cascinetti, Curgei, Casalui e dintorni...

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   Vigino, Borca, ruderi a 650 m. ruderi a 702 m. Cascinetti, Alpe Prer, Curgei, Alpe Casalui, Giocola, Alpe La Riva, Quaggiui, Vigino.

 Valle Anzasca > Vigino.

 

 

 Ritorno al solitario Alpe Casalui dopo la precedente visita (che risale al 2018, Link), in questa occasione con un percorso diverso che consente di traversare l'interessante versante del Vallone di Vigino.

 A Casalui si "produceva" il carbone (come già segnalato sulla pagina relativa alla  prima visita, con il link sottostante), dai componenti della famiglia Marta, e casualmente, nei pressi di Borca incontriamo il signor Giovanni Marta (classe 1936) che ci racconta che la costruzione di Casalui fu opera del padre nel 1930 "migliorando" un precedente ricovero, l'alpeggio fu poi abbandonato pochi anni più tardi.

 Il carbone prodotto a Casalui :

 La produzione del carbone era una diffusa attività in tutti i boschi di montagna, a Casalui erano impegnati in questo lavoro (fino al 1948), Emilio Marta con i figli Nino e Primo.

 A ricordo di quei tempi, Nino ha riprodotto (in miniatura), le varie fasi di lavorazione, vedi su : La Valle del Rosa.

 

 Con Andrea partiamo da Vigino salendo al caratteristico Oratorio dai due orologi (nei pressi la fontana che risale al 1892), poi traversiamo a destra in discesa (le carriole viste nelle precedenti due visite sono sempre lì...), portandoci all'interessante lavatoio costruito a cavallo di un piccolo rio, certamente uno dei lavatoi più belli della Valle Anzasca...

 Traversiamo poi verso est fino quasi al Rio Borca (poco oltre si vede la piccola frazione omonima), e lasciamo il percorso segnalato per salire la dorsalina tra appunto il Rio Borca ad est e il Rio Gaggio ad ovest (che in alto scende nel Vallone di Vigino), una traccia di sentiero porta ai terrazzamenti a ai ruderi senza nome a circa 650 m. più in alto, a 702 m. un altro rudere senza nome.

 Proseguendo la salita lungo la dorsalina si arriva alle baite di Cascinetti 811 m. dove fanno bella mostra alcune camicie appese a mò di spaventapasseri... sulla destra (est) un buon sentiero traversa al torrente e poi si vede che prosegue, probabilmente (non verificato), verso Ronchi, torniamo però alle baite di Cascinetti e traversiamo in salita nella direzione opposta fino al rudere ormai quasi azzerato di un'altra baita (qui un sentierino traversa ancora verso ovest in direzione di Morandone).

 Continuiamo la salita del versante cercando il percorso migliore, una vera traccia non è presente, ma a parte la pendenza a tratti sostenuta, non ci sono difficoltà; saliamo in un esteso bosco di roverelle, e si arriva alla caratteristica roccia di quota 989 m. (foto 18), da segnalare che questa roccia è riportata (con la quota), sulla mappa IGM...

 Salendo ancora si incrocia il sentiero segnalato che traversa il versante e che seguiamo verso est fino alle prime baite dell'Alpe Prer 1150 m. alpeggio che comprende diverse baite sparse lungo l'ampio versante; saliamo i prati fino alle costruzioni superiori (ristrutturate), nominate Cimaipro... (nome riportato sul cartello in loco), presso i ruderi superiori si trova una traccia non segnalata che traversa verso ovest al al canale dove si trova la piccolo costruzione in cemento della presa d'acqua.

 Il sentierino prosegue salendo al pendio erboso panoramico dove in alto, si trovano i ruderi di Curgei 1374 m. e qui inizia il tratto più interessante di questo giro, la traversata di questo versante fino a Casalui e oltre (questo "sentiero" era stato reso noto da Frank Seeger sul suo: Sito web), in verità un vero e proprio sentiero non esiste, a parte le usuali e sempre utili tracce di animali, solo in qualche tratto sembra di intuire la presenza di un vecchio sentiero...

 Alcuni tagli iniziali portano a traversare in leggera discesa il versante fino alla successiva dorsale in parte rocciosa che si deve risalire, qui si trovano alcuni segni di vernice relativo a un percorso che dovrebbe salire da Giocola, ma per questo tratto non sono certo necessari, il percorso è intuitivo e obbligato; con qualche passaggio interessante si sale poco oltre la quota dell'Alpe Casalui (che si vede lontano sul versante opposto guardando ad ovest), e trovato un punto favorevole si scende nella faggeta fino al primo canale che troviamo "livellato" da una precoce slavina.

 Oltre la slavina si cerca il punto giusto per poter continuare il traverso lungo una sorta di cengia che traversa il ripido pendio (dove si riconosce la presenza del vecchio sentiero), e dopo un altro canalino si arriva all'Alpe Casalui 1383 m. una breve sosta a questo solitario e dimenticato alpetto e riprendiamo la traversata del versante, una traccia prosegue a ovest alla successiva dorsale (che avevo seguito in discesa durante la precedente visita), si continua scendendo al canale seguente dove troviamo la seconda slavina (in verità sono due, ci cui una più "vecchia" di neve scura e compatta, quasi ghiaccio...), risalita al versante successivo proseguiamo il traverso in discesa su terreno a tratti scivoloso, e infine finalmente si arriva alla bella mulattiera (non riportata sulle mappe), che in discesa porta all'Alpe Giocola 1072 m.

 Lungo il sentiero segnalato si scende passando dall'Alpe La Riva e dall'Alpe Quaggiui 981 m. un tempo abitato tutto l'anno, come diversi altre nuclei a posti a queste quote, con l'Oratorio dedicato alla Beata Panacea (Panasia), e infine, passando prima da Morandone si ritorna a Vigino.

 Tempo per questo giro, circa 8 ore. Difficoltà EE

      Gennaio 2020

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