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Valle Antrona : Zonca e dintorni...

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 Zonca e dintorni...

Viganella - Zonca - Valleggia - Barboniga - Alpe Ausensc - Canval - Taia - Piazzana - Pianezzo - Barco - Brig - Viganella.

 Tempo per questo giro, circa 6 ore.   Aprile 2019
 

 

 Il versante della montagna tra Borgomezzavalle e Montescheno presenta diversi motivi di interesse, e non si può certamente vedere tutto in una sola escursione, e così valeva la pena ritornare in zona per visitare la Borgata Zonca e anche Barboniga e gli alpeggi sopra il paese di Viganella.

  Link :

  Comune di Borgomezzavalle   -   Comune di Montescheno   -   Zonca   -   lo specchio di Viganella

 

 Con Fiorenzo saliamo in Valle Antrona a Viganella (qualche possibilità di parcheggio alla piazzetta presso la Chiesa Parrocchiale della Natività di Maria Vergine, dove, guardando in alto, si nota il "famoso" specchio che poi vedremo da vicino durante la discesa); è sempre piacevole camminare tra le vie del paese (che avevamo già visitato, assieme a Seppiana, durante : questo giro).

 Traversato il paese si supera il piccolo torrente Ul Rial (Rivo di Fuori sulla Rabbini, che traverseremo nuovamente più in alto durante la visita agli alpeggi), subito dopo il rio si sale sulla poco evidente traccia sulla sinistra (traccia che poi diventa più marcata), lungo il sentiero/mulattiera che porta a Zonca.

 Il villaggio è composto da tre nuclei distinti che la mappa del Catasto Rabbini riporta in dettaglio, il primo nucleo è Case dell'Oro, poi quello principale e più "corposo" è Villa Zonca, e infine quello più a est, dove si trova l'Oratorio, è chiamato Borgata Prò.

 Anche qui, come nei vicini villaggi di Cheggio e Bordo (vedi questa pagina) alcune abitazioni sono state acquistate e sistemate da persone di lingua madre tedesca (durante questo giro, complice anche il periodo pasquale di vacanza, abbiamo incontrato numerose persone alle quote più basse vicino ai villaggi, e in pratica noi eravamo gli unici italiani presenti in zona...).

 Zonca era certamente un bel villaggio ai tempi, lo si capisce camminando tra le strette viuzze e osservando le costruzioni che, anche se in buona parte ormai in declino, mostrano ancora dettagli costruttivi veramente notevoli; erano presenti due torchi (ora ne è rimasto solo uno in una casa della borgata principale, la porta è chiusa, ma si può sbirciare dalla finestra, vedi le ultime 4 foto), e naturalmente l'immancabile forno comunitario (attualmente ancora utilizzato), che ogni villaggio possedeva.

 A Case dell'Oro si trova una Cappella dove si può notare che lo strato di intonaco originale affrescato è stato successivamente ricoperto (vedi foto 23), pratica che era diffusa un tempo, mentre ora si tende principalmente a "conservare"...

 Dal primo nucleo di baite si supera il piccolo Rivo Galliano e si entra a Villa Zonca dove, da Case dell'Oro, si notava la grande casa con alcune colonne (da questo probabilmente il nome Villa...); naturalmente anche qui si trova un forno, e girando tra le case, è in particolare suggestivo il passaggio sotto la "volta" di foto 32 e 33...

 Superata la Villa si arriva alla Borgata Prò con l'Oratorio dedicato a Santa Lucia e a Santa Apollonia, buon punto panoramico, si continua la traversata che porta al canale dove si può ammirare il bel mulino (che è stato "risparmiato" dalla recente caduta di alcuni grossi alberi, vedi foto 43); in questa occasione, visto che anche Barboniga non l'avevamo ancora visitata, continuiamo lungo la mulattiera che traversa verso est e a un bivio (Cappelletta) saliamo lungo il sentiero segnalato che porta al borgo di Valleggia, bel villaggio già visitato in precedenza dopo il giro alla soprastante Testa dei Rossi (vedi questa pagina), dove troviamo comunque qualche nuovo particolare interessante che era sfuggito durante la prima visita.

 Da Valleggia scendiamo al sottostante villaggio di Barboniga dove è d'obbligo la visita al notevole torchio che porta la data del 1745 (nel locale vicino si trova il forno), poi da Barboniga lungo la bella mulattiera ritorniamo a Zonca (dove, grazie all'indicazione di un gentile abitante del luogo, troviamo la casa del torchio, a Villa Zonca).

    Difficoltà T/E

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 Ritornati a Case dell'Oro seguiamo il percorso segnalato (segni di vernice bianco-rossa) che sale sopra le belle case di foto 3, e si cammina sulla mulattiera che la Rabbini chiama Strada Comunale dei Monti, dove si notano numerose piante cadute (e che sono naturalmente diventate opportunità per raccogliere legna), alberi caduti che sono solo un "assaggio" di quello che si troverà successivamente in alcuni tratti...

 Il sentiero sale all'Alpe Ausensc di sotto 1015 m. e poi inizia un tratto interessante che sale traversando lungo alcuni tratti "costruiti" verso il canale del torrente Ul Rial, risalendo sul versante opposto si raggiunge una Cappelletta dove, su quello che rimane dell'affresco presente un tempo, si può notare come l'incomprensibile vezzo di scrivere sulle pitture fosse una abitudine in uso già nel 1800...

 Si prosegue raggiungendo il primo nucleo di ruderi dell'Alpe Canval (in verità, in questa zona non sono del tutto certo sui toponimi degli alpeggi incontrati, le mappe sono contraddittorie e parziali...), in questa zona si incontra una vasta area con alberi caduti che costringono ad aggirare il percorso del sentiero (siamo passati più in basso), raggiungiamo il successivo nucleo di Canval a 1155 m. dove si può ammirare una interessante baita con un ingresso laterale dove si passava sotto a un voltino, qui si trovano alcuni oggetti di uso quotidiano, ricordo di un tempo ormai lontano...

 Si prosegue verso i due nuclei dell'Alpe Taia (probabilmente il toponimo corretto dovrebbe avere l'accento sulla seconda a...), qui scompaiono i segni di vernice, da Taia di sotto si continua la traversata lunga una piccola traccia che sale per traversare il canale del rio Ul Bisa, risaliti sulla successiva costa poi la traccia scompare, qui ci portiamo presso i ruderi di foto 62 dove si trova la balma di foto 63 e poi si scende con percorso libero il tranquillo versante, più in basso poggiando un poco sulla destra si raggiungono i ruderi del primo gruppo di baite di Piazzana.

 Scendendo al pianoro sottostante e poggiando ancora sulla destra (ovest) si arriva al secondo nucleo di Piazzana dove, poggiando sempre verso ovest, si trova il largo sentiero che scende alla sottostante Alpe Pianezzo ca. 1080 m. (Pianezza sulla Rabbini), qui salutiamo Thomas alle prese col lavaggio dei panni come si faceva una volta, la bugaa... termine usato nel medio novarese, non so se in Valle Antrona si usa lo stesso nome...

 Da Pianezzo si traversa in piano verso est fino a un bivio, continuando diritti si giunge al famoso specchio a picco sopra il paese di Viganella (questo è un bel punto panoramico), tornati al bivio si segue il sentiero che scende passando accanto a una grossa stalla, il percorso continua la discesa passando dagli alpeggi di Barco di sopra e Barco di sotto, poi si raggiunge l'Alpe Brig con la sua Cappella, più in basso si incontra il bivio del sentiero per Bordo (che traversa sulla destra), e infine dopo aver superato ancora una volta il rio Ul Bisa si ritorna a Viganella.

    Difficoltà E/EE

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